Venezia, non è (solo) un paese per vecchi

| Le diverse età dell'uomo, sintetizzate nelle pellicole in gara ma anche nelle opere fuori dalla competizione

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(Nostro Servizio)
di BEATRICE FIDA 

L'itinerario comincia con l'infanzia; un degno portavoce è il figlio di Jim in West of Sunshine, di Jason Raftopoulos. Jim ha solo un giorno per restituire un'ingente quantità di denaro ad uno strozzino, ma quello stesso giorno deve anche fare i conti con il suo status di padre; il film è un road movie che non si conclude solo con il trovare i soldi da restituire, ma con la (ri)scoperta di semplici valori come l'amore per il figlio: il bambino, infatti, nonostante tutto quello che vede, si mostra sereno nell'epilogo. Il bimbo di Suburbicon (con la regia del divo George Clooney e la sceneggiatura dei fratelli Coen) è invece lo spettatore in prima fila di una serie di omicidi consumati in una città patinata e perfetta; mentre i ciechi abitanti guardano al colpevole sbagliato, al capro espiatorio, all'Edward Mani di Forbice di turno (una famiglia di colore: il thriller si colora così di tinte politiche), il bambino sembra aver capito tutto molto prima dei "grandi", giocando con il coetaneo di colore, senza pregiudizi.

La giovinezza irrompe con tutte le sue contraddizioni intrinseche nella pellicola Invisible, secondo lungometraggio dell'unico regista argentino in concorso, Pablo Giorgelli, mostrando la storia di Ely, diciassettenne che scoprirà di essere incinta. La denuncia sociale della delicata situazione dell'aborto in Argentina rimane sempre presente ma mai urlata; l'aborto viene trattato come fosse un'asettica operazione alla gamba di un animale ferito, con implicita volontà di denuncia. Marvin di Anne Fontaine - accolta in Sala Darsena con un grande applauso - è invece un romanzo di formazione che mette in scena il riscatto del giovane Marvin dalla grettezza della campagna e dal bullismo, trovando nell'arte la via della liberazione, come anche in altre opere della Fontaine. Marvin propone anche una meravigliosa Isabelle Huppert nel ruolo di se stessa. Come ha puntualizzato il protagonista Finnegan Oldfield nella breve intervista che ha seguito la proiezione del film, la Huppert non è qui se stessa ma recita il ruolo di se stessa.

Attesissimi al Lido quattro leggendari attori come Jane Fonda, Robert Redford, Helen Mirren e Donald Sutherland, protagonisti rispettivamente di Our Souls at Night di Ritesh Batra e di The Leisure Seeker, esordio americano del livornese Paolo Virzì; due film in grado di mettere sapientemente in scena il capitolo finale della vita umana, l'età matura. Our Souls at Night inizia con una singolare proposta: Addie chiede al vicino di casa Louis di dormire insieme, entrambi sono soli, in pensione e vedovi. Durante la loro vicinanza notturna, avviene lo svelamento della loro anima: entrambi fanno i conti con un passato gravoso che cercano di riscattare e con tutta la delicatezza di un sentimento nascituro e puro, contro il figlio di lei e le dicerie dei vicini di casa. Ella e John, coniugi ormai adulti e diversamente ma ugualmente acciaccati, a bordo del camper The Leisure Seeker

offrono invece un road movie durante il quale,emerge un amore coniugale ancora forte, in grado di scavalcare i limiti dell'età e della malattia.
Donald Sutherland è anche uno dei protagonisti del monumentale
Novecento di Bernardo Bertolucci, che racconta la storia di tre generazioni impegnate nella lotta di classe in Emilia. La pellicola è stata restaurata dalla cineteca di Bologna colmando tagli e lacune; la versione tanto è piaciuta allo stesso Bertolucci, purtroppo per motivi di salute impossibilitato a raggiungere il Lido. Una sorpresa ha atteso però il pubblico: un video dello stesso Bertolucci e la presenza in sala di uno dei protagonisti, Gérard Depardieu, che più volte ha ribadito il suo amore per l'Italia. 

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