Scrittori per hobby per i librai è "spazzatura"

| EDITORIA PIRATA/2 Gli autori non professionisti si ribellano a un sistema che prende in considerazione solo pochi privilegiati. Tra i dilettanti potrebbe nascondersi un grande narratore ma nessuno lo saprà mai

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Di Floriana Naso

«La scrittura per hobby rovina il mercato! Se ci fossero solo scrittori professionisti (ovvero chi riesce a sostenersi solo scrivendo) non ci sarebbero migliaia e migliaia di titoli all’anno a intasare il mercato e molti dei quali spazzatura!»

Autori “per hobby” siete avvisati!

Chi lo dice? Alcuni librai, per esempio. 

Eh sì, perché nonostante il monopolio di Amazon, Ibs e affini, che assorbono clientela costringendo molte piccole librerie indipendenti a chiudere, molte si rifiutano di prendere in conto vendita, s’intende, autori sconosciuti, preferendo lo scrittore affermato o il nome conosciuto anche se non è professionista. 

Questo metodo di selezione è adottato anche dai grandi colossi editoriali che preferiscono pubblicare un nome blasonato (indipendentemente dal contenuto del libro) piuttosto di un esordiente, anche se ha scritto un capolavoro. Per cui se non hai almeno centomila follower su Instagram o trecentomila like sulla pagina Facebook, non hai alcuna speranza di essere, non dico pubblicato, ma almeno letto da un grande editore, a meno che, certo, tu sia un calciatore di serie A, una soubrette, una presentatrice TV o un giornalista d’assalto.

A questo punto mi chiedo: come può un esordiente diventare professionista se non riesce a far arrivare il proprio romanzo in libreria? Come può farsi conoscere se nessuno sa che ha scritto un romanzo? Come può farsi leggere da un grande editore se non ha la forza finanziaria per farsi prima molta pubblicità? 

Arrivare in libreria è difficile, non solo perché molte piccole Case Editrici (che senza l’esordiente non sopravvivrebbero) non aiutano affatto, costringendo l’autore a fare le veci dell’editore; ma anche perché, come detto, molte librerie indipendenti non vogliono prendersi il disturbo di proporre uno sconosciuto, rifiutandogli persino la concessione di una presentazione in loco.

Alcuni pretendono una copia del libro, che l’autore ha pagato, per una valutazione. Copia che, nella maggioranza dei casi, non sarà mai restituita.

Quindi addio sogni, addio speranze.

La stragrande maggioranza delle Case Editrici italiane vivono grazie agli autori esordienti che acquistano qualche copia del loro sogno da regalare a parenti e amici, dopo aver superato una dura selezione. Però poi il sistema li costringe a rimanere nel limbo, anche dopo cinque e più romanzi pubblicati.

Inutile ricordarsi che autori come Pullman, Rowling, Brown, Cummings, Wolfe, Nabokov, Orwell, London, Carver abbiano iniziato per hobby. 

Chissà se in Italia ce l’avrebbero fatta…

 
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