Mario Testino e Bruce Weber
la moda a luci rosse

| Stanchi di subire, un gruppo di modelli ha raccontato al “New York Times” le pretese sessuali dei due maestri della fotografia. Fra le prime reazioni quella sdegnata di “Vogue”, con l’annullamento di ogni impegno professionale

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Calma, non spingete: tanto nella galassia dei “T-Sex” c’è posto per tutti. Lasciando in pace almeno per qualche ora le colline californiane del cinema, l’attenzione può finalmente spostarsi su un altro mondo di mezzo, quello della moda.

Questa volta, a rimetterci sono due nomi che contano, e anche molto: Mario Testino e Bruce Weber. Due fotografi, probabilmente i più grandi, autori di scatti che da anni significano copertine, pubblicità e calendari. Storici collaboratori di prestigiose testate come “Vogue”, che attraverso la direttrice Anna Wintour, ha immediatamente preso le distanze annullando ogni impegno professionale  con l’editrice “Condé Nast” fino a vicenda chiarita. La granitica direttrice, celebre in tutto il mondo per il caratterino spigoloso, ha poi teso una mano ai due: “Si tratta di amici personali, ed io credo nel valore del rimorso e del perdono. Ma queste sono accuse serie”. Allo studio, secondo Bob Sauerberger, numero uno della casa editrice americana, ci sarebbe un codice di condotta destinato a proteggere i modelli dagli abusi: età non inferiore ai 18 anni, divieto di alcol sul set, obbligo di accompagnamento e richieste di nudità concordate a tavolino. 

A mettere i due contro il muro, probabilmente ricambiando il favore, è un nutrito gruppo di modelli, tutti maschi. Per ambedue, vale la reazione immediata dei rispettivi legali, che negano ogni addebito, arrivando anche a mettere in dubbio la credibilità degli accusatori.

Bruce Weber

Classe 1946, sposato con la collega Nan Brush e specializzato nel nudo maschile e nell’omoerotismo, è il fotografo a cui deve la gloria mondiale l’italiana Eva Riccobono. Innumerevoli le campagne create con le sue immagini: da Calvin Klein ad Abercrombie & Fitch, Pirelli, Louis Vuitton, Ralph Lauren, Chanel e Ferragamo, tanto per ridurre all’essenziale un elenco che altrimenti sarebbe infinito.

I modelli coalizzati contro Weber sarebbero una quindicina, che hanno raccontato al “New York Times” alcuni atteggiamenti del fotografo, considerati “a luci rosse”. Del tutto normale, per lui, era invitarli a spogliarsi senza alcuna ragione apparente, guidandoli subito dopo attraverso alcuni esercizi di respirazione, necessari per una buona riuscita del “photo shoot” che arrivavano al culmine con palpeggiamenti vari. Nessuno, al momento, parla di rapporti sessuali estorti con la forza, ma la strada sembra quella.

Mario Testino

Peruviano classe 1954, origini irlandesi e italiane, è considerato il fotografo delle dive: davanti ai suoi obiettivi sono passati tutti e tutte. Anche l’elenco dei suoi clienti è stratosferico (per fare prima basta elencare a mente ogni marchio e maison di moda), così come la galleria dei suoi celebri ritratti (ancora una volta, tirare un nome a caso significa prenderci), alcuni dei quali autentici capolavori esposti al “Victoria and Albert Museum”.

Sul suo conto, si sono mossi in 13 fra modelli e assistenti fra cui Ryan Locke, protagonista di alcune storiche campagne per DKNY, Gucci e Versace, che ha definito Testino “Un predatore sessuale”. Dal suo racconto, confermato da Hugo Tillman, ex collaboratore del fotografo, e dal modello Roman Barrett, emergerebbe una situazione professionale complicata, in cui è da sempre necessario fare attenzione a continue avances sessuali che spesso si spingono fino alla masturbazione.  Rifiutare, assicurano in coro, significa complicarsi la carriera.

Ma c’è di più: uno dei maggiori divertimenti del grande fotografo pare sia sempre stato assumere assistenti dichiaratamente eterosessuali per poi tentare di sviarli verso l’omosessualità.

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