Il contest russo per cambiare nome agli aeroporti

| L’idea era buona e soprattutto popolare, ma ha preso la piega sbagliata: insulti, statue imbrattate e polemiche

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Doveva essere una lodevole iniziativa popolare: un contest che dava ai cittadini la possibilità di intitolare i 47 aeroporti russi a personaggi illustri che hanno scritto la storia del paese. Ma è finita nel peggiore dei modi, con insulti, proteste e perfino scontri.

A varare l’iniziativa, ribattezzata “I grandi nomi della Russia”, erano state la Società geografica e quella storico-militare, che mai e poi avrebbero potuto prevedere di scatenare polemiche feroci. Gli esiti del contest, divulgati lo scorso 4 dicembre, hanno decretato a stragrande maggioranza di intitolare due dei tre aeroporti di Mosca (attualmente lo Sheremetyevo e il Domodedovo), al poeta Aleksandr Pushkin e allo scienziato Mikhail Lomonosov, da molti considerato il “Leonardo da Vinci” russo. Ancora da decidere il nome del terzo scalo moscovita, il Vnukovo, anche se Serghei Korolyov, padre del programma spaziale, sembra in netto vantaggio sugli avversari. Ma sarà necessario un altro turno anche per gli aeroporti di San Pietroburgo, Arkhangelsk, Nizhnevartovsk e Penza.

È andata ben peggio a Kaliningrad, un tempo la città prussiana di Koenigsberg, luogo di nascita e di morte del filosofo Immanuel Kant: i nazionalisti sono scesi in piazza urlando “Il nome di un tedesco non imbratterà il suolo russo”, e parole di fuoco sono arrivate anche da Igor Muhamtshin, capo di stato maggiore della flotta del Mar Baltico, che ha bollato Kant come “Un traditore e uno scribacchino, autore di libri che nessuno ha mai letto e mai leggerà”. Perfino la statua del grande esponente dell’Illuminismo è stata imbrattata con della vernice rosa.

Qualche imbarazzo dal Cremlino, che finora si è limitato al ruolo di spettatore quasi divertito: “Un simile calore è indicativo di un tema che infiamma i cuori dei russi”.

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