Corpo e anima, ti salveranno gli animali

| Simboli di purezza, immortalità e rinascita. Il film di Elnyedi racconta vita e pensieri di un'ispettrice del macello di Budapest. Immagini cruente e l'immensa delicatezza dei cervi. Vincitore dell'Orso d'oro e candidato all'Oscar

+ Miei preferiti

di BEATRICE FIDA

Corpo e anima, l’ungherese Ildikó Enyedi dipinge un affresco sentimentale di rara delicatezza. Anima(li) al macello, è possibile il sogno nella realtà? Vincitore dell’Orso d’Oro a Berlino e in concorso nella categoria film stranieri negli Oscar del 2018, Corpo e anima è l’ultimo film della regista Ildikó Enyedi. La delicatezza ci salverà, anche quando non può salvare i due protagonisti che la veicolano. 

Maria è una schiva e riservata ispettrice della qualità in un macello di Budapest. Endre, il direttore finanziario, si mostra da subito affascinato dalla giovane dottoressa, dalla solitudine in cui sembra immersa, dalla sua precisione patologica; un’anima desiderosa di scomparire, avvolta in abiti anonimi e sformati. La diffidenza degli altri colleghi si traduce nell’esclusione della ragazza, nei continui scherni, nel quasi bullismo da liceo. La vicinanza definitiva fra Endre e Maria avviene nei loro sogni sempre identici, e lo comprendono durante una seduta dalla psicologa aziendale, in attimi quasi da commedia. Nei loro sogni sono due bellissimi cervi immersi nel candore della neve - degna di nota è la fotografia di Máté Herbai - che riscatta per opposizione le cruente scene ambientate nel mattatoio. Il corpo del film è inizialmente la mutilazione gli animali, che è la stessa loro, fisica e figurata; Endre ha un braccio paralizzato, Maria si provocherà una ferita, ed entrambi sono paralizzati da sempre da angosce affini. L’anima è la purezza del sogno e dei cervi che non si accoppiano ma condividono gesti elementari di sopravvivenza, che si corteggiano delicatamente, in un intenso significato allegorico: l’animale è infatti simbolo di immortalità e rinascita, purezza e fecondità. Maria è totalmente incapace di contatto fisico, reclusa nel territorio sicuro dei ricordi (che registra con patologica esattezza numerica) e dell’infanzia. Gli animali innervano l’opera, in un dialogo perenne con l’umanità: è ancora con un animale che Maria prova il contatto fisico, ora con un pupazzo ora con una mucca al macello. Gioca con le cose: anziché agire nella realtà si concede prove con giocattoli o con attrezzi da cucina, in una totale incapacità di improvvisazione e quindi di vita. Ancora mani nel cibo e nei barattoli, in una continua sublimazione della carnalità. 



Nonostante la preponderanza di ambienti chiusi, il racconto non è mai claustrofobico e la presenza del sentimento mai stucchevole ma sempre delicata e poetica; l’occhio sensibile di Enyedi culla i due protagonisti/cervi, liberandoli poco a poco delle loro deprivazioni.

Dopo una continua oscillazione fra i due poli, che compongono il titolo del film in ogni lingua in cui è stato tradotto, Enyedi ci consegna il finale: forse vincono entrambi, se si può parlare di vittoria in termini agonistici, forse allo spettatore l’ardua sentenza. La cineasta ungherese ha le idee chiare riguardo alla conciliazione fra sogno e vita, ma non ci obbliga ad assimilarle, accordando importanza ad uno spettatore attivo. Se corpo e anima si inseguono durante tutto il corso del film, accordando tacitamente all’ultima la supremazia sentimentale e relegando invece il corpo alla mutilazione, al macello e alla paralisi fisica e psicologica, il finale sembra consegnarci il timido riscatto - o la vittoria? - della carne.

Galleria fotografica
Corpo e anima, ti salveranno gli animali - immagine 1
Cultura
Violenza sulle donne e uomini egoisti
Violenza sulle donne e uomini egoisti
Nel romanzo di Sonia Paolini "Beethoven's Silence...io sono Irina e sono Elise..." (ed. Lettere Animate) la storia di una giovane clandestina romena vittima di violenze e abusi. Il segreto di rinascere
La vita è, o può essere, bella anche da invalidi
La vita è, o può essere, bella anche da invalidi
L'autobiografia ("Io, vivace invalida senza frontiere") di Paola Giusti, 74 anni, che 16enne fu colpita da una disabilità motoria, racconta la sua vita straordinaria tra amori, lavoro, conflitti. Senza lamentarsi mai
Non solo web, di nuovo biblioteche
Non solo web, di nuovo biblioteche
Iniziativa contro-tendenza di una circoscrizione comunale di Torino che inaugura sabato "Quinta copertina", due sale di lettura con 6 mila libri, la prima sul territorio, a cura dei volontari dell'associazione SanTourin
La Casa delle Arti, nel cuore di Torino
La Casa delle Arti, nel cuore di Torino
Un nuovo polo culturale nel Borgo Medievale del Valentino dedicato ad Alfonso d'Andrade, fondato da due operatori ambizioni e combattivi, Enrica Merlo e Max Ponte. Il progetto e le idee
L'Italia è ancora (molto) omofoba
L
Nel romanzo "Un'altra metà" di Streusa si racconta come l'omofobia ancora si manifesta nella società e come combatterla in modo coraggioso, aperto e senza pregiudizi
Prima lo stalker s'innamora e poi odia
Prima lo stalker s
Nel romanzo "La rete" di Elisa Giobbi (ed. Stampa Alternativa) una storia drammatica che si ispira al diffuso fenomeno dello stalking. Tra condanne, immeritato perdono e continui cambi di scena
Follia è non avere paura
Follia è non avere paura
"Words" di Alessandro Gatta è un viaggio nell'autocoscienza, ma davvero senza filtri o limiti. La voce e la parola, gli artisti scelti come compagni di vita. Felici o infelici, il costo è sempre alto. Ma entusiasmante
Una donna libera (anche) in Marocco
Una donna libera (anche) in Marocco
La scrittrice marocchina Ilham Belfakir, nel romanzo "I miei perché" (Il Mulino Onlus Editore) racconta la vita di Zina che lotta faticosamente e con rabbia, come tante altre donne arabe, per libertà e tolleranza
Come insegnare ai bambini a difendersi dai pedofili
Come insegnare ai bambini a difendersi dai pedofili
La scrittrice e psicologa Anna Caiati ha scritto una fiaba su un tema delicato e controverso, titolo "Meglio così" (ed Il Temperino Rosso", in cui mette in guardia i bambini dai pedofili
Scrittori emergenti, la mafia dei social
Scrittori emergenti, la mafia dei social
INCHIESTA Per entrare nei gruppi regole ferree. Gli amministratori distruggono o esaltano gli autori. Ma con quale criterio? Una giungla feroce e crudele con l'ombra pesante di speculazioni editoriali