“Franco Zeffirelli mi ha molestato”

| Johnathon Schaech, protagonista di una pellicola diretta dal regista nel 1993, svela anni dopo di essere stato vittima delle sue molestie sessuali. Una vicenda che il figlio di Zeffirelli liquida con poche parole

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Fioccano i nomi, le accuse, i ricordi, e negli infiniti fascicoli a puntate dello scandalo sessuale, stanno cadendo tutti - celebri, meno celebri, cacciatori di riflettori e nomi che fanno rumore più di altri.

L’ultimo - ma solo in ordine di tempo, rassegniamoci - lo svela “People”, settimanale americano del gruppo “Time Inc.”, specializzato in celebrities. E sotto la lente finisce Franco Zeffirelli, il grande regista italiano, uno dei più celebri e amati in tutto il mondo. A chiamarlo in causa è Johnathon Schaech, attore americano di vaghe origini italiane che debutta sul grande schermo nel 1993 proprio con Zeffirelli, che gli affida uno dei ruoli principali in “Storia di una capinera”, pellicola ispirata all’omonimo romanzo di Giovanni Verga.

Per un 22enne che si affaccia al mondo del cinema un invidiabile viatico alla carriera, ma guastato 25 anni dopo dal racconto scritto di proprio pugno e affidato alle pagine di “People”, a cui Schaech confida le molestie sessualmente subite dal regista toscano e taciute per tanto tempo.

“Dopo sei audizioni sono arrivato a Cinecittà: Franco mi ripeteva che ero bello ed era pieno di consigli per la mia carriera. Grazie a lui siamo entrati in posti di Roma incredibili, a cui non è facile accedere: mi sentivo molto fortunato, anche se quando beveva, Zeffirelli diventava un po’ aggressivo e violento con tutti. Di giorno mi ripeteva di voler stare con me, e di notte bussava alla porta della mia camera: non aprivo mai, ma non mollava”.

Ma il peggio, seguendo il racconto dell’attore statunitense, doveva ancora arrivare. “Eravamo in un hotel in Sicilia e non so come, ma era riuscito ad avere la mia chiave della mia stanza: dormivo e me lo sono ritrovato sdraiato a fianco. Ha iniziato a toccarmi e a tentare di praticarmi sesso orale, ma ho resistito malgrado non volesse mollare. Quando ha capito che non l’avrebbe avuta vinta se n’è andato, e da allora non ha provato mai più a toccami”.

Una vicenda, conclude Schaech, che gli avrebbe causato pesanti conseguenze sotto forma di alcol, droghe e dipendenze sessuali. “Ho sepolto tutto per oltre vent’anni, ma quando ho parlato con Rose McGowan della sua esperienza con Weinstein, le ho svelato per la prima volta cos’era successo a me. A salvarmi dal baratro è stato l’incontro anni dopo con mia moglie, Julie Salomon, e se oggi ho deciso di svelare ogni cosa è perché voglio che le generazioni future sappiano: non è giusto togliere l’innocenza a un bambino, a un ragazzo o un uomo”.

Immediata la reazione di Pippo, figlio adottivo di Zeffirelli: “Accuse false che non possono essere dimostrate. Sono stupito che il signor Schaech abbia atteso così tanto tempo e scelto proprio questo momento, ora che il Maestro, per le sue condizioni di salute, non è in grado di difendersi: credo sia una vendetta, per ottenere oggi quella notorietà che la sua carriera di attore non gli ha concesso”.

Franco Zeffirelli, fiorentino classe 1923, non ha mai nascosto la propria omosessualità: negli anni Cinquanta, fece scandalo una lunga e travagliata relazione con Luchino Visconti.

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