L'ecatombe delle librerie
decimate da web e GD

| Chiusure in serie in tutta Italia, a Torino cede la armi anche il "Mondo delle Meraviglie", libreria storica del centro. Le titolari: "La gente legge meno, grande distribuzione e vendite on line distruggono il settore"

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Di Floriana Naso

Torino è una delle città della cultura più importanti. Qui è nato il salone del libro, ma nonostante la sensibilizzazione da parte delle amministrazioni locali e dei media, che da anni si propongono di far avvicinare sempre più persone alla lettura, il numero di librerie che non ce la fanno ad andare avanti è in crescita. Questa volta tocca a una delle librerie storiche e centrali di Torino: Il Mondo delle meraviglie di via San Massimo, 53.v Le due libraie, Anna Migliuolo e Marilaura Fioravera, che la gestiscono, vantano una lunga esperienza nel campo dell’editoria e dei lettori, affezionati e non, che hanno seguito per tanti anni con professionalità e dedizione.  Per il  sistema editoriale torinese e un'ecatombe.

Quando è stata aperta la vostra libreria?

Anno 1994

Nel corso degli anni quali cambiamenti avete notato nei lettori e nel sistema editoriale-commerciale?

Abbiamo notato un progressivo calo di lettori: si legge sempre meno; quindi considerando la concorrenza dei grandi distributori on-line è ovvia la difficoltà di restare sul mercato, e infatti noi abbiamo deciso di chiudere.

È proprio vero che i grandi colossi della rete hanno tolto fatturato alle librerie o il calo è da imputare ad altri fattori?

Secondo me il calo è da imputare principalmente alla disabitudine alla lettura. La gente legge meno, è un dato di fatto. Poi la concorrenza digitale ha un peso, certamente; soprattutto per via di prezzi che non andiamo a sindacare.

Possibile che il contatto umano, la professionalità e i consigli all’acquisto non contino più nulla?

La professionalità del libraio, e non di un semplice porgitore, non interessa più; o meglio… interessa ad alcuni furbetti che la sfruttano per poi acquistare on-line, magari a prezzi più bassi. Purtroppo la professionalità, in quasi tutti i mestieri, è ormai quasi estinta e mi chiedo se il cliente sappia ancora riconoscerla.

Cosa bisognerebbe fare per far avvicinare più persone alla lettura e di conseguenza riaffollare le librerie?

Secondo me bisognerebbe finanziare di più le biblioteche (civiche, scolastiche, di quartiere), tenerle aperte più a lungo, creare eventi tutto l’anno, renderle più “frizzanti”. 

Quanto è difficile sopravvivere per una libreria indipendente e perché?

È impossibile, tanto è vero che noi chiudiamo. La percentuale di guadagno che abbiamo sulla vendita dei libri è molto bassa, di conseguenza bisogna venderne molti per riuscire ad avere dei profitti che consentano di vivere. Le spese sono sempre più alte e i profitti sempre più bassi.

In che modo, secondo voi, sarebbe possibile arginare il fenomeno in crescita di chiusure da parte di librerie indipendenti?

Dovrebbero pensarci le istituzioni, è la politica che dovrebbe occuparsene.

Se poteste cambiare qualcosa nel sistema editoriale, cosa sarebbe?

Bisogna tornare alla qualità, che si sta perdendo. Il libro va scelto con accuratezza, perché tutti scrivono, ma pochi meritano davvero la pubblicazione. Quindi scelte più oculate e meno commerciali, cura maggiore nell’editing e nella pubblicizzazione del libro. 

Quando chiuderete definitivamente?

Inequivocabilmente il 31 maggio, ma probabilmente prima.

Che tipo di proposte troverà il lettore che verrà a salutarvi per l’ultima volta?

Troverà percentuale di sconto sui libri rimasti, e le dirò che se i libri costassero meno ci sarebbe più possibilità di vendita. Per esempio in Francia i tascabili costano 5 euro, mentre da noi 9. Anche se nel mercato del libro bisogna considerare tutta una serie di fattori, per esempio molti oggetti hanno prezzi alti e nessuno brontola, mentre sui libri non si accetta, e non è giustissimo. C’è inoltre una legge che non consentirebbe di fare sconti come fa Feltrinelli sulle novità, ben il 15%. Questo rovina i piccoli librai indipendenti che non possono farlo; ed è chiaro che il prezzo deve essere alto per fare quello. Quindi bisognerebbe abolire lo sconto e proporre un prezzo più basso subito, ma per tutti però.

Ovvio che l’e-book costi molto meno del libro di carta, i costi sono inferiori per l’editore. Bisognerebbe, secondo me, abbassare un po’ il divario che c’è tra l’e-book e il libro di carta, altrimenti, se continuiamo così, si venderanno solo più e-book e solo quelli che vorrà Amazon.

 

Qual è il vostro ultimo messaggio dopo una splendida e lunga carriera?

Tanti ragazzi giovani sono passati a chiedere informazioni per rilevare la nostra attività, ma noi lo abbiamo sistematicamente sconsigliato: siamo dinosauri oramai e non si possono far rivivere i dinosauri. Il messaggio che vogliamo trasmettere a tutti quelli che ci hanno seguito e voluto bene, che sono passati a salutarci è proprio questo: abbiamo lasciato un segno nei cuori di ogni cliente e noi vogliamo ringraziare tutte queste persone che ci hanno testimoniato affetto. 

 

 

 

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