GILET JAUNES ORA BASTA
Decima vittima per i blocchi

| Tornano in strada a Parigi in meno di mille ma creano caos a Montmartre. Quattro arresti tra cui il portavoce Drouet. Blocchi al confine con Francia e Spagna. Protesta minoritaria e neo-fascista. I francesi: "Ora basta"

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Meno di mille persone con i gilet jaune, ma tanto basta per creare tensione nel centro di Parigi. Scontri, cassonetti incendiati e aquaatro arresti tra cui il portavoce Eric Drouet mentre il presidente francese, Emmanuel Macron, era ancora in Ciad. E si registra il decimo morto provocato dai contestatori non si sa spinti da chi e perchè, visto che le loro istanze sono state recpite dal governo francese. Un altro automobilista è rimasto infatti vittima di un incidente stradale a Perpignan, nel tentativo di evitare i blocchi. Un corteo a sorresa ha chiuso le strade di Montmartre poi altri scontri al Louvre all'Opera. Molti negozi e la Reggia di Versailles hanno abbassato le serrande nel timore di ulteriori danni.
Una trentina di persone hanno bloccato la frontiera tra Francia e Italia, a Mentone e quella tra Francia e Spagna, un piano accuratamente pianificato e in sincronia, partito da un appello su Facebook.Drouet è stato fermato a Parigi per avere appunto organizzato su Facebook la manifestazione di Versailles e aver poi deviato i partecipanti verso Montmartre. Ora è accusato di organizzazione di manifestazione non autorizzata, possesso di armi e partecipazione a raduno mirante a violenze e danneggiamenti.  All'Hotel de Ville gli agenti hanno lanciato gas lacrimogeni. Trenta persone sono state identificate e tre poste in stato di fermo.
Al Sacré-Coeur hanno intonato la Quenelle, il brano del comico antisemita Dieudonné accompagnato dall'omonimo gesto ispirato al saluto nazista. Segno inequivoco di chi manovra la protesta, l'estrema destra francese infiltrati da elementi violenti dall'aarea anrchica. Un fantoccio che rappresentava Emmanuel Macron ad Angouleme, sud-ovest della Francia, è stato decapitato.
Polizia e blindati sono in allerta a Parigi ma anche a Lione, Tolosa, Orleans e in Bretagna. In totale, sono 23.800 i francesi che hanno deciso di riversarsi in diverse piazze in tutto il Paese, quasi 10.000 in meno rispetto ai 33.500 della scorsa settimana. Lo riferisce il ministero dell'Interno francese. Tra i cinquanta e cento gilet gialli sono scesi inoltre per le strade di Namur, capitale della Vallonia, in Belgio. Complessivamente, in questo sabato pre-natalizio solo circa 23 mila contestatori in tutta la Francia, meno 10 mila rispetto ai 33 mila della scorsa settimana.
A Boulou bloccato il traffico alla frontiera con la Spagna e, nel corso della mattinata, si erano uniti al presidio decine di attivisti catalani separatisti, alcuni con indosso gilet gialli e con la bandiera dell'indipendentismo, gli stessi che venerdì venerdì 21 dicembre avevano bloccato alcune strade tra i Pirenei Orientali e la Catalogna. I manifestanti sono stati cacciati fuori dall'autostrada con gas lacrimogeni e allineati su un ponte. «L'autostrada viene pulita per consentire la normale ripresa del traffico», ha riferito la prefettura. La sensazione è la protesta ha via via perso una connotazione popolare per assumere le vesti di una rivolta anti-sistema vagamente neo-fascista. La "maggioranza silenziosa" ha già duramente stigmatizzato le proteste, dichiarandosi solidale con la polizia.
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