Weinstein VS Stato di New York

| La compagnia, sull’orlo del baratro, sarebbe in vendita: per evitare che scompaia nel nulla l’unico capitale da cui attingere per eventuali risarcimenti, i legali dello stato americano sono partiti all’attacco

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Di Germano Longo
Harvey Weinstein se ne sta zitto da mesi, chiuso nell’angolo di mondo dove nessuno gli rimprovera più di tanto la voragine senza fondo che il suo nome ha aperto. Il tentativo: far sì che il pianeta si scordi di lui, perché nelle questioni legali più il tempo passa, e più la rabbia sbollisce. Ma i nodi iniziano a venire al pettine, come i conti con la giustizia che hanno condannato l’ex medico Larry Nassar a così tanti anni che se fosse applicata la reversibilità anche a quelli, perfino buona parte della sua famiglia finirebbe dietro le sbarre.

È facile ipotizzare che quando finirà, anche per Harvey la pena sarà esemplare: in 40 anni di onorate molestie, un centinaio di donne stuprate, violentate e tormentate, comprese attrici famose, sono un pessimo biglietto da visita per un tribunale. Ma c’è anche altro: sul nome di Weinstein, da mesi indagano un numero imprecisato di procure e uffici legali di città come Londra e Los Angeles, ma anche quelli di Stati americani come New York, che ha deciso di partire con il primo affondo, citando in giudizio l’ex produttore, suo fratello Bob e l’intera “Weinstein Company” per non aver in alcun modo tutelato i dipendenti dagli abusi sessuali di Harvey, malgrado la situazione fosse ormai nota a tanti. Tutte, o comunque la maggiora parte, avevano fra le clausole del lavoro il compito di rendere frizzante l’attività sessuale di Harvey, che addirittura faceva circolare un vademecum chiamato “The Byble”, in cui si spiegavano le regole del reame più scostumato del mondo. E questo senza contare le minacce di morte nei confronti di chi prometteva di raccontare ogni cosa, e i legami e le amicizie - di cui faceva un vanto - con figure politiche di primo piano e addirittura con i servizi segreti americani. Dai verbali sono emersi episodi raggelanti, come il viaggio da Londra a New York di un dipendente, costretto ad anticipare il produttore per istruire le assistenti su come vestirsi, truccarsi e profumarsi. O ancora i compiti dei suoi autisti, che dovevano sempre rifornire le auto di preservativi e medicinali contro la disfunzione erettile.

Una citazione, quella dello stato di New York, che è anche la conseguenza dell’imminente vendita della compagnia, ormai sull’orlo del fallimento, secondo qualche voce stimata in 500 milioni di dollari, con il rischio di lasciare le vittime senza adeguato risarcimento. La causa, secondo la legge americana, ha il potere di congelare la vendita. 

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