"La realtà magica del teatro, la finzione del cinema"

| Intervista a Marco Grilli, la storia di Alfateatro dal 1928 all'esordio di Alba Parietti. L'operetta, gli studi tv e la storica collezione di marionette

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(nostro servizio)
FLORIANA NASO
Torino è da sempre una città aperta all'arte e allo spettacolo. Partendo da fine ‘800 si sviluppano cinema e moda. La propensione alla cultura continua, portando Torino a essere la capitale del libro dei giorni nostri. Prima ancora però esisteva il teatro. È dal teatro infatti che parte tutto: recitazione, costumi, autori, sceneggiatori, commedie, opere teatrali prima, cinematografiche poi.

Uno dei più antichi teatri di Torino è l'ALFATEATRO. Eretto nel 1928 su progetto dell'Architetto Paolo Napione è stato utilizzato fino agli anni sessanta come teatro dedicato alla rivista e al varietà. Nel 1990 viene rilevata la gestione da Augusto Grilli che si occupa del restauro. Nei primi anni novanta è sede della trasmissione Milano, Italia condotta da Gad Lerner.

Specializzato nell'operetta, è sede stabile della compagnia professionale Alfa Folies, ma ha anche una stagione di prosa, di teatro di figura e una collezione di marionette che costituisce la Collezione Grilli. In questo teatro ha mosso i primi passi artistici una giovanissima Alba Parietti, che abitava a poca distanza. Ecco l'intervista a Marco Grilli.

Che legame c'è tra Teatro e Cinema?

Il cinema e il teatro sembrano rincorrersi, risultando due arti in contrapposizione piuttosto che un'unica realtà da cui far nascere una proficua collaborazione.  

Il cinema non è altro che l'evoluzione dell'arte della fotografia, che era stata a sua volta l'evoluzione della pittura, che a sua volta deriva dall'architettura. 

«Il cinema racchiude in sé molte altre arti; così come ha caratteristiche proprie della letteratura, ugualmente ha connotati propri del teatro, un aspetto filosofico e attributi improntati alla pittura, alla scultura, alla musica.» 

Il cinema, con la fusione in esso di tutte le altre arti, ha il potere di creare una "magia", il pathos, una carica di emozioni che scaturiscono dai suoi vari elementi.

Il teatro ha tutto questo da molto e molto prima, con la differenza che il tutto è dal vivo. Succede li, adesso, in quel preciso momento e, se sei distratto, lo hai perso. Il teatro è evoluzione del dialogo, della società e della conoscenza storica e narrativa. Il teatro è ovunque, per chiunque e non ha barriere linguistiche. Il teatro è una lingua universale capace di riprodurre e di ripresentare l'effimera emozione della vita. 

"Il teatro è una verità umana che nel cinema ha trovato maggior perfezione ma che mai sarà Effimero come il Teatro".

Da secoli il teatro è cultura, condivisione, conoscenza, convivialità. Attrazione per tutti i popoli. Come è vissuto oggi, nelle nostre città?

Vivere il teatro è ormai uno "slogan", che piace a pochi e non dice nulla a molti.

C'è esigenza di cultura nella nostra società o ci accontentiamo di non sapere? 

Un'analisi approfondita del nostro stato culturale ci dice che più del 60% della popolazione Italiana è andata a teatro una sola volta, che ha visto un museo Nazionale e che in media ha letto 2 libri l'anno. 

Ecco com'è vissuto oggi il teatro; è elitario, sempre più settario e sempre più considerato come "semplice svago" e non come un momento di arricchimento personale! È un "extra", un plus, un'occasione mancata per molti e goduta da pochi. Anche i dati economici non sono positivi: finché in Italia la CULTURA continuerà ad essere considerata solo un privilegio per pochi e non un diritto di tutti, si continueranno a spalancare le porte all'ignoranza, al non sapere, all'accontentarsi di quel nulla chiamato "web". 



Cosa offre il teatro di diverso dal cinema?

Il "teatro" è dal VIVO, sempre! 

Ecco la diversità. La vera diversità. Tutto il resto è solo un rapporto di svolgimento, caratterizzato da corrispondenza analogica o simmetrica tra le arti.  

 

Il vero attore è quello che nasce a Teatro?

No, il vero attore è capace di essere altro di diverso da se stesso, in teatro come sul set di un film. Il vero attore è quello che "recita", interpreta, vive e trasmette al pubblico qualcosa chiamata "emozione". 



Come si è evoluto il Teatro fino ad oggi?

Se il teatro fosse un organismo vivente, ne vedremmo i cambiamenti bio-tecnologici nell'ultimo periodo della sua esperienza terrena. Lo vedremmo come in un film tratto da un romanzo di Philip K. Dick o come un lavoro di Cronenberg o lo filtreremmo attraverso le teorie di De Kerkhoove: in altre parole vedremmo come la protesi, la contaminazione, l'ibridazione ne modificano lo statuto.

Vedo nell'estetica del video la naturale prosecuzione della scena, la filiazione diretta dell'incontro del teatro con media più recenti quali possono essere il cinema, appunto, e la televisione, ma anche il computer e altro ancora: «La dimensione di un digitale si espande sempre più, abbandonando fortemente la specificità del teatro, ma in qualche modo anche quelle strettamente cinematografiche per dirigersi verso quei "territori audiovisivi" che sanno dialogare con la pubblicità, la computer grafica, la video performance ed in generale con il formato breve della contemporaneità» 



Perché scegliere il teatro?

Il Teatro è forse la massima espressione della libertà umana. Sul palco teatrale l'uomo è libero di dire qualunque cosa, raccontare qualunque storia in qualunque modo o forma esso voglia farlo; questa è la sua grande Magia! Anche lo spettatore si sente libero di essere se stesso magari ritrova in quello che vede davanti a sé le sue stesse idee e pensieri, la sua stessa storia di vita, perché questo è il Teatro, il racconto di una vita o tante vite, mille storie, mille pensieri, brutti o belli ma lì sono tutti liberi di muoversi e di trasmettersi di viso in viso, da chi sta sul palco a chi seduto sulle poltrone; addirittura da una poltrona all'altra. Andare a Teatro non vuol dire uscire dalla propria vita di tutti i giorni, vuole dire arricchirla, a volte anche rigenerarla. Esso fa scaturire un insieme di emozioni, sensazioni non quantificabili e tutte descrivibili perché per ogni persona sono diverse a seconda anche dello spettacolo e del genere teatrale che si va a vedere.

A differenza del Cinema, in Teatro non ci sono barriere o schermi che dividono gli attori dal pubblico, c'è solo quella breve distanza tra le poltrone in platea, o su nelle gallerie, e il palco teatrale. Gli attori che si muovono sul palco possono essere toccati, vissuti al momento in ogni loro smorfia, che sia di gioia o di dolore, e quelle stesse emozioni di coloro che recitano, anche se solo per finzione scenica, le vivi anche tu come spettatore, e tutto questo alla fine ti fa stare bene, in un certo senso vorresti salire anche tu su quel palco con loro, forse con la mente per un istante lo fai: questa è la Grande Magia del Teatro.

Amare il teatro, andare a Teatro e viverlo, fa sentire vivi, arricchisce l'anima anche nei momenti non felici che possono esserci nella vita.



I bambini, lo sappiamo tutti, adorano i cartoni animati. Ma gli spettacoli per bambini al Teatro… sono molto di più. È come se i piccoli si avvicinassero all'arte e al gioco nel medesimo momento. Qual è il rapporto tra bambini e Teatro e quanto è importante per la loro fantasia?

Nei giochi infantili siamo stati tutti creatori e animatori di mondi. Mondi fantastici, a volte terribili e paurosi, e sempre più veri del vero. Ci si divideva in cento personaggi, e ancora non bastava. E' proprio questo che deve fare il teatro per loro, aiutarli a conservare quel mondo fantasticato, che li vede impegnati come attori, tecnici, rumoristi, animatori, spettatori, critici, musicisti… 

Bambini e ragazzi davanti a uno spettacolo teatrale sono portati a manifestare più apertamente le loro reazioni, mantengono ancora una spontaneità che gli adulti invece hanno imparato a controllare. Ciò li porta ad essere spettatori più attivi e più coinvolti, sia nell'approvare che nel criticare ciò che stanno vedendo. Accanto a questo, ci sono altri elementi di differenza rispetto al loro modo di fruire di uno spettacolo, per esempio la curiosità e il piacere di trovarsi a vivere un'esperienza diversa, divertente ed emotivamente intensa insieme ai propri compagni di classe o ai propri genitori.



EVENTI



Al Circolo dei Lettori, martedì 28 novembre ore 18 | OGR – Officine Grandi Riparazioni, corso Castelfidardo 22

GIORNI SELVAGGI #14

Presentazione del libro di e con Andrew O'Hagan edito da Adelphi 

con Francesco Guglieri, editor

«Tre storie vere dell'era digitale» recita il sottotitolo: a leggerle non sembrerebbe, tanto surreali da poter essere puntate della serie Netflix Black Mirror.  Artista nel destreggiarsi fra fiction e non fiction, l'autore scozzese prova a spiegare cosa sono i bitcoin e chi li ha inventati, cos'è il deep web e chi è Julian Assange.  Scende nelle profondità della rete e in quello che le gira intorno, sconfinando spesso in un racconto del terrore.

 

NUOVE USCITE IN LIBRERIA NOVEMBRE 2017, segnaliamo:

LA GRANDE AMICA (Guanda Editore) 

by Catherine Dunne

Cultura
Una donna libera (anche) in Marocco
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La scrittrice marocchina Ilham Belfakir, nel romanzo "I miei perché" (Il Mulino Onlus Editore) racconta la vita di Zina che lotta faticosamente e con rabbia, come tante altre donne arabe, per libertà e tolleranza
Come insegnare ai bambini a difendersi dai pedofili
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La scrittrice e psicologa Anna Caiati ha scritto una fiaba su un tema delicato e controverso, titolo "Meglio così" (ed Il Temperino Rosso", in cui mette in guardia i bambini dai pedofili
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