Librerie, meglio piccole ma specializzate

| Il caso di "AutLibri" di Torino dove c'è un'attenzione particolare per gli autori emergenti, alla ricerca di qualcosa di nuovo rispetto al facile slogan del "libro più venduto". Temi di importanza sociale e politica

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Di Floriana Naso

Il consumismo esasperato ci regala megastore di ogni genere che spesso rovinano i centri città e i piccoli negozianti. Non scampano a questa crudeltà di mercato nemmeno i librai indipendenti, ma questa è una realtà che sanno tutti, oramai. Eppure proprio in una piccola realtà si respira la vera letteratura. Quella nata per essere tale e non per aspirare a essere “il titolo più venduto”. 

Nelle librerie a catena c’è una scelta infinita: migliaia di titoli che attendono di essere notati. È un bombardamento di informazioni che spesso stordisce impedendo l’acquisto, soprattutto da parte di chi gradisce il contatto umano e un accompagnamento alla scelta. Senza contare che, in evidenza, ci sono spesso titoli stranieri sfornati ad hoc per conquistare il mercato. Difficile dunque scovare la storia particolare, l’autore motivato a dire la propria indipendentemente da come sarà piazzato nella lista vendite.

Per esempio da AutLibri (dove i libri sono indipendenti) a Torino, via Barbaroux 8, si trovano titoli di autori emergenti di grande qualità, opere di vita vera, di esperienze vissute sul campo che toccano tematiche sociali scottanti quali immigrazione, droga, malattie, omosessualità, emarginazione, abusi, violenze. I libri vengono esposti sui banchi di vendita solo dopo un’accurata lettura da parte del libraio. “Non posso vendere qualunque cosa, devo prima accertarmi che sia di valore” ci ha detto durante la presentazione di un autore. 

Insomma, una vera e propria “missione” quella di questa piccola libreria, dove il cliente viene ascoltato e infine guidato attraverso le tante vite che attendono di essere vissute ancora una volta. Perché la scelta di un libro è importante, almeno quanto scriverlo.

 

Floriana Naso

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