L'orrore delle spose bambine dello Yemen la chiave nella vita di Giovanna/Alison

| "Uno sguardo attraverso": intervista all'autore, il giornalista e inviato Alessandro Gatta

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(Nostro Servizio)
di FLORIANA NASO
Alessandro Gatta è un conduttore, giornalista, inviato Rai per più di vent'anni e scrittore.

Gatta ha attraversato molte vite, dapprima intervistando famosi cantanti nazionali e internazionali, poi,

spingendosi oltre i limiti dell'esplorazione umana, frugando nel disagio e nelle dipendenze.

Tra i suoi libri: Schiavi per non morire -le dipendenze nel mondo del jet set- e Sophia Loren: la forza di un sogno.

Quest'oggi racconto il suo ultimo romanzo UNO SGUARDO ATTRAVERSO, Self Publishing.
Così, da un estratto dalla recensione di la "Doppia vita dei libri": l
a protagonista di questa storia è Giovanna/Alison, ragazza bionda, bella, ex campionessa di ginnastica artistica. Giovanna studia a Londra, ed è proprio lì che una sera, seppur molto riluttante, si reca con un'amica a vedere una mostra che espone foto di spose bambine dello Yemen… e da lì, tutta la sua vita, cambia totalmente.

Cos'ha in comune Giovanna con quelle bambine?

Cosa, del suo passato, sta cercando di rimuovere?

La prima cosa che salta all'occhio poco dopo l'inizio della lettura, è il linguaggio usato dall'autore.

Sin dalle prime pagine conosceremo sia Giovanna che Alison.

Giovanna è la classica ragazza superficiale, che pensa solo a divertirsi, ai soldi e alla moda.

Alison è totalmente divergente. Lei è molto introspettiva e riflessiva, interessata a comprendere le sfumature del mondo e delle persone che la circondano. Quello che non vi ho ancora detto è che Giovanna e Alison sono la stessa persona.

L'autore è bravissimo a scindere e differenziare le personalità della ragazza saltando con estrema naturalezza dall'uso di un linguaggio giovanile e sterile quando a parlarci è Giovanna, per poi cambiarlo completamente rendendolo più maturo e meditativo quando si tratta di Alison, dando al libro un tratto molto originale.

Non fraintendete, non stiamo parlando di una doppia personalità, ma del percorso di maturazione consapevole di una giovane donna.

Passiamo dagli sproloqui di Giovanna su moda, musica e ragazzi, alle considerazioni di Alison sul suo vissuto e sul modo in cui sta conducendo la propria vita".

L'autore sembra quasi voler "giocare" con noi. Ci sposta da un mondo fatto di soldi, divertimento e mode, per poi, quando meno ce lo aspettiamo, farci addentrare in mature constatazioni e riflessioni.

Conosceremo così la vera personalità di Giovanna, una ragazza che a causa di un grave evento che cerca di dimenticare e alle sofferenze provocate dalla morte prematura della madre, ha votato la sua vita all'inconsistente.

Alessandro Gatta è riuscito in questo modo a rendere ancora più interessante la lettura perché ci ha proposto in modo vivido lo scontro tra ciò che appare di noi e ciò che realmente siamo.

Seguiremo Giovanna/Alison nel rapporto epistolare che intratterrà con una sposa bambina che vede in una foto della mostra.

Ovviamente queste conversazioni saranno a senso unico perché in realtà Alison non riceverà mai risposta alle sue missive e mai conoscerà la bambina in questione.

Alison darà un nome alla bambina, Claude, è solo nel "rapporto" con lei riuscirà ad esprimere ciò che ha dentro, a raccontarsi, senza filtri e remore.

La scrittura delle lettere le servirà per analizzarsi, darsi spiegazioni e soprattutto ad evolversi, anche se… non troppo.

Con il passare degli anni, la personalità di Alison prenderà il sopravvento, ma non riuscirà a discostarsi completamente da alcuni tratti caratteriali di Giovanna.

Questo "viaggio", verso quale destinazione condurrà Giovanna/Alison?

TRA EMOZIONI E RIFLESSIONI, INTERVISTA AD ALESSANDRO GATTA

Cosa ti ha spinto a scrivere questo romanzo?

Ti racconto la circostanza precisa. Avevo appena pubblicato il libro LA FORZA DI UN SOGNO il libro omaggio alla Loren in Francia e collaboravo tra l'altro con una grande azienda inglese a Londra. Un Pomeriggio Alison, una mia amica inglese, mi porta a Waterloo a una mostra sulle bambine dello Yemen e mi racconta la sua vita. Dopo due giorni ho ritenuto necessario fissarla e dare a tutti la possibilità di conoscerla.

Lo spaccato di vita che ci proponi è assai attuale, quanto è stato difficile per te immedesimarti nella protagonista?

Non mi sono immedesimato, ho cercato solo di rispecchiare la natura di Alison e di tutte le persone che ho incontrato durante la mia permanenza in Nord Europa, nel periodo della stesura del libro. Le ho buttate lì con tutta la loro grinta, confusione, follia e soprattutto con tutto il loro dolore, che poi è il malessere dell'essere umano che osserva la vita così com'è senza farsi illusioni. Non ho trattato il tema dello stupro in via strumentale come avrebbero voluto le case editrici che mi hanno contattato, il mio è un libro punk, come dicono i ragazzi che lo hanno comprato sulle piattaforme digitali...

Nel tuo romanzo affronti l'orrore delle spose bambine. Come si può fermare, secondo te, un simile dramma?

Non posso darti la soluzione di un problema che ha le sue radici in elementi di carattere storico, economico e culturale. Ma posso dirti che la diffusione di alcune notizie può dare il suo contributo. Nel libro ci sono bambine che parlano del loro dolore, del loro stupro legalizzato e tutto questo non può essere ignorato in nome di falsi religiosismi o peggio di ideologie imposte sotto forma di valori.

Cosa regala ai lettori il tuo romanzo?

Regala la distruzione della retorica e dello schema. Difficile da comprendere ad una prima lettura. Potrebbe sembrare una cazzata new age o, peggio una tematica sociale forzata e strumentale.

Una volta di più la scrittura viene vissuta come un'auto-analisi, è stato così anche per te? Cosa ti ha spinto a preferirla alla televisione?

Forse sì, anche se io non sono un tipo analitico, preferisco agire. Osservando Alison ho visto cose di me ma aggiungerei che se tutte le persone, conoscendo un personaggio, trovassero qualcosa in cui rispecchiarsi significa che hai fatto un buon Lavoro, dal particolare all'universale, passami la presunzione.

Non preferisco la scrittura alla tv. Sono due cose diverse, la televisione mi dà disciplina, metodo e continuo a farla perché è il mio lavoro. La scrittura fa parte di me. Ho scritto il primo libro a 18 anni mentre facevo indietro tutta di Arbore e andavo a scuola. La rai mi ha dato tanto e ho incontrato grandi menti e persone di mestiere che raramente ho incontrato fuori; se penso al tg dei ragazzi con Tiziana Ferrario, agli incontri con Enzo Biagi, a Margherita Huk, Rita levi Montalcini, Nino Frassica e tanti altri !!! 

Perché la scelta di pubblicare in self?

Perché volevo essere libero!

Hai presentazioni imminenti?

Si, presento il libro nelle bettole dei paesini del centro Italia e del nord; al sud non mi chiamano, mannaggia! E poi nei locali dark delle periferie inglesi... poi da voi a Torino

Progetti futuri?

Sto lavorando al prossimo libro, continuo la promozione di questo e poi ci saranno tanti appuntamenti a Torino, da sempre una delle mie città preferite, non mancare Floriana!



EVENTI E RECENSIONI



UNO SGUARDO ATTRAVERSO

http://www.ladoppiavitadeilibri.it/2017/04/18/uno-sguardo-attraverso/



Eventi culturali a Torino questa settimana, segnaliamo:

Al Circolo dei Lettori giovedì 28 settembre ore 18.00

Selvaggia Lucarelli presenta DIECI PICCOLI INFAMI (Rizzoli)



Uscite salienti in libreria settembre 2017, segnaliamo:

IL MARE DOVE NON SI TOCCA 

di Fabio Genovesi (Mondadori)


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