La mamma di Maelys accusa: "Obbligato a tacere"

| Jennifer De Arauyo, la madre di Maelys sfida ancora in modo aperto l'avvocato dell'uomo sospettato dell'atroce delitto della figlia: "Incoraggiato al silenzio per una strategia processuale, così si manca di rispetto alla mia bambina"

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Non ha paura, mamma Jennifer. Non l'aveva prima e ora proprio, ha lasciato cadere ogni cautela, ogni prudenza. Nordhal Lelandais, l'uomo in carcere sospettato di avere ucciso la figlia, lo chiama "il mostro".  E non usa più la mediazioje del suo legale di fiducia, Fabien Rajon. Questa giovane madre ha scelto di combattere, ogni giorno, a viso aperto. Il 27 ha pubblicato su Faceboo uno struggente video dedicato a Maelys che continene nel post anche una sida aperta all'avvocato difensaroe del sospettato cel delitto. Ma ora ha abbodnanoto ogni prudenza e sfida in modo aperto Alin Jakubowicz, il legale di Lione che contesta gli investigatori. "Lei lo sta incoraggiando a tacere in oome di una strategia processuale..."Questo mostro ha rovinato la nostra vita e continua a farci soffrire nel suo silenzio. Il suo avvocato con tale atteggiamento incoraggia a tacere,". Come se ì, pure lui convinto della sua colpevolezza, approfitta degli errori e dei vuoti dell'inchiesta per allontanare forse per sempre la verità sulla morte della piccola Maelys.
 
 
"Cinque mesi troppo lunghi senza te, Maelys. Siamo in una sofferenza insopportabile. Perché, principessa? Come si fa a portare via un bambino innocente? Questo mostro ha rovinato la nostra vita e continua a farci soffrire nel suo silenzio. L'atteggiamento del suo avvocato incoraggia il sospetto a tacere. Se avesse rispetto avrebbe chiesto al sospettato di dire cosa realmente è successo quella notte. Siamo in grado, dati gli elementi schiaccianti del caso cui abbiamo avuto accesso e tutte le contraddizioni dell'accusa, di forgiare la nostra convinzione, ed è per questo che gli chiediamo di dirci cosa è successo quella notte. Maelys, ci manchi così tanto, lotteremo per te, non ci arrenderemo. La tua lotta è la nostra lotta. Abbiamo fatto un video in tuo onore: quanto siamo stati felici tutti insieme.
Ti amiamo con tutto il cuore"
Comunque poche parole e un video struggente in memoria di Maelys, la madre Jennyfer si rivolge direttamente all'avvocato di fiducia Alain Jakubowicz che, nelle ultime ore, aveva pesantemente contestato l'operato dei giudici di Grenoble e Chambery, denunciando il clima di linciaggio, le fake news, l'accanimento contro il suo cliente in carcere dal 3 settembre "senza prove o indizi certi". La replica della famiglia della piccola sparita la notte tra il 26 e il 27 agosto dalla Sala delle Feste di Pont-de-Beauvoisin, dove era in corso un matrimonio di amici è molto dura. Il celebre avvocato di Lione viene invitato, senza mezzi termini, ad avere "rispetto" nei confonti della bambina, se non della sua famiglia. Ma soprattutto insiste su un aspetto centrale: comunque sia andata, l'ex militare con gravi precedenti giudiziari, "sa qualcosa" che potrebbe andare anche oltre la sua atroce responsabilità individuale. "Lo convinca a dire quanto sa di quella notte", insiste Jennyfer De Arauyo. 
Il breve post della mamma ha avuto una risposta di massa, migliaia di messaggi di solidarietò sono arrivati da tutta la Francia ma anche da altri paesi europei, dove l'inchiesta sul delitto continua ad avere ampia risonanza.
Quello che ha esasperato la famiglia sono state le ultime dichiarazione dell'avvocato "Stiamo assistendo a una vicenda che ha più valore e tensione mediatica che giudiziaria. Le prove che sono state raccolte le leggiamo sui media, che spesso inventano dettagli anche importanti condizionando l'opinione pubblica. Si sta creando un mostro, in modo pressochè scientifico". In particolare, la difesa di Lelandais non solo contesta la ricostruzione cronologica del rapimento-omicidio ma soprattutto lascia intendere che la riapertura di numerosi casi di persone scomparse in Savoie o nelle regioni limitrofe, appare come "una suggestione e una evidente forzatura".
E finalmente apre uno squarcio sulla misteriosa figura di Lelandais, descritto come un gelido personaggio, incapace di provare emozioni e sentimenti, bugiardo sistematico, violento, con pregiudizi penali importanti. "Invece la sua vita è un inferno, aveva fiducia nella magistratura - spiega lo staff difensivo - era convinto di potere dimostrare nei fatti la sua innocenza, accettando di rispondere a tutte le domande. Avrebbe potuto tacere su tutta la linea, invece s'è accorto che hanno costruito un teorema, attorno alla sua persona, alle sue fragilità, al suo modo di essere e di vivere in una piccola comunità come quella di Domessin e dintorni".
Video
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