Ecco la "Lambo" dell'anno 3000

| Una spremuta di cervelli, quelli americani del MIT di Boston e gli emiliani della Lamborghini, per immaginare nei dettagli una vera hypercar del futuro

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Di Germano Longo
Al terzo millennio mancano 983 anni, giorno più giorno meno, ma in effetti non è il caso di perdere tempo, perché la concorrenza non scherza, il tempo vola e le auto, quel giorno, anche. È probabile.

Breve premessa per ridurre all'essenziale un accordo raggiunto un anno fa fra Automobili Lamborghini, marchio di Sant'Agata Bolognese, dal 1998 entrato fra i possedimenti del gruppo Volkswagen, ed i cervelli di due laboratori del MIT, il Massachusetts Institute of Technology di Boston, uno dei più celebri atenei del mondo, palestra dell'ardimento per 78 Premi Nobel.

Il risultato dell'incontro fra la fantasia degli americani e il pragmatismo emiliano è diventato un progetto battezzato in modo da lasciare spazio a dubbi: la "Lamborghini del Terzo Millennio".

Compito del MIT, buttare il sasso più in là possibile, immaginando tutte le tecnologie che saranno necessarie, in un futuro ancora lontano, per mettere insieme una Lamborghini degna di essere chiamata così anche nel 3000, quando nel week end le automobili andranno sulla Luna. Un progetto sminizzato in cinque punti di ricerca: immagazzinamento dell'energia, materiali, sistemi di propulsione, design ed emozionalità.

I primi due sono finiti sulle scrivanie del "Dinca Research Lab", facoltà di chimica, e il "Mechanosyntheis Group", ingegneria meccanica, ambedue finanziati da Lamborghini con l'idea di trasformare le tecnologie di immagazzinamento dell'energia e quelle dei materiali compositi.

È stato Stefano Domenicali, Chairman e Chief Executive Officer di Lamborghini, a svelare che l'accordo risale in realtà ad un anno fa, inizialmente stilato con il MIT-Italy Program e in seguito perfezionato direttamente con l'ateneo americano.

La "Lambo del 3000" è un vero concentrato di soluzioni che non possono far gola al mondo dell'auto per intero, ma anche alla salute di coloro per cui le auto sono e saranno un piacere. 

Per farsi un'idea delle novità partorite dal MIT basta citare i "Supercondansatori" a bassa tensione che non risentono minimamente di usura, degrado e cicli di carica, permettendo di immagazzinare l'energia da qualsiasi parte arrivi, per offrire in cambio potenze di picco impressionanti.

Seconda trovata, non meno rivoluzionaria, la rilettura completa della fibra di carbonio, da utilizzare non soltanto per questioni di aerodinamica, ma come involucro per organi meccanici e soprattutto, attenzione, capace di sviluppare l'avveniristico concetto di "auto-riaparzione", ovvero intervenire e riparare eventuali danni causati da incidenti. Non per magia, ma attraverso micro-canali preriempiti di composti chimici che entrino in azione in tempo utile per rimediare alle fratture della struttura.

Uno dei punti più sentiti, sui tavoli di lavoro, è l'emozionalità, parte integrante del DNA di un marchio come Lamborghini: secondo il MIT basteranno le future evoluzioni dei motori elettrici, nell'idea del prototipo quattro, che agiscano di comune accordo con la coppia, la trazione integrale e i sistemi di controllo dinamico.

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