"Resto libera ma solidarietà alle donne offese"

| Lettera a Liberation dopo le polemiche sulla sua presa di posizione contro la caccia alle streghe di Hollywood. L'attrice era stata attaccata da editorialisti e colleghe. "A chi ho offeso mando le mie scuse"

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"Quando uno firma un manifesto che impegna altre persone, non le trascina nella sua incapacità verbale di trattenersi. È ingiusto. E ovviamente nel testo non c’è niente che rivendichi che le molestie siano giuste, altrimenti non l’avrei mai firmato".

"Lo stupro è un crimine. Ma il corteggiamento, anche se maldestro e insistente, non è un delitto. E la galanteria non è un’aggressione machista". Cento donne francesi sono scese in campo ieri per dire "no a un femminismo che esprime odio nei confronti degli uomini". Sono scrittrici, giornaliste, cantanti, attrici, psicanaliste, manager, editrici: da Catherine Deneuve a Elisabeth Lévi, da Peggy Sastre a Catherine Robbe-Grillet, da Abnousse Shalmani a Catherine Millet, tutte protestano contro le dimensioni "paranoiche" assunte dalla campagna scatenata sulla scia dell'affare Weinstein.

"È legittimo e necessario prendere coscienza delle violenze sessuali e degli abusi esercitati da certi uomini nei confronti delle donne. Ma la liberazione della parola ha condotto a una campagna per la delazione, e si ritorce oggi contro di noi. Ci si intima di parlare, di denunciare, e le donne che rifiutano di piegarsi a queste ingiunzioni sono considerate complici e traditrici!".

la Deneuve spiegava nelle prima lettera: "C’è un fatto ai miei occhi essenziale: il pericolo di censura nell’arte. Dovremo bruciare Pléiade di Sartre? Dipingere Leonardo da Vinci come un artista pedofilo e cancellare i suoi dipinti? Togliere i quadri di Gauguin dai musei? Distruggere i disegni di Egon Schiele? Vietare i dischi di Phil Spector? Questo clima di censura mi lascia senza parole e mi inquieta per la nostra società". Secondo la grande attrice francese la soluzione sta nell’educazione delle nuove generazioni e in nuovi protocolli nelle aziende: "Credo nella giustizia"·

Per finire ha anche risposto a chi ha messo in dubbio il suo femminismo, ricordando il suo impegno per migliorare i diritti delle donne. "Sono una donna libera e rimarrò tale. Saluto fraternamente tutte le vittime di atti odiosi che possano essersi sentite aggredite dalla lettere di Le Monde. È a loro e solo a loro che mando le mie scuse".

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