Tesoro archeologico in centro a Torino

| Le mura seicentesche del sistema difensivo della cittā sono riemerse nel corso degli scavi per un parcheggio sotterraneo. Nuova area archeologica. Franco Cravarezza, direttore del Museo: "Patrimonio immenso e prezioso"

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Di Davide Cucinotta

Da oggi Torino ha una nuova area archeologica, dopo quella storica del Teatro Romano vicino alla Porta Palatina e al Duomo. Questo grazie al recupero di opere fortificate di “superficie” della Cittadella del capoluogo sabaudo dai tempi della sua demolizione, nella seconda metà del XIX secolo. Le opere murarie, relative all’antico sistema difensivo della città di epoca seicentesca, sono venute alla luce durante gli scavi per la costruzione del parcheggio interrato di corso Galileo Ferraris, in centro, a poche centinaia di metri dal Museo Pietro Micca e dell’assedio di Torino del 1706, al quale è andata in gestione l’area. “È un patrimonio che si unisce a quello già ampio delle gallerie sotterranee e della scala esplosa di Pietro Micca, di cui proprio quest’anno ricorrono 60 anni”, ha dichiarato durante la presentazione stampa il direttore Franco Cravarezza. “È un primo passo che ci aiuta a ben sperare di ampliare la nostra offerta espositiva”. La nuova struttura musealizzata si unisce, infatti, allo straordinario patrimonio fortificato sotterraneo recuperato in piccola parte all’inizio del ‘900 e poi, dalla fine degli anni ‘50, a cura del Museo Civico Pietro Micca e dell’omonima Associazione Amici, la cui attività ha permesso la salvaguardia di tratti molto estesi delle contromine della Cittadella e anche di parte del rifugio anti-aereo del Pastiss e del Pozzo Grande (una rete che si sviluppa per circa 20 km sottoterra): opere per le quali sono allo studio nuovi progetti di ricerca in vista della loro futura apertura al pubblico. 

SCAVI APERTI AL PUBBLICO

Intanto, d’ora in avanti, si potrà conoscere– ogni domenica dalle 15 alle 18 tramite visita guidata gratuita – questa Area archeologica del Rivellino degli Invalidi, con i resti della polveriera delle mine, salvaguardata solo in parte e unica trovata tra quelle dell’epoca, e poi la galleria di collegamento tra la polveriera e la Cittadella, entrambe risalenti agli anni ‘80 del XVII secolo. Quest’ultima è la prima grande galleria di comunicazione fino a oggi recuperata databile a questo periodo. Viene così restituito alla Città un ulteriore frammento di quella particolare ricchezza storica costituita da ciò che rimane dell’antico sistema difensivo torinese. Un patrimonio che l’Amministrazione comunale sta cercando di valorizzare, sia attraverso il restauro della porzione cinquecentesca del Mastio della Cittadella (alle cui spalle si trova l’ingresso per il Museo Pietro Micca), sia promuovendo, insieme con l’Istituzione militare, il Centro Studi e Ricerche sull’Architettura Militare del Piemonte e le Associazioni Amici del Museo di Artiglieria e del Museo Pietro Micca, la costituzione di un polo museale della Cittadella che ne consenta la fruizione, mettendolo in dialogo con le collezioni del Museo Nazionale di Artiglieria, conservate nella Caserma C. Amione. “Con l’auspicio”, conclude Cravarezza, “di creare tutti insieme quel percorso militare che fa parte del Percorso Blu che noi cerchiamo di implementare al massimo”. 

 
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