Editrice La Corte, blitz nella fiera di Francoforte

| Il fondatore: "Portare i nostri libri e gli autori oltre i confini nazionali. Record di visitatori, oltre 300mila e 9mila espositori

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di FLORIANA NASO
Chiusa la fiera del libro di Francoforte, internazionalmente nota anche con il nome tedesco di Buchmesse, la più prestigiosa fiera del libro europea e ha luogo ogni anno in ottobre. L'accesso alla fiera è riservato agli operatori del settore: editori, agenti letterari, grandi distributori. Ciascuno dei dieci padiglioni della Fiera, alcuni dei quali organizzati su due o tre piani sovrapposti, è dedicato a un'area geografica o merceologica specifica. Tuttavia, nel week-end è presa d'assalto dai privati e dalle scolaresche che si aggirano tra gli stand come in un grande Luna Park di carta. Ospita 300.000 visitatori specializzati per oltre 9.000 espositori (l'ultimo dato rappresenta un primato mondiale). Ogni anno si concentra in particolare la produzione e cultura di un paese. Non poteva mancare a questa manifestazione il fiore all'occhiello dell'editoria torinese: LA CORTE EDITORE, una casa editrice nata solo nove anni fa, ma che ha saputo coltivare talenti e, perseverando con tenacia e professionalità, si è guadagnata un posto di tutto rispetto nella classifica delle case editrici più prestigiose.

INTERVISTA A GIANNI LA CORTE di LA CORTE EDITORE

Da cosa nasce la scelta di presentare la tua Casa Editrice al panorama europeo?

Nasce dalla costante esigenza di crescere, di far conoscere le nostre storie. Sapere che i nostri libri valicheranno i nostri confini per essere letti in altri Paesi e in altre Lingue con case editrici estere così importanti è una forte emozione e una soddisfazione grandissima, che certifica la bontà del lavoro che abbiamo fatto finora.

So che tu sei molto attivo alle manifestazioni in tutta Italia, quali differenze hai trovato per esempio tra la nostra fiera del libro di Torino e quella tedesca?

Sono due fiere molto diverse tra loro. Il Salone di Torino è principalmente un'incredibile e meravigliosa "festa" che il mondo del libro fa insieme ai lettori. C'è anche una parte importante relegata al business, però è il lettore il vero protagonista del Salone, che si ritrova catapultato in un Paese delle Meraviglie nel quale può scoprire grandi e piccoli editori, incontrare scrittori, scoprire nuove storie. La fiera di Francoforte, invece, è totalmente concentrata sulla parte business, sullo scambio e la compravendita di diritti. Un luogo incredibile dove puoi incontrare le più autorevoli e importante figure e case editrici mondiali e dove, se sei bravo, possono nascere tantissime occasioni.

In quale modo i lettori stranieri si approcciano alla narrativa italiana?

L'Italia riscuote sempre un certo fascino nel mondo e spesso i lettori stranieri sono a caccia di qualcosa che faccia vivere loro un po' del nostro Paese. Poi, è ovvio, l'italiano, come lingua, rispetto allo spagnolo o all'inglese che hanno una diffusione planetaria maggiore, ha sempre più difficoltà a essere acquistato perché fa affrontare alle case editrici stranieri costi di traduzione più alti; ma se la storia vale davvero gli ostacoli vengono facilmente superati. Anche per questo sono orgoglioso che il nostro Antonio Lanzetta, il primo autore che abbiamo venduto all'estero, stia ottenendo così grandi attenzioni dagli editori stranieri.

Quanto è difficile, per una medio-piccola casa editrice, emergere?

É la classica battaglia di Davide contro Golia, soprattutto in libreria dove gli spazi sono sempre più ristretti. Ed è ancora più complessa per una realtà come la nostra che gareggia direttamente nel campo dei grandi e che deve andare a rosicchiare spazio proprio alle super big. Ma penso che l'unico modo di emergere sia quello di lavorare bene e continuare a proporre ai nostri lettori libri di alta qualità.

Ma voi, mi raccomando, chiedeteci sempre al vostro libraio. ;-)

Quali sono i canoni a cui ti attieni per raccogliere i migliori risultati possibili?

La qualità, appunto, è sempre stato il nostro minimo comune determinatore in tutti i libri che abbiamo pubblicato e la dura selezione che facciamo con gli autori da far entrare nella nostra scuderia - sia quelli italiani, che quelli stranieri - è sempre stato una parte importante di questo processo.

In un mondo dove il self help è diventato alla portata di tutti e proliferano una marea di storie di ogni tipo, l'unico modo che abbiamo noi editori di farci spazio è infatti quello di fungere da veri "selezionatori" di talento, conquistando la fiducia dei lettori.

Perché un lettore puoi averlo una prima volta più o meno casualmente, ma se gli hai venduto una "schifezza" lo perdi immediatamente. Chi continua a sceglierci, invece, sa che offriamo davvero loro quello che promettiamo.

È proprio vero che all'estero si legge di più?

Purtroppo sì. Ci sono realtà molto diverse dalla nostra, anche apparentemente inaspettate. Penso a una realtà culturale molto forte come quella polacca, dove leggono tantissimo, per esempio uno dei nostri autori internazionali, Jonathan Carroll, vende centinaia di migliaia di copie ad ogni titolo che esce.

Cosa si dovrebbe fare, secondo te, per far appassionare sempre più italiani alla lettura?

È un discorso complesso e non ci sono formule magiche semplici. Sicuramente, però, partirei già dalle scuole, insegnando ai ragazzi più giovani che la lettura, a volte, può essere anche un vero e proprio divertimento e non solo un obbligo, scegliendo magari letture che possano essere più vicine alla loro età. Se si abituano a leggere qualcosa che non sia solo un cellulare, fin da piccoli, il passaggio a letture più impegnate diventerebbe più naturale.

E, sicuramente, se usate bene, iniziative come il "buono da leggere" fatto dalla Regione Piemonte quest'anno al Salone del Libro e a Portici di Carta, possono essere strumenti utili per far avvicinare concretamente i ragazzi all'oggetto libro.

Quali sono i progetti futuri per la tua Casa Editrice?

Ce ne sono tantissimi e dopo Francoforte l'asticella è salita ancora.

Di sicuro possiamo anticiparvi che il 2 novembre ci sono due libri che usciranno, frutto del Francoforte dell'anno scorso, che sono veramente imperdibili: "BUGIE" di T.M. Logan, un thriller psicologico che nella sola Inghilterra ha venduto oltre 250.000 copie da quando è uscito a maggio e che ci mette in guardia dalla pericolosità dei social network oggi; e "THE LAST GIRL" di Joe Hart, il primo volume di una saga distopica che ha avuto un clamoroso successo negli USA, che parla di un mondo in cui le donne sono rimaste meno di mille e da cui presto Amazon farà un film.

Non perdeteveli.

EVENTI

Al circolo dei lettori segnaliamo:

martedì 17 ottobre ore 18.30

presentazione del libro di Marcello Fois edito da Einaudi

con Bianca Pitzorno, scrittrice

Dopo titoli di successo, sceneggiature tv, riduzioni teatrali e l'ultimo Manuale di lettura creativa (Einaudi), lo scrittore torna al noir.  In una Bolzano quasi astratta, un bambino di undici anni svanisce nel nulla.  E la scomparsa del piccolo Michele diventa come un sasso scagliato con forza contro il fragile gioco di specchi di un mondo di adulti alla deriva.

Nuove uscite in libreria ottobre 2017, segnaliamo:

LA CITTA' DELLE STREGHE (La Corte Editore)









Cultura
Il cerchio magico delle donne
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Nel libro di Elena Grilli, analisi anche crudele del complesso rapporto che si instaura fra le donne, tra invidie, cattiveria ma anche una solidarietà, un calore e una complicità che nasce dall'istinto
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Nel romanzo "Parlami di lei" (edizioni Convalle), Francesco Lisa si addentra in un tema controverso e delicato, la violenza di un uomo su una donna, sullo sfondo il coro di un contesto familiare solo in apparenza sereno
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Forum il 16 e il 17 ottobre nell'Aula Magna della Cavallerizza Reale, con rappresentanti delle metropoli di tutti il mondo, da Montreal a Copenaghen. Al centro la libertà di muoversi e di rinnovarsi
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