Aston Martin "Valkyrie" La F1 a cui piace la strada

| Essenziale nelle linee, leggerissima, traduce in versione stradale soluzioni prese direttamente dalle monoposto da F1

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Di Davide Cucinotta

Quando la definizione "supercar" sta un po' stretta, allora non c'è scelta: è senz'altro una "Hypercar". Nome che racchiude un mercato di nicchia per giocattoloni carissimi, spesso realizzati artigianalmente da piccole aziende in pochissimi esemplari per il sollazzo estremo di collezionisti disposti a immolare cifre che risanerebbero un paio di banche venete, per dire.

Poi, ogni tanto, ci provano anche dei marchi veri e strutturati, spinti dalla voglia di arrivare all'estremo, ben sapendo che è un estremo che fa rumore. È il caso della più recente versione "Valkyrie", hypercar griffata Aston Martin attesa in modo definitivo per il 2019 e nata dalla collaborazione con la "Red Bull Advanced Technologies". Una sorta di Batmobile figlia dell'esperienza maturata nelle gare endurance e in F1 dallo stile molto minimal e le tecnologie molto spinte. All'interno una cellula in carbonio protegge l'abitacolo, mentre ad avvolgere i due passeggeri ci pensano i sedili sportivi montati direttamente sul telaio con cinture a quattro (o sei) punti d'ancoraggio. Soluzione necessaria per garantire la sicurezza, visto che il cofano è in realtà un leggerissimo foglio d'alluminio su cui poggia un parabrezza sferico che sembra ispirato ai jet militari.

A tenere la Valkyrie incollata alla strada ci pensano due condotti sul fondo appiattito e un estrattore finale a cui spetta il compito di canalizzare l'aria. Mancano gli specchietti retrovisori, sostituiti da telecamere digitali ad alta definizione sul montante del parabrezza, e la strumentazione di bordo - oltre al volante simil-F1 amovibile - è ridotta al massimo in una sorta di diodo luminoso.

L'apertura ad ali di gabbiano richiede una certa agilità nel calarsi all'interno dell'abitacolo, richiamando esattamente ciò che accade con le monoposto da F1.

Mancano, al momento, i dettagli più succulenti, quelli che raccontano quale mostruosa creatura si nasconda sotto il cofano. Si mormora di un 6,5 litri V12 aspirato Cosworth da 900 CV abbinato ad un impianto Kers da F1, per 320 km/h di velocità massima, tutti raggiungibili in una decina scarsa di secondi. E fra i mormorii, non manca quello sul prezzo: qualcuno dice 2,7 milioni di euro, ma la questione non ha preoccupato i 175 clienti che l'hanno già prenotata.

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