La banalità della pedofilia, l'ombra dell'orco invisibile e letale

| Ne "Il canto dell'allodola" ed. Convalle, Veronica descrive con rabbia e commozione la storia di una bimba abusata da un insospettabile

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(nostro servizio)
DI FLORIANA NASO
Esiste un'ombra che incombe minacciosa sui minori, si chiama pedofilia. Spesso i media nazionali riportano le tristi notizie che riguardano questo crimine, eppure lo si avverte sempre come distante, come se non potesse toccare proprio chi ci è caro. E invece accade d'improvviso: l'ombra colpisce e diventa reale, assumendo i connotati di un orco che ha preso tuo figlio/a o la tua sorellina e ne ha abusato brutalmente. Questa è la storia che ci racconta Veronica col suo romanzo edito da Edizioni Convalle dal titolo IL CANTO DELL'ALLODOLA. Il libro inizia raccontando una molestia nei confronti di una bambina di cinque anni ed è come ricevere un diretto nello stomaco. L'autrice mette in luce e affronta molti interessanti aspetti, ed è questo che richiede un momento di pausa, riflessione e analisi, non se ne può fare a meno.Genitori la cui vita viene irrimediabilmente sconvolta, il senso di impotenza, di inadeguatezza che si impossessa di loro portandoli a dubitare di ogni azione, parola e gesto. L'autrice, milanese, ha scelto di uno pseudonimo per la delicatezza dei temi affrontati, mette in evidenza il pericolo che si cela proprio lì dove spesso si abbassa la guardia, convinti che i nostri figli non corrano pericoli.

L'INTERVISTA 

Veronica, cosa ti ha portata a scrivere una storia così forte e toccante?

Era mia intenzione lanciare un forte messaggio a tutte le famiglie con bambini, dire loro che la pedofilia, le molestie sessuali verso i minori non sono fatti aberranti di cui ci giunge solo l'eco lontana, ma una delle possibilità da prendere in considerazione nel caso i nostri figli cambino atteggiamento o manifestino sintomi strani; a volte non si tratta di un litigio tra amici o di un rimprovero dell'insegnante, può essere qualcosa di molto più grave.È difficile, per un bambino, raccontare spontaneamente un abuso perché se ne vergogna e perché si sente in colpa. Sa che, confidandosi, darebbe un grande dolore ai genitori o, peggio ancora, potrebbe essere punito per aver fatto una cosa sbagliata e molto grave.

Quanto è stato difficile per te scrivere questa storia e soprattutto metterti nei panni del pedofilo?

È stato impegnativo. Mi sono documentata, naturalmente, e quello che più mi ha colpita è che il pedofilo non si ritiene malato. E in virtù di questo, difficilmente accetta di curarsi, salvo esservi costretto.

Cosa pensa un pedofilo che sta per molestare un bambino?

Non è completamente consapevole della gravità dell'azione che compie e delle conseguenze cui andrebbe incontro se il bambino parlasse. Se valutasse lucidamente questa ipotesi, si fermerebbe. Quando lo sono, lucidi intendo, poi uccidono.

Come reagisce un bambino dopo aver subito un abuso simile?

Le reazioni sono diverse. Sicuramente presenta sintomi importanti che solo genitori molto distratti non riescono a cogliere, o magari vengono attribuiti ad altre cause. Questo è assai probabile.

Ci sono, secondo te, i sostegni adatti per le famiglie e per le vittime di tali abusi?

No, come non ci sono per altre situazioni. Siamo a livelli davvero bassi.

Come viene affrontato, secondo te, questo fenomeno dai media nazionali?

Rincorrono la notizia, è il loro scopo quello di divulgare le informazioni.

Se vuoi conoscere il mio parere su come espongono i fatti, non mi sembra lo facciano in maniera cruenta.

Cosa si dovrebbe fare per arginare queste violenze?

I pedofili sono sempre esistiti e sempre esisteranno.Possiamo fare molto parlandone ai bambini, con l'aiuto di personale specializzato nelle scuole, magari in presenza dei genitori. L'errore è proprio quello di non informarli, così si trovano a dover gestire da soli situazioni sconosciute, fuori dalla loro portata. Come fanno a sapere cosa è giusto o sbagliato se nessuno glielo dice? Per istinto lo sanno, però non ne hanno la certezza.

Quando sono previste presentazioni del tuo romanzo?

Ne ho una proprio sabato prossimo nella biblioteca di Cornaredo. Le altre a novembre, a Torino e Olgiate Comasco. Altre ancora sono in fase di definizione.

Quali sono i tuoi progetti letterari futuri?

Nei miei libri affronto sempre temi sociali. Lo scopo è quello di informare. Solo la conoscenza può aiutare.

Il link della recensione del romanzo:

http://www.ladoppiavitadeilibri.it/2017/06/11/il-canto-dellallodola/#more-998

Ringrazio Veronica per la disponibilità e per aver contribuito a farci riflettere sui pericoli che corrono i minorenni. Non è mai troppa la prudenza né la consapevolezza che tali crimini possano verificarsi molto più facilmente di quanto si immagini.

EVENTI
Al Circolo dei Lettori martedì 14 novembre ore 18 VIRGINIA WOOLF Autobiografia di una lettrice con Liliana Rampello

USCITE SALIENTI IN LIBRERIA NOVEMBRE 2017, segnaliamo:

LA MISURA DELLA FELICITA' di Gabrielle Zevin


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