Torino Anni '90, i pedofili "eccellenti"

| Nel libro "Due scintille" (ed. Genesi) di Marco Gagliardi un tema delicato e controverso, sotto forma di un romanzo che affronta la tutela delle vittime. Intervista all'autore: "Un desiderio inesausto e bruciante di vendetta"

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Di Floriana Naso

di FLORIANA NASO

Marco Gagliardi, nato a Torino nel 1974, è avvocato civilista e presidente regionale dell’associazione Movimento consumatori, ha pubblicato racconti su riviste letterarie e, nel 2012, il suo primo libro, “La luna diventa di miele”; ora torna in libreria con DUE SCINTILLE edito Genesi premio “Dignità di Stampa” al concorso I MURAZZI per l’inedito 2016.

Romanzo di formazione, approdato come lettura estiva anche al Liceo Gioberti di Torino, dove Gagliardi era studente, tratta il disagio dell’abbandono e della pedofilia. Cicatrici che non riusciranno a emarginarsi. Voragini interiori che segneranno il destino dei protagonisti.

Torino, aprile 1997. Nicola Valdieri, studente di Giurisprudenza, viene a lungo interrogato dai carabinieri, perché sospettato di avere innescato nella Cappella del Guarini, dove è custodita la teca della Sindone, un grave incendio. È veramente lui il colpevole? O altre persone sono colpevoli di reati ben più gravi? La verità è nascosta tra le pieghe della sua storia personale. A sei anni perde il padre, Carlo, in un misterioso incidente stradale, proprio mentre stava rientrando dal Sud Africa, dove era stato trasferito al fianco di una spietata direttrice di uno stabilimento FIAT, incaricata di bloccare con ogni mezzo le lotte dei lavoratori sovversivi. Caterina, la mamma di Nicola, certa che il marito, prima di morire, avesse un’altra donna, vive chiusa in un suo particolare guscio e Nicola subisce le scelte della nonna paterna che lo iscrive ad una scuola cattolica, frequentata dai figli della gente bene di Torino. La nonna non lo chiamava mai per nome e “ripeteva con voce stridula che doveva badare-al-figlio-di-suo-figlio!”.

Il preside di questa scuola è Don Abramo:

“Un uomo di Dio. Era il suo compagno di burraco, (della nonna). Era il prete che accompagnava in colonia i figli degli operai della fabbrica di Gioanin Lamiera. «È uno di quelli che raddrizzano le schiene» aveva concluso la nonna”. 

Un prete alquanto equivoco e ambizioso, che non solo intesse relazioni con alcune potenti famiglie della collina ma è anche sospettato di loschi traffici. Il giorno che si ritrova da solo con lui nasce in Nicola un desiderio di vendetta e di giustizia, che cresce negli anni, mentre avvengono piccole scoperte fino a quando, per caso, proprio dentro alla Cappella della Sindone che sta per essere avvolta dalle fiamme, i due si incontrano.

Ambientato in una Torino magica, il romanzo ha come protagonista Nicola, una specie di:

“Sandokan vendicatore dei deboli e delle vittime”

Infatti vive nella casa che fu abitata proprio da Emilio Salgari.

DUE SCINTILLE avvince il lettore e lo convince con una scrittura corsiva, che non concede nulla all’orpello letterario, sempre semplice ed elegante. Efficace nella sua abilità descrittiva dei luoghi e dei personaggi, il testo possiede un raro e squisito fascino intrinseco. Una lettura curiosa ed intrigante, un giallo abilmente congegnato.

 

INTERVISTA ALL’AUTORE

 

La tua opera tratta la difficile tematica della pedofilia, quanto è stato difficile affrontarla?

E’ una tematica che di frequente è purtroppo oggetto di cronache locali e nazionali. 

Capita però troppo spesso che fragilità, pudore e senso di vergogna spingano le vittime a non denunciare i carnefici e che fatti gravissimi restino sotto traccia, nascosti sotto ferite destinate a non emarginarsi. 

La difficoltà di affrontare una tematica come questa, nel mio caso, è stata sciolta mentre scrivevo da un senso “bruciante” (come il filo conduttore di questo libro) di giustizia e di voglia di vendetta, quanto meno per le vittime immaginarie del romanzo.  

 

Le cronache ci riportano continuamente storie di abusi da parte di preti ai danni di ragazzini, cosa si dovrebbe fare, secondo te, per evitare che si verifichino ancora tali violenze?

Quando gli abusi avvengono nei luoghi dove i ragazzi devono essere custoditi, accuditi e protetti, come scuole e oratori, e il mostro indossa una tunica, è necessario che alla prima avvisaglia sparisca ogni cortina di fumo e di omertà, anche da parte delle istituzioni religiose. Solo così le vittime sono messe in condizione di denunciare i fatti e la giustizia terrena può infliggere condanne esemplari. Pare che nel nuovo millennio, a seguito di scandali gravissimi, la politica sulla condanna e contrasto della pedofilia della Chiesa, da sempre attiva e preziosa nell’aiuto a favore chi versa in condizione di disagio, sia cambiata e migliore. 

 

Nicola, il protagonista del tuo romanzo, è un ragazzino determinato a vendicarsi e a lottare, ma non tutte le vittime di violenze sono così forti. Ci sono, secondo te, strutture adeguate in grado di supportare le piccole vittime e le loro famiglie? 

Per deformazione professionale (faccio l’avvocato), più che gli aspetti assistenziali a favore delle piccole vittime, mi sono orientato su possibili conseguenze da un punto di vista penale e civile conseguenti alla scoperta dei fatti. Nel mondo della giustizia la triste realtà è che, a favore delle vittime di reati di abusi, gli strumenti di tutela non sono gli stessi per le famiglie che fanno fatica ad arrivare a fine mese e per quelle più facoltose e altolocate, nella storia anch’esse talvolta coinvolte in casi di pedofilia successi in collegi esclusivi. Anche questo è un aspetto che ho cercato di valorizzare nel romanzo. 

 

La famiglia è centrale nel tuo romanzo. Varie sfaccettature che guidano i personaggi e li segnano. Ti sei lasciato trasportare anche tu o avevi già la storia ben scritta a priori nella tua testa?

La famiglia di Nicola, il protagonista, è spezzata. Il padre è morto in un misterioso incidente e la madre, all’oscuro della verità sugli ultimi giorni di vita del padre, è tormentata da dubbi. Nello sviluppo del romanzo Nicola cerca di ricucire strappi, di svelare misteri e contrastare chi abusa della propria posizione per sottomettere i più deboli.  Non posso dire che la storia fosse già definita prima di mettermi a scrivere, ma il filo conduttore c’era. Sin dall’inizio ho inoltre cercato di vivere e descrivere il contesto degli anni ’90, dove forse erano più forti i conflitti e le differenze tra la “Torino bene” e la Torino post-operaia.

 

Quale messaggio hai voluto dare con la tua opera?

Il messaggio è sintetizzato dal titolo del libro “Due scintille”. La prima scintilla è quella che fa appiccare l’incendio, il fuoco nella Cappella della Sindone e anche il fuoco che brucia dentro il protagonista che cerca di consumare la sua vendetta. La seconda scintilla è quella che fa scoppiare un amore nel cuore di due protagonisti della storia.

 

Hai in programma presentazioni?

Dopo le presentazioni al Caffè della Caduta, alla Libreria Borgopo’ insieme agli studenti del Gioberti (nel corso della premiazione del loro concorso di scrittura creativa) e al Circolo dei Lettori al Gruppo di Lettura di Federico Audisio, dedicato alle case editrici torinesi, e all’ultima splendida presentazione a Barbania, insieme a mio padre che ha presentato il suo primo romanzo e all’Avvocato Fausto Amerio, ora sto prendendo fiato. Mi piacerebbe organizzare qualcosa insieme ad altri scrittori emergenti torinesi. 

 

Progetti futuri?

Sono immerso nella scrittura di un nuovo romanzo che si svolge a Torino nell’anno dell’alluvione del 2000. Si passa dal fuoco nella Cappella della Sindone all’acqua che ha messo in ginocchio la città. Spero di poter pubblicare nell’autunno del prossimo anno. 

Altro progetto è cercare di leggere sempre di più, frugando tra le virgole di altri autori, nella ricerca costante di uno stile che un domani possa definire il mio. 

 

EVENTI

Voices of Women al Circolo dei Lettori venerdì 12 gennaio ore 18

Progetto di storytelling fotografico

incontro con RAQUEL LOURENçO

con Manuela Manera, linguista e Laura Onofri, SeNonOraQuando? Torino

Raquel gira il mondo con la macchina fotografica per immortalare quelle donne che devono affrontare mille difficoltà, povere, stanche, spesso maltrattate ma che, malgrado tutto, combattono per se stesse e i propri figli sperando in un futuro migliore.

 

Uscite salienti in libreria a gennaio 2018, segnaliamo

La ragazza delle perle. Le sette sorelle, di Lucinda Riley. (Giunti)

 

Cultura
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