Lo sguardo di un cane e l'immortalità dell'anima

| "Cani in posa, dall'antichità ad oggi" in mostra da sabato 20 ottobre nella Reggia di Venaria. Ideatore il principe Fulco Ruffo di Calabria. Dai cuccioli morti a Pompei ai miti di Disney, da Pippo e Pluto. E la Pimpa di Altan

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di Barbara Virga

“L’abbaiare lontano di un cane che ci riporta con il pensiero a luoghi cari e ben noti fornisce la più bella prova dell’immortalità dell’anima”. Questo pensiero del filosofo danese Kierkegaard, tra i padri dell’Esistenzialismo, ben riassume il senso della mostra “Cani in Posa. Dall’antichità ad oggi”. Un unicum espositivo nazionale e non solo, visitabile da sabato 20 ottobre a Torino presso la Reggia di Venaria Reale, sulla rappresentazione della creatura che dopo i filosofi, anche la scienza ha certificato essere per davvero il miglior amico dell’uomo, come confermano gli studi sull’ossitocina, l’ormone dell’amore, che il legame tra uomo e cane attiva da secoli. In effetti, anche nell’era di internet, le immagini dei cani in posa si collocano in testa alle preferenze degli utenti social. Tanto da ispirare ad un noto gestore telefonico, non a caso tra gli sponsor dell’evento, un’applicazione per il controllo a distanza del proprio cane. E non è quindi neppure un caso che l’idea della mostra sia nata proprio da uno scambio di commenti a tema su un profilo facebook, come ricorda l’ideatore principe Fulco Ruffo di Calabria, che nel corso della presentazione ha anche ricordato come le ultime parole pronunciate in pubblico dallo scomparso amministratore delegato di FCA Sergio Marchionne “fossero rivolte –ricorda Ruffo di Calabria- ad un cane pastore dell’Arma dei Carabinieri.  Un cane – ha proseguito- è una persona ma non è umano. Non va messo a tavola o nel letto o in braccio, ma va amato, curato, assecondato nella sua natura. La cosa certa è il legame esistente tra noi e lui”. Un legame unico che affonda le proprie radici nella notte dei tempi, come testimoniano i capolavori presenti alla mostra, che vanta concessioni da numerosi musei da Torino a Palermo, passando per gli Uffizi di Firenze e la Reggia di Caserta, con il record di ben quattro prestiti provenienti dai Musei Vaticani. Oltre cento opere d’arte per un excursus lungo duemila anni. Si parte dal celebre mosaico del “Cave Canem” (attenti al cane, ndr), risalente al primo secolo a.C. e proveniente da Pompei, per arrivare ai fumetti del Topolino disneyano, in cui non risulta  più così curioso, collocandosi nell’ottica della mostra, che un cane antropomorfo come Pippo si accompagni con un “vero” cane come Pluto. Da lì il passo è breve verso le avventure italiane della Pimpa di Altan e del Tintin francese di Fort, per ritornare infine nell’America delle strisce dei Peanuts di Schultz, con protagonista il celebre Snoopy, assurto ad icona della “saggezza” canina delle ultime generazioni. Ma c’è di più. Il connubio uomo-animale, a differenza del luogo comune che vuole i due distinguibili dalla presenza o meno di un’anima, passa invece proprio per l’anima. “Basta pensare – sottolinea il curatore della mostra Francesco Petrucci – che presso gli Egizi il dio dell’aldilà Anubi era rappresentato nelle forme di un cane, così come il cane mostruoso Cerbero era il custode dell’Inferno del mito greco-romano. Il cane è rimasto il custode dell’intimità e dell’immortalità umana anche nella religione cristiana, testimone degli episodi salienti della Bibbia e del Vangelo rappresentati nell’iconografia”. Un tripudio di ritratti, nature morte, scene di caccia, sculture, stampe in alluminio, da Tiepolo a Ligabue, da Dürer a Canova, per giungere all’onirico cane dai sei piedi palmati e dalla coda di pesce dello scultore Dario Ghibaudo. Tappe riassunte infine dal quadro realizzato appositamente per la mostra dall’artista cileno Guillermo Lorca, classe 1984, intitolato “La bambina nell’alcova del cigno”. Protagonista assoluto dell’esposizione il grande blocco di gesso realizzato da Antonio Canova nel 1812, raffigurante il mito di Endimione dormiente, vegliato dal suo cane. Non poteva che essere questa l’opera di maggiore effetto scenico all’interno del monumento venariese, interamente dedicato al mito della dea greca della caccia Diana, innamorata proprio del giovane mortale, che il di lei padre Zeus fece sprofondare nel sonno eterno per esaudire il desiderio della dea di concedergli l’eterna giovinezza. Ed in perfetta armonia con la propria antica vocazione di “luogo di caccia e di piacere”, la Reggia sabauda si propone come pet friendly, consentendo da sempre l’accesso agli amici a quattro zampe presso i propri Giardini. In via eccezionale, in occasione dell’inaugurazione, “il Consorzio che gestisce il monumento –dichiara il direttore Mario Turetta-  ha consentito ai numerosi cani, ospiti per l’esposizione canina collaterale, l’accesso anche all’interno delle sale, compresi gli esemplari di grossa taglia”. Tra essi Grotta d’Orlando, splendido esemplare di pastore maremmano di due anni, fotografato a gara sotto al ritratto di un suo simile ed accompagnato dal suo conduttore Michele Casadibari, esperto di psicologia cinofila, che gira per le scuole italiane ad insegnare a bambini e ragazzi il linguaggio dei cani. “Vorrei sfatare il mito che questi cani siano aggressivi –afferma-. Posso anzi dire che il loro carattere forte permette loro di assorbire la negatività e li rende adatti al trattare con soggetti fragili ed ammalati e con i bambini”. E già. Gli amici a quattro zampe hanno un cuore davvero grande verso i cuccioli umani. Lo ha ricordato Piero Abbruzzese, già primario di cardiochirurgia e vicepresidente dell’Associazione Marco Berry Onlus, che in collaborazione con Ente Nazionale della Cinofilia Italiana presieduto da Dino Muto, dal 2013 propone annualmente la manifestazione “Dogs for Children”, che ha consentito di realizzare prima ed implementare poi di anno in anno un ospedale pediatrico che in Somalia ha già curato oltre 75000 bambini. “Cani in posa”, aperta al pubblico fino al 10 febbraio prossimo,  sarà in effetti accompagnata da una serie di raduni delle varie razze canine “per farle conoscere meglio ai visitatori e continuare a fare del bene” dichiarano gli organizzatori. Evento clou il 18 dicembre 2018, con il raduno degli Stati Generali dei cinofili mondiali.

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