Maelys e Arthur, l'ultimo viaggio sull'Audi

| S'è fatto crescere barba e capelli, spesso non risponde alle domande dei magistrati ma quando lo fa è preciso e sereno. Non ha mai detto "Sono innocente", quasi una sfida agli investigatori. Tradito dalla sua AudiA3, unica prova vera

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In carcere dal 3 settembre, Nordhal Lelandais è accusato dsi due omicidio, quello di Maelys, 9 anni e del caporale Arthur Noyer. La prima uccisa il 27 agosto, il secondo l'11 aprile. Per gli inquirenti è un mistero. Durante gli interrogatori s'è avvalso spesso, com'è nel suo diritto, della facoltà di non rispondere. Non ha mai gridato "Sono innocente", ma s'è sempre limitato a negare in modo compulsivo, a suo modo coerente. Rispetto alle ultime foto pubbliche, quelle della festa, Lelandais è cambiato: barba bianca, capelli lunghi brizzolati, stesso fisico. In cella passa ore a fare ginnastica, vive sereno il tran-tran del carcere; riceve le visite dei suoi familiari e lettere dai numerosi sostenitori che credono nella sua innocenza. Ma la sua Audi A3 grigio scuro è stata centrata numerose volte la notte dell'11, quando scomparve il caporale, nei dintorni della discoteca di Chambery dove entrambi erano stati a una festa. Dal caso di Estelle Mouzin, la bimba scomparsa nel 2003, lui è uscito. Allora aveva 19 anni, era già militare. Ma ll'estero nel giorno della scomparsa. L'assassino della bimba non è lui.

MARCIA IN BIANCO PER MAELYS

Centinaia di persone, tutte con una maglietta bianca e la scritta Maelys, hanno marciato ieri in sostegno della famiglia della bimba sparita e dopo il grave episodio vandalico avvenuto nella notte di Natale, quando ignoti hanno incendiato l'albero dedicato alla piccola. La madre di Maelys nell'antivigilia, aveva portato a Pont-de-Beauvoisin un albero di Natale di piccole dimensioni, con una foto della bambina e pochi semplici arredi. Ma nella notte qualcuno l'ha incendiato. Avrebbe poi dovuto essere accolto nella sala delle feste del paese dove lei sparì la notte tra il 26 e il 27 agosto. La mamma di Maelys, su Facebook, ha lasciato un commento amaro: "Ecco come la bestia umana si manifesta, una banda di psicopatici ha fatto questo ". La Gendarmerie si è unita al dolore della famiglia per "un gesto vile che dimostra il degrado morale di alcune persone". L'albero incendiato è stato sostituitoo da uno nuovo e subito sistemato nella discoteca, con le sue decorazioni natalizie e i peluches che tanto amava Maelys.

LUNGA LISTA DELLE POSSIBILI VITTIME DI LELANDAIS

Due ex militari, un cuoco, una ragazza, un'altra bambina di 9 anni. Quindi un'intera famiglia e un ciclista che ebbe la sventura di assistere a una strage, avvenuta in un bosco a colpi di mitra e di pistola. Sotto i cadaveri venne ritrovata miracolosamente in vita una bambina. I genitori erano di origine mediorentali, si pensò a una faida di matrice religiosa o politica, e familiare assieme. Secondo alcuni media, tutti i cold case avvenuti tra l'Isere, la Savoie e le regioni immediatamente circostanti potrebbero almeno in teoria essere ricondotti a Nordhal Lelandais, già in carcere per l'omicidio di Maelys e del caporale Arthur Moyer. Su questi due casi ci sono, come afferma il procuratore di Grenoble, indizi "gravi e concordanti". Sul resto solo deduzioni e supposizioni spesso ridicole, poichè la data dei precedenti delitti risale a più di sedici anni fa, quando Lelandais aveva circa 18 anni. Insomma, sarebbe meglio ricondurre la cronaca degli eventi ai fatti solo o almeno probabili, se non certi.

SI CERCANO A LTRI RESTI DEL CAPORALE

Non appena sara' possibile  riprenderanno le ricerche dei resti del caporale del cui corpo s'è recuperato solo il cranio e anche della povera Maelys. Sono cinque le indagini in corso per verificare se Nordhal Lelandais abbia avuto un ruolo, un qualsiasi ruolo, in queste tragedie che scuotono la Francia Intera. Le procure di Chambery edi grenobale stanno riapresndo uno dopo Nordhal Lelandais frequentava lo stesso club per militari assieme al caporale Arthur Noyer. Sul suo pc Nordahl Lelandais, 34 anni, l'ex militare in stato di fermo da mesi perché sospettato di avere sequestrato e ucciso Maelys, aveva fatto una serie di ricerche su questo tema: "Come fare sparire un corpo". Il suo avvocvato, Alain Jakubowicz s'è chiuso nel silenzio. E ora è indagato perchè, lo scorso aprile, potrebbe avere rapito e ucciso iò giovane caporale dell'esercito francese. Lelandais, nella sua cella del carcere di massima sicurezza a Saint-Quentin, è stato interrogato in queste ore dai procuratori di Chambery. Dopo. a botdo di un furgone della Gendamerie è stato riportato nella sua casa di Domassin, in savoie, per assistere alla perquisizione.  I detective della Scientifica hanno perquisito la sua cella e altri investigatori hanno posto sotto sequestro la sua villetta cinturando con pattuglie e blocchi tutta l'area. Nessun commento, per ora da parte del fratello Sven e dei genitori Jean Pierre e Christiane. Il Dauphiné Liberé ha dato per prima la clamorosa notizia, che hs destato in tutta la Francia emozione e sconcerto. La vittima è Arthur Noyer, 24 anni, scomparso nel nulla dopo una festa con i suoi commilitoni lo scorso 11 aprile ed era stato visto l'ultima volta mentre faceva autostop per tornare a casa dopo la serata. "Nono" e Noyer frequentavano gli stessi locali e quasi sicuramente si conoscevano da tempo. Chambéry e Pont-de-Beauvoisin (dove il 27 agosto è scomparsa Maelys) distano poco meno di 30 chilometri. Gli inquirenti avrebbero trovato "tracce importanti", in merito alle vicende di quella notte di aprile. Un testimone avrebbe visto Lelandais quella notte a Chambery, forse le immagini videoregistrate nelle ore della scomparsa di Noyer potrebbero avere ripreso l'AudiA3 grigia dell'ex militare nelle ore cruciali della scomparsa del caporale. Altri casi di persone sparite nel triangolo dell'Isere e della Savoie saranno riaperti nelle prossime ore. Cresce l'ombra di un serial killer. 

"INTERROGATE LA BABY SITTER"

 la baby sitter che era stata assunta solo per la serata della festa nella discoteca, è stata interrogata a fondo, è stata sentita quante volte, sono state verificate le sue affermazioni? Una donna, che secondo alcuni media francesi sarebbe vicina alla famiglia di Maelys (ma nessuna reazione ufficiale per ora) lancia un appello alla Gendarmerie a proposito della ventunenne che, attorno alle 24, aveva accompagnato i bambini più piccoli in una sala sopra la discoteca, in attesa che i genitori concludessero i festeggiamento per il matrimonio. Tra questi bambini c'era anche Maelys. E torna alla ribalta l'aspetto più importante: quando è stata vista per l'ultima volta Maelys nella sala? Per gli investigatori alle 2,46, per la difesa le 3,15. E lo afferma una cugina della madre della bimba, non un invitato qualsiasi. Se così fosse, Nordhal Lelandais avrebbe un alibi di ferro. A quell'ora era in discoteca. Pieno di cocaina.
PM SICURI, SULL'AUDI C'ERA MAELYS
La nuova linea della procura di Grenoble che ha blindato le notizie per evitare le fughe dei mesi scorsi non consente più ai media di aggiornare in tempo reale l'evolversi dell'inchiesta. Ma qualcosa, dal palazzo di giustizia di Grenoble, filtra egualmente. Il video di 6 secondi registrato dall'obiettivo di una camera di sicurezza del Comune (non di un negozio Carrefour come si pensava) che inquadra un'Audi A3 grigia sul ponte di Pont-de-Beauvoisin, secondo gli inquirenti è proprio quella di Nordhal Lelandais, in carcere dal 3 settembre con l'accusa di sequestro di persona e da pochi giorni anche di omicidio. Gli orari collimano con gli quelli della scomparsa di Maelys dalla sala delle feste e la figura seduta a fianco del guidatore "è sicuramente quella di Maelys De Arauyo", affermano i pm. Lo sarebbe per le dimensioni, per il vestito bianco scollato, per il taglio e la postura dei capelli neri. La difesa di Lelandais ha sostenuto che la sagoma bianca corrisponde a quella di una donna adulta, con un decòllete pronunciato del suo vestito bianco". Ma una fonte spiega che, quella sera, Maelys indossava proprio un vestito bianco scollato, con sopra una camicetta o giacca, sempre bianca. Per quanto riguarda invece le testimonianze, tra cui un familiare della bimba, che la individua nella discoteca dopo le 3, quando Lelandais era già rientrato nella sala, gli investigatori osservano che decine di altri invitati l'hanno invece visto per l'ultima volta attorno alle 2,30. I testi che confermano la tesi della difesa non sono più di tre, e ci sono dubbi sulla definizione esatta degli orari in genere, visto l'alto tasso alcolico che ha segnato quella tragica serata. Nel salire a bordo dell'Audi A3, con la scusa di giocare con i cani dell'ex militare, la bimba avrebbe potuto togliersi la leggera camicia che indossava. Il team dei super-investigatori della Gendarmerie si è concentrato sulla ricostruzione degli orari e dei movimenti della tragica notte tra il 26 e il 27 agosto. Se alcuni (due) testimoni fissano la presenza di Malelys ad oltre le 3, restituendo così una specie di alibi all'ex militare, altre decine affermano il contrario, cioè che si perdono le tracce della bimba dopo le 2,30, proprio quando il sospettato si allontana in auto dalla discoteca. In un eventuale processo, il peso schiacciate dei riscontri incrociati, tra gli impulsi raccolti dalle celle di telfoniche che tracciano gli spostamenti di "Nono" e la massa delle testimonianze contrarie alla tesi della difesa, per Nordhal Lelandais la situazione si farebbe assai critica. 
LA DIFESA "QUELLA SAGOMA E' DI UNA DONNA"
La resa dei conti tra accusa e difesa sulla scomparsa di Maelys è finalmente arrivata, emergono così gli elementi su cui divergono le parti. "Sagoma bianca, vestita di bianco, i capelli scuri e sciolti...l'ipotesi più probabile è che Maelys sia stata sequestrata alle 2,47, nell'arco di tempo successivo è stata trassdportato in auto via dalla festa  e uccisa, nella seconda parte il nascondimento del cadavere". Così replica Jakubowitz:"Alle 2.45, quando secondo la procura la bambina sparisce, Maelys è con i suoi familiari alla festa di nozze. "Voglio restare qui, mi sto divertendo, aveva detto la piccola ai familiari che le chiedevano se volesse andare a dormire. La sorella della nonna conferma questo orario e lo fissa alle 3 di notte, la bimba era dentro la sala e molti testimoni lo hanno confermato. Altri testi affermano che solo dopo le 2,10 è scattato l'allarme. Altro teste: Maelys l'hanno vista tutti, cantava, danzava. Un cugino della madre  fissa l'orario alle 3,15 ancora più in là. Alle 3,30 nessuno era ancora inquieto per Maelys e tutti hanno visto Nordhal Lelandais, a quell'ora, nella sala. Per quanto riguarda la "sagoma bianca": "Chi parla di una sagoma di una bimba non è obiettivo, non è vero che appartiene a una bambina. Si distingue effettivamente una passeggera con i capelli lunghi e scuri, ma la bimba aveva i capelli raccolti. Durante la festa indossava un vestito con un colletto girocollo, mentre la donna nell'auto ha un profonda scollatura ed è una delle poche cose che si può distinguere nella foto".
IL PADRE DI NONO: "MIO FIGLIO PERSEGUITATO E' INNOCENTE"
Il padre di Lelandais, Jean Pierre dopo mesi di silenzio ha deciso di sostenere l'innocenza del figlio in un'intervista a una radio francese. Lo ha fatto con toni accorati e con grande fermezza: "'Nono' è un ragazzo buono, adora i bambini, non puà avere fatto del male a quella piccola. E' vittima di uno spaventoso errore giudiziario, svogliono trovare un colpevole a tutti i costi ma la sua innocenza  verrà presto dimostrato". Stesse posizioni della moglie Christine, da cui è separato da tempo, e dal fratello maggiore Sven. Come promesso. Dopo due mesi di silenzio ("Per non intralciare il lavoro della procura", ha precisato polemicamente), l'avvocato di fiducia di Nordhal Lelandais, Alain Jakubowitz, passa all'attacco. E lo fa durante il talk-show dell'emittente tv francese Bfm. "Il procuratore, nella conferenza stampa, ha dato indicazioni che non corrispondono alla realtà del dossier della Gendarmerie. Gli orari della scomparsa vengono spostati in base alle esigenze dell'accusa. Maelys alle 3 era ancora nel locale ma la scomparsa viene anticipata...E la sagoma bianca nel sedile dell'auto che non sappiamo in realtà di chi è, per dimensioni e caratteristiche, sembra più corrispondere a un adulto piuttosto che a una bambina. Appartiene più a una donna, per dimensioni e prospettiva, che a una bimba. Difenderò il mio assistito sino all'ultimo grado di giudizio, si rischia di lasciare passare, per le esigenze di media e di una parte dell'opinione pubblica, un grave errore giudiziario". Ma le ricerche del corpo continuano. Il procuratore ha detto che il ritrovamento del cadavere di Maelys avrà un'importanza fondamentale per l'inchiesta. E le battute, con grande dispiego di mezzi della Gendarmerie non si sono mai nè rallentate nè tantomeno interrotte. L'ex militare non cede di un millimetro e durante gli interrogatori ha un atteggiamento di sfida verso gli inquirenti.

LE PREMESSE DELLO SCONTRO PROCURA-AVVOCATO
Dopo avere assunto la difesa di Nordhal Lelandais, il noto e abile avvocato di Lione Alain Jakubowicz, aveva scelto la strada del silenzio, soprattutto dopo avere accusato - con un esposto parzialmente accolto - la procura e la Gendarmerie di continua fughe di notizie sull'inchiesta. Ma venerdì il capo della procura, Jean Yves Coquillat, aveva tenuto dopo l'interrogatorio durato 8 ore del sospettato, una conferenza in cui aveva annunciato di avere contestato all'ex militare anche l'accusa di omicidio, lasciando intendere comunque che gli inquirenti hanno buone carte in mano per sostenere la sua colpevolezza, in particolare l'immagine della "sagoma bianca" nella foto dell'auto di Lelandais. Ebbene, ieri sera con un tweet, l'avvocato Jakubowicz ha sciolto la riserva e lunedì, negli studi della  BFM TV, nel seguitissimo talk show di Ruth Elkrief. Perchè è importante? Per la prima volta sarà possibile sapere quali sono sono gli esiti della contro-indagine, condotta dallo staff dell'avvocato, sulla scomparsa di Maelys. Un'indiscrezione riguarda l'esame dei profili dei 180 ospiti della festa di Pont-de-Beauvoisin: 10 uomini avevano precedenti per reati sessuali e anche di pedofilia. Sono state condotte indagini approfondite anche nei riguardi di queste persone? Su questo ed altri aspetti, assai delicati, l'avvocato di Lione, che fu parte civile contro il boia nazista Barbie, spiegherà la sua posizione. 
LA "SIHLOUETTE BLANC" CHE INCHIODA L'ASSASSINO
L'Audi A3 di Nordhal Lelandais, poco dopo le 1,30 di notte del 27 agosto sfrecciava sulla strada che collega la discoteca di Pont de Beauvosin con il paese e le immeditata vicinanze. Una videocamera di si curezza di un negozio fotografa la'uto  frontalmente. Ma è immagine lontana dall'autofocus, centrato sull'ingresso. Restituisco uno scorcio dell'abitacolo confuso e poco illuminato. Il guidatore non si vede. Sul posto del passeggero c'è però una sagoma bianca. Non si vede il volto, non si vedono i lineamenti. E' una piccola sagamo bianca  con una massa di capelli scuri. Le dimensioni sono quella di una bambina. Maelys era vestita completamente di bianco, ha i capelli neri. La stessa videocamera riprende la stessa auto nel percorso di ritorno verso la discoteca, attorno alle 3.00. La sagama bianca, l'ombra di Maelys secondo gli investigatori, non c'è più. Unita agli altri indizi, alle contraddizioni rese anche nell'ultimo interrogatorio, sembrano inchiodare Nordhal Lelandais, 34 anni, ex militare congedato per problemi comportamentali (uso di droghe) al suo orribile e atroce assassinio. Lui nega, dice che quell'auto non è la sua, ma gli inquirenti - chiusi nel silenzio dopo le fughe di notizie - forse sanno molto di più di quanto non è già emerso.
IL PROCURATORE: "ORE IMPORTANTI PER L'INCHIESTA"
I gendarmi, su mandato della procura di Grenoble che hanno subito avvisato gli avvocati della difesa, erano andati a prelevare nella sua cella Nordhal Lelandais nella mattina per il primo interrogatorio dopo quello sostenuto il 3 settembre. Il confronto, inziato intorno alle 9, è terminato nel tardo pomeriggio, interrotto solo da una breve pausa pranzo, condotto da tre giudici, due uomini e una donna, coordinati dal procuratore Jean Yves Coquillat. Alle 18,15 il procuratore ha tenuto una conferenza  stampa (video di Bfm Tv) in cui ha definito la giornata "importante" per l'inchiesta sul destino di Maelys. L'avvocato di Nono, Alain Jakubowitcz, seguito da due suoi collaboratori, non ha voluto dire nulla ai cronisti sul contenuto dei verbali. Contemporaneamente una squadra di 12 gendarmi con le unità cinofile ha controllato centimetro per centimetro un terreno non distante da Pont-de Beauvoisin, dove Maelys potrebbe essere stata sepolta dopo essere stata uccisa tra l'1,30 e le tre di notte del 27 agosto, quando scomparve dalla Sala delle Feste del paese in cui era in corso un matrimonio di amici dei genitori. Secondo indscrezioni, al centro del confronto ci sarebbero due foto scattate da una videocamera di sicurezza di un negozio in quelle ore cruciali: ambedue hanno ripreso l'Audi A3 di Lelandais. Nella prima si distingue un alone bianco, una sagoma di una bambina con una capigliatura scura, vicino al guidatore, che potrebbe rappresentare la presenza della piccola appena rapita, quella sera vestita di bianco e dai lunghi capelli neri. Non si distingue il volto, né altri dettagli, ma quando l'Audi rientra nel parcheggio della discoteca, dove erano già in corso le ricerche della bimba, l'immagine mostra un'area nera al posto dell'alone bianco. A quell'ora, forse, Maelys non era più nell'auto ma già morta e nascosta in una zona ancora sconosciuta. Il verbale sarà secretato, la procura ha formato una squadra di 10 investigatori selezionati della Gendarmerie che si dedicano unicamente al caso. Sono stati annullati i primi due interrogatori ma ora i nagistrati hanno riproposto a Lelandais le stesse domande e non ci sono così ulteriori danni all'inchiesta. Nordhal Lelandais continua a negare e non ha formalmente come sua l'auto ripresa quella notte dall'autovelox. "Non ho ucciso la bambina, ho detto la verità, quell'auto non è la mai, ha caratteristiche diverse", ha ripetuto senza mai dare segnali di cedimento. Ma gli inquirenti, al di là delle dichiarazioni formali, appaiono molto soddisfatti dell'esito del primo interrogatorio a cui ne seguiranno presto altri. E "Nono" resterà in carcere, con una nuova accusa: quella di omicidio.
UN VIDEO DELLA MAMMA PER RICORDARE MAELYS
Jennifer, la mamma di Maelys, ha postato un video commovente sul suo profilo Facebook. Ci sono nuove foto di Maelys, e un semplice e la musica della canzone Si t'etait là di Louane. Tre mesi dopo la scomparsa di Maelys De Arauyo, 9 anni, sparita nel nulla nella notte tra il 26 e il 27 agosto dalla sala delle feste di Pont-de-Beauvoisin dove si celebravano le nozze di una coppia della zona, l'inchiesta è ancora avvolta dal mistero. C'è un sospettato, in carcere dal 3 settembre: si chiama Nordhal Lelandais, ha 34 anni, è un ex militare congedato per "problemi psicologici", con una serie di precedenti penali per spaccio di droga e un incendio doloso di un locale. Il suo racconto di quella notte è inquietante, pieno di buchi e contraddizioni. In paese la gente vive in un clima di oppressione e dubbi, nella speranza di scoprire presto cosa è veramente accaduto quella notte. La Gendarmerie nel frattempo è finita sotto inchiesta per la fuga di notizie.
INTERROGATORI NULLI, ATTESA OGGI LA DECISIONE DEI GIUDICI
Domani i giudici della corte d'Appello di Grenoble decideranno se accogliere o meno il ricorso dell'avvocato di Nordhal Lelandais, Alain Jacubowitz, in cui si chiede di annullare i primi due interrogatori per un vizio di forma. La Gendarmerie non avrebbe regIstrato i primi confronti dopo il fermo di polizia. Sarà un momento decisivo per il proseguimento dell'inchiesta. Gli avvocati della famiglia De Araujo seguono con grande tensione l'evolversi del procedimento giudiziario, sono infatti assolutamente contrari a vedere l'indagine dei gendarmi dimezzata come vorrebbe la difesa dell'ex militare. Il loro avvocato, Fabien Rajon, non s'è ancora ufficialmente pronunciato, prima di farlo attende la decisione dei giudici.
IL FRATELLO DI NORDHAL CONTRO I FAMILIARI DI MAELYS
Duro lo scontro tra Sven, il fratello maggiore di Nordhal Lelandas, e alcuni familiari di Maeylis. E' avvenuto su Facebook, dove Sven ha inserito un gruppo di sostegno per il fratello in carcere, considerato innocente. Un cugino della bimba ha scritto una serie di post in cui metteva in evidenza le presunte responsabilità dell'ex militare e la replica è stata durissima: minacce di azioni legali e di pesanti sanzioni finanziarie. Un'altra familiare di Maelys ha però ricordato a Sven Lelandais, sempre su FB, che il fratello, oltre a essere sospettato del sequestro della bambina, era stato congedato dall'Esercito per comportamenti "instabili", a cui si erano aggiunte le dichiarazioni delle sue ex fidanzate che lo avevano definito "bugiardo, manipolatore e violento". Sven Lelandais denuncia però che "la sua famiglia continua a ricevere minacce, madre e fratelli compresi". E ora ha paura, poiché a breve dovrà lasciare la Savoia per alcuni mesi per questioni di lavoro e teme all'idea di lasciare sola la madre. "Quando Nordhal sarà libero, terrà una conferenza stampa e spieghera tutto quello che è successo. Credevo che i genadrmi fossero imparziali nel condurre le indagini, invece non è così: hanno montato un caso giudiziario senza prove e indizi, fa bene la procura a perseguirli. Mio fratello è completamente innocente", ha detto a France Soir.

INTERROGATI I GENDARMI ACCUSATI DELLE FUGHE DI NOTIZIE
Una decina di agenti impegnati nell'inchiesta sulla scomparsa di Maelys sono finiti sotto esame della procura di Grenoble per la fuga di notizie denunciata dalla difesa di Nordhal Lelandais. Saranno al più presto interrogati tra lo sconcerto e il disagio della famiglia della vittima, che ha già avuto modo di manifestare, attraverso il proprio avvocato di fiducia, Fabien Rajon, la "solidarietà e la riconoscenza" alla Gendarmerie per l'impegno e per i risultati della prima fase delle indagini. Non è escluso che gli investigatori vengano iscritti nel registro degli indagati, con il pericolo reale di rallentare e indebolire ulteriormente un'inchiesta difficilissima. La strategia della difesa è semplice: il silenzio. Lelandais, fermato il 3 settembre e da allora in carcere, non chiede più di essere interrogato pe dimostrare la sua innocenza il suo avvocato, Alain Jakubowicz, ha chiesto e ottenuto un rinvio sine die per l'interrogatorio già previsto due settimane fa.
UN TESTE: "LELANDAIS PORTO' DOSI DROGA IN DISCOTECA"
Un imprevedibile assist alla difesa: un testimone della festa di nozze in cui è scomparsa Maelys, conferma la versione di Lelandais quando aveva affermato di essere uscito più volte dalla discoteca per comprare cocaina per gli invitati. Lo ha confidato il sedicente Jean Marc a un cronista di France Soir: "Tutti sapevamo che Nordhal era un piccolo spacciatore della zona, era stato invitato proprio per questo, non so esattamente quando, forse nelle ore della scomparsa della bambina, ma lui era tornato con la 'coco'". Cioè la cocaina. Tutti i 180 invitati hanno però negato di avere fatto uso di stupefacenti quella notte, rendendo più grave la versione di Lelandais, a quel punto non più in grado di spiegare perchè si era allontanato tre volte nella stessa notte. Alcuni testi avrebbero mentito con la polizia per timore di essere indagati o segnalati per l'uso di stupefacenti? Un round, dunque, a favore del sospettato che in questo modo sarebbe credibile quando afferma di essere uscito dalla discoteca per acquistare dosi di cocaina da un pusher che però non è stato in grado di indicare. 
RITRATTO DELL'AVVOCATO DI LELANDAIS
Chi è il principe del foro che sta minando alla radice le indagini sulla scomparsa di Maelys de Arauyo? Nelle grandi vicende di "nera" gli avvocati molto spesso diventano, loro malgrado, protagonisti di primo piano, specie nei casi di indagini così controverse e complesse. Alain Jakubowicz ha 64 anni, vive e lavora a Lione. I suoi genitori, emigrati in Francia nel 1933 sono di origine austro-polacca e hanno dovuto trovare rifugio per il pericolo di essere deportati, in quanto ebrei. E' un uomo fortemente impegnato in battaglie civili e politiche, in particolare contro ogni forma di razzismo, e spesso ha dato il patrocinio gratuitamente in cause che riteneva importanti sotto il profilo morale e sociale. Dopo una breve attività politica, nel 1976 ha fondato il suo studio legale a Lione, specializzandosi nel diritto commerciale, penale, nelle mediazioni, nella difesa delle leggi sulla stampa e la tutela della memoria della Shoah. Ha rappresentato la parte civile nei processi contro i collaborazionisti francesi e i criminali nazisti, ma ha anche tutelato le famiglie delle vittime del tunnel del Monte Bianco e del volo Rio-Parigi AF 447. Infine ha difeso il giocatore della nazionale Valbuena in merito alla diffusione di video privati anche da parte di altri atleti. 

In queste presidenziali ha votato per Macron, mentre in passato è stato consigliere per i diritti civili per conto di alcune amministrazioni di Lione. Ha detto più volte di avere "il cuore a sinistra". E' un avvocato che nelle sue arringhe usa un linguaggio assai tecnico e raramente si lascia andare a onde emotive o retoriche. In Francia è considerato tra i legali più capaci e influenti, ma ha anche lavorato in altre nazioni europee. La famiglia di Nordhal Lelandais ha scelto dunque l'avvocato più temuto ed apprezzato, anche per la sua capacità di sfruttare, a favore del suo assistito, ogni errore, anche il più insignificante, commesso dall'accusa. 
INTERROGATORI NULLI, MERCOLEDI' LA DECISIONE 

L'inchiesta sulla scomparsa di Maelys entra in una fase decisiva e potrebbe, alla fine, favorire la posizione dell'unico sospettato, Nordhal Lelandais. Vediamo perchè. Oggi la Corte d'Appello di Grenoble ha esaminato l'istanza dell'avvocato difensore di "Nono", Alan Jakubowicz che aveva segnalato, con un esposto, un presunto ma vistoso errore di procedura. Se i giudici gli daranno ragione, i verbali resi per tre volte nella prima fase dell'indagine potrebbero essere annullati e non più utilizzabili contro l'ex militare, in carcere dal 3 settembre scorso ma posto in stato di fermo, e quindi interrogato, il 31 agosto e quindi scarcerato tre giorni dopo per 2mancanza di indizi".  I media francesi analizzano il modo di procedere del noto avvocato di Lione, un principe del foro abituato a battaglie assai impegnative, che ha scelto con i media la strada del più assoluto silenzio. Era solo trapelato che ad ottobre aveva presentato un esposto per la fuga di notizie e la procura di Grenoble aveva aperto un fascicolo mettendo nel mirino la stessa Gendarmerie. Ma la partita è appena agli inizi, i legali della famiglia osservano invece che quelle carte sono tuttora "pienamente valide", poichè, quando Lelandais fu sentito per la prima volta, non c'era ancora un'inchiesta in corso su un reato specifico, ma solo accertamenti in merito alle recentissima scomparsa di Maelys. In questo caso le video-registrazioni non sono previste, dunque nessun errore di procedura, ma obbligatorie solo quando l'interrogato non è più un semplice testimone ma un indagato a tutti gli effetti di un reato penale. E quelle testimonianze potranno essere dunque usate contro Lelandais. L'avvocato punta al colpo grosso: far decadere tutti e tre gli interrogatori resi dal suo assistito, togliendo all'accusa le stesse ragioni per cui Lelandais è tuttora in carcere. Se ciò avvenisse, dovrebbe essere scarcerato nel volgere di poche ore. Anche perchè del corpo di Maelys non è stata trovata alcuna traccia. Se mai dovesse prevalere la tesi di Jacubowicz, l'indagine ripartirebbe quasi da zero, diando un'impressione, osservano i media francesi, di una prova di "dilettantismo" di inquirenti ormai delegittimati.

RICERCA NEI CORSI D'ACQUA VICINO ALLA DISCOTECA

Ancora ricerche nei corsi d'acqua e nei laghi del Nord Isere. Questa volta i sommozzatori della Gendarnerie si sono immersi in alcuni corsi d'acqua nel comune Saint-André-le-Gaz, in una zona che il sospettato, durente le sue tre uscite dalla sala delle feste di Pont-de-Beauvoisin, avrebbe potuto raggiungere nell'arco ddi quei minuti decisivi nella scomparsda di Maelys. DSono infatti solo 11 i chilometri che separano la zona delle richerche dal parcheggio della discoteca dove, la notte le 26 agosto, è scomparsa la piccola. Perchè è importante questo passaggio? Lelandais ha detto di essersi allontanato quella notte per comprare la droga da un pusher di Saint-Albin, poco distante dal locale. Ebbene, una parte del percorso è compatibile con i laghetti di Saint-André-le-Gaz. La sensazione è che, dopo il pericolo di fughe di notizie, gli inquirenti abbiano già raccolto altri indizi, se non certezze, nel più assoluto riserbo. 
DIFESA ALL'ATTACCO: INTERROGATORI NULLI
Alan Jakubowicz, l'avvocato di fiducia di Nordhal "Nono" Lelandais, ha presentato un'istanza al Tribunale di Grenoble per ottenere l'annullamento dei primi interrogatori sostenuti dall'ex militare sostettato del rapimento di Maelys. Secondo il legale, la Gendarmerie non avrebbe seguito, nei confronti di Lelandais, le procedure previste dal codice di procedura penale francese. Non sarebbero infatti avvenute le video-registrazioni. Il Tribunale s'è riversato di decidere il 21 novembre, nel frattempo l'uomo resterà in carcere, mentre si allungano i tempi del confronto, molto atteso, tra gli inquirenti e l'accusato, proprio a causa delle iniziative della difesa che non parla con i giornalisti ma è molto attiva sul fronte giudiziario. L'unico interrogatorio che è nella piena validità è quello del 3 settembre, quando Lelandais fu incarcerato dopo avere ammesso che la bimba, che ha compiuto 9 anni pochi giorni fa, era salito la notte del sequestro a bordo della sua auto.
"GLI AFFIDAVO MIA FIGLIA DI SEI ANNI"
Magalì, un'amica del cuore di Nordhal Lelandais è una dei pochi testimoni che avevano avuto modo di parlare con "Nono", dopo che era stato scarcerato alla fine di agosto, per poi essere di nuovo incarcerato dopo la scoperta del Dna di Maelys sulla sua auto. Questa donna di 31 anni continua a difendere il suo ex fidanzato e va oltre: "Ho una una figlia di 6 anni - aveva detto ai cronisti de Le Parisienne - e a lei avevo chiesto se mai Nordhal avesse avuto comportamenti sospetti. Lei mi ha rispisto di no. Negli anni che ci siamo frequentati s'è sempre comportato bene, conosco anche tutte le sue ex, insomma forse è vittima di un terribile equivoco". Tipo? "Maelys potrebbe essere stata vittima di un incidente e lui, preso dal panico, è fuggito e ha fatto qualcosa di sbagliato, ma è un uomo assolutamente pacifico, non può aver fatto volontariamente del male a una piccola bambina. Quando s'è congedato ha chiesto che gli venisse affidato il suo pastore Malinois, Tyron. Adora i cani, sono la sua passione. E' stato solo sfortunato". 
TENSIONE PER LA DATA DELL'INTERROGATORIO
Dieci settimane di inchiesta. La data dell'interrogatorio dell'unico sospettato, Nordhal Lelandais, in stato di fermo dal  settembre, è rinviato sine die. La difesa ha presentato un esposto alla procura di Grenobale in cui chiede l'annullamento, per vizio di forma, dei primi interrogatori. Resterebbe valido solo quello del 3 settembre, video registrato, ma lo scontro tra giudici e Gendarmerie ha resto più difficile un'inchiesta partita sotto l'auspicio di chiudere il caso in pochi giorni. Invece il corpo di Maelys, le cui speranze di ritrovarla in vita sono ormai ridotte a zero, non si trova e la posizione di Lelandais in carcere rischia di diventare imbarazzante per la magistratura. Gli indizi contro di lui sono "numerosi, univoci e concordanti". Il prossimo round, comunque non lontano, sarà decisivo per le sorti dell'ex militare che in carcere ha mantenuto una gelida freddezza, senza lasciare trapelare alcun segno di cedimento. Suo fratello Sven e la madre Christine, insistono: "E' innocente, vittima di un complotto della Gendarmerie per trovare un colpevole qualunque, quella notte alla festa di matrimonio c'erano dieci uomini con precedenti penali per episodi di pedofilia, alcuni avevano l'interdizione perpetua, perchè non hanno investigato su di loro, sui loro movimenti?". Sarà. Ma le tracce del Dna di Maelys, che ha compiuto 9 anni in queste ore, sono state trovate sulla sua Audi, ha ammesso che la bimba è salita nell'abitacolo, che era con lei poco prima della scomparsa, che s'è allontanato per tre volte dalla festa e l'ultima nell'arco di tempo in cui è sparita la bimba e che non è stato in grado di dare un alibi credibile. E poi altri aspetti inquietanti. Ma la partita è appena iniziata e lui, per ora, sembra in vantaggio.
"TANTI AUGURI DI COMPLEANNO, MAELYS"
Maelys De Arayuo ha compiuto 9 anni e tutta la collettività di Mignovillard, nello Jura, ha voluto festggiare in modo gioioso, sono stati lanciati palloncini in cielo, le mamme e i papà, i compagni di scuola, avevano cartelli e scriscioni con su scritto "Maelys è con noi". E' stato un momento di grande commozione ma anche di affetto e amore concreto verso mamma Jennifer e papà Joachim che hanno voluto essere presenti a quella che ha voluto essere una festa vera.
 IL CONFRONTO TRA SOSPETTATO E GIUDICI
Gli avvocati difensori di Nordhal Lelandais hanno studiato le carte messe a disposIzione su Nordhal Lelandais, indizi e prove, e ora sono pronti a sostenere quello che viene considerato l'interrogatorio decisivo. Potrebbe essere già martedì o venerdì, nel Tribunale di Grenoble, sono in corso in queste ora contatti tra la procura di Grenoble e i legali di fiducia dell'ex militare, mentre si avvicina la prima scadenza del primo periodo di carcerazione preventiva, che può prolugarsi sino a quattro anni. Erano stati gli avvocati dello studio legale di Lione a chieder eun rinvio, ora l'attesa è finita. Lelandais, in carcere, ha avuto il tempo di mettere a fuoco una linea difensiva su tutti gli aspetti della vicenda e le contestazioni eventuali della procura. Dalla sua ha un fattore importante: i primi confronti non sono stati videoregistrati come vuole la procedura penale francese e non possono essere utilizzati. E' valido solo l'interrogatorio del 3 settembre, avvenuto con tutti i crismi legali. Sosterrà la sua piena innocenza ma forse gli inquirenti, nonostante lo scontro tra giudici e Gendarmerie, hanno qualche elemento nuovo, tale da imprimere l'attesa svolta decisiva alle indagini.
POLEMICHE SULLA RACCOLTA PER BENEFICENZA
Un sito specializzato in racolte di denaro a scopo di beneficienza ha raccolto 60 mila euro da destinare alle spese legali sostenute dalla famiglia di Maelys. Ma molti hanno osservato, non benevolmente, che sulla colletta ancora in corso in grado di superare entro breve tempo il traguardo dei 100 mila euro, grave una specie di guadagno per la piattaforma web. I media francesi si sono messi in contatto con i responsabili del sito che hanno promesso di rinunciare alla percentuale di denaro, ma senza un impegno preciso. Intanto la procura di Grenoble lascia intendere che i rapporti con la Gendarmerie non si sono ancora appianati. La "continua fuga di notizie - lamentano i magistrati - rischia di compromettere le indagini, anche perchè alcune notizie pubblicate con enfasi dai media erano ignote agli stessi inquirenti della procura o comunque non rispondenti al vero". Soprattutto per quanto riguarda l'auto ripresa dalle videocamere di sorveglianza che fu presentata senza esitazioni come quella di Lelandais. Ebbene, osservano gli inquirenti, i riscontri non sono ancora conclusi.
LA MADRE DI LELANDAIS CONTRO I GENDARMI
La madre di Nordhal Lelandais, Christiane, sferra un attacco durissimo, attraverso i microfonI della radio francese Rtl, alla Gendarmerie che dal giorno della scomparsa di Maelys indaga sul figlio: "La Gendarmerie ha diffuso notizie segrete e non provate contro mio figlio, è giusto che venga estromessa dall'inchiesta, è in atto un accanimento giudiziario e mediatico contro Nordhal, è necessario l'intervento di una forza di polizia libera da pregiudizi, bene ha fatto la procura di Grenoble ad aprire un'insagine contro chi viole sistematicamento il segreto d'ufficio". La presa di posizione della donna ha provocato, un modo indiretto, una reazione da parte dei legali della famiglia di Maelys che hanno invece invitato la procura a non estromettere la Gendarmerie dall'inchiesta, sottolineando che la loro fiducia, nei confronti degli investigatori che seguono la vicenda sin dall'inizio, è "immutata e consolidata anche in base agli ultimi sviluppi". Intanto è scaduta la pausa di riflessione che hanno chiesto i legali di Lelandais per sostenere il prossimo interrogatorio, rinviato l'altra settimana su richiesta della difesa. L'ora del confronto decisivo tra accusa e difesa si va dunque avvicinando.
GENDARMI SOTTO INCHIESTA
Ormai è guerra aperta. La procura di Grenoble, che coordina le indagini sulla scomparsa di Maelys ha messo sotto inchiesta la Gendarmerie che ha sino ad ora indagato sulla scomparsa della piccola. Il rischio à che il fascicolo sia trasferito alla Police National, mentre i responsabili della Gendarmerie rischiano di essere incriminati per le presunte fughe di notizie. Un fatto assai grave, alla vigilia dell'interrogatorio di Nordhal Lelandais che potrebbe ormai essere decisivo.
SUPERTESTE CONTRO LELANDAIS
"Sono sicuro, Nordhal Lelandais, mentre le ricerche di Maelys erano appena iniziate, finse di avere un malore e mi chiese di accompagnarlo della toilette della sala da ballo perchè barcollava, diceva di avere nausea...lo seguii per qualche istante, si chiuse nel locale e ne uscii qualche minuto dopo...poi lo vidi totalmente disinteressato alle ricerche e qalche minuto dopo se ne andò. Sembrava perfettamente lucido, come se quel malore non fosse mai avvenuto. Non indossava più gli short bianchi di prima ma altri vestiti..". E' una testimonianza importante, quella di un ospite della festa che conosceva bene il sospettato. Nel corso della notte, s'era allontanato tre volte dalla sala da ballo, e ora era rientrato dopo l'ultimo allontanamento, quello che lui, con i gerdarmi, aveva giustificato per la necessità di cambiarsi gli short sporchi di vino rosso e di vomito. Le prime due, tracciate dal traffico dati del suo secondo smartphone, rimasto acceso ma solo per errore, l'altro apparecchio era infatti spento, quello che lui usava abitualmente, era stato effettuato per rifornirsi di cocaina nel paese vicino. Perchè simulare un malore? Il teste aveva subito avuto l'impressione, senza sapere ancora del rapimento della bimba, di uno strano e incomprensibile atteggiamento. Forse il tentativo di crearsi un alibi per quei minuti cruciali e per dare una spiegazione al cambio di abiti, peraltro mai ritrovati.
CONTO ALLA ROVESCIA PER L'INTERROGATORIO
Si avvicina il momento dell'interrogatorio per Nordhal Lelandais, il solo sospettato del delitto. Due i punti cardine del confronto con i giudici di Grenoble, che dovrebbe tenersi forse già venerdì in carcere. Il primo riguarda la foto dell'AudiA3, ripresa dalle videocamere di sicurezza di un negozio di Pont De Beauvoisin, in cui a fianco del guidatore, Lelandais, appare una macchia bianca. il colore del vestito che indossava la bambina sparita. La seconda il filmato finale delle operazioni di lavaggio dell'auto, durate 2 ore e 17 minuti. Gli investigatori attendono gli esiti dell'esame dei filtri dell'asirapolvere usato da Lelandais nell'autolavaggio. Due ore e 17 di lavoro per togliere ogni traccia dall'interno dell'automobile. Intanto la procura di Grenioble apre un'inchiesta sulla fuga di notizie dalla polizia giudiziaria ai media. Esposto dei legali di Lelandais.
I GENITORI VIA DALL'ISERE: "TROVINO IL CORPO PRESTO"
Joachim e Jennifer, i genitori di Maelys lasciano l'Isere e tornano nella casa di Mignovillard, nello Jura, nella casa di Rue du Calvaire che avevano lasciato per andare alla festa di matrimonio di amici, assieme alla loro bimba. Da quando Maelys è sparita, loro erano rimasti nel Nord Isere con la vana speranza di riabbriacciarla. Ad aspettare invano Maelys anche i suoi tre cagnolini, che adorava. L'orco avrebbe sfruttato proprio questa sua passione per convincerla a seguirlo, mostrandole le foto dei suoi due lupi "Dai vieni, ti faccio giocare con loro, sono qui vicino...". Potrebbe averle detto. Oggi hanno perso ogni speranza e, anche senza dirlo in modo esplicito. sperano solo che la Gendarmerie restituisca il corpo della bambina. 
DOPO LA FOTO, INTERROGATORIO RINVIATO
Gli avvocati di Nordhal Lelandais hanno chiesto e ottenuto il rinvio dell'interrogatorio che si doveva tenere venerdì. Vogliono vedere le ultime carte, prima di affrontare un confronto che potrebbe essere decisivo per il loro assistito; la svolta nelle indagini, c'è e forse fra breve sapremo qualìè stata la sorte di una bimba di nove anni strappata da un mostro ai suoi affetti. La procura non smentisce nè conferma la notizia dell'immagine dell'Audi A3 di Nordhal Lelandais fotografata nelle ore cruciali della scomparsa di Maelys da una videocamera di sicurezza di un negozio (non di un autovelox) di Pont-de-Beauvoisin, la notte del 27 agosto, tra le 2,30 e le 3 della domenica. I tecnici della polizia avrebbero individuato, nel sedile a fianco del guidatore, una "macchia bianca". Il guidatore, invece, è stato riconosciuto senza ombra di dubbio in Lelandais. Non si distingue il volto del passeggero al suo fianco, ma solo un vistoso alone bianco. E di bianco era vestita Maelys la notte della scomparsa, il 27 agosto. La notizia era stata diffusa tempo da dai cronisti del Dauphine Libere, già a settembre, ma era stata seccamente smentita dalla procura di Grenoble, in quanto la descrizione dell'immagine era troppo precisa, ed apriva uno scenario per l'accusa quasi da rendiconto finale. Adesso invece il significato è diverso, meno definitivo: quella "macchia bianca" potrebbere essere un indizio in più, di certo molto suggestivo, mentre i gendarmi della Scientifica stanno ancora analizzando tutta la sequenza di immagini utilizzando i sistemi più sofisticati per dare un volto a quella che, per ora, è solo una piccola ombra bianca. La procura apre un'inchiesta sulla fuga di notizie ma riconosce ai giornalisti la facoltà di pubblicare quanto sanno. Rinviato, dopo gli ultimi sviluppi, l'interrogatorio di Lelandais che doveva tenersi venerdì.
DETENUTO MODELLO, GELIDO E SILENZIOSO
L'enigma di un detenuto modello, mentre il suo avvocato difensore attende, senza fretta, di muovere le sue pedine in attesa di una non improbabile e prossima scarcerazione. Nessun proclama, nessuna dichiarazione ai media: la difesa di Nordhal "Nono" Lelandais ha scelto per ora la linea del silenzio non perchè non abbia argomenti da proporre all'opinione pubblica, ma perchè il trascorrere del tempo lavora a favore del'ex militare che, nel 2008, scontò una pena per incendio doloso non in carcere ma con alcuni mesi di braccialetto elettronico. Il corpo di Maeylis non si trova, lui si sente forte delle deposizioni in cui non ha mai dato segni di cedimento, nè è mai incorso in evidenti contraddizioni. In carcere è silenzioso, metodico nell'affrontare i ritmi quotidiani, sempre presente ai colloqui con i familiari. "Ripete di essere innocente e di avere fiducia negli inquirenti, contro di lui, dice, solo suggestioni e sfortunate coincidenze", spiega un operatore. Una risposta per tutte le domande, in uno gelido slalom tra evidenti bugie e vuoti di memoria. Ma per ora la partita tra accusa e difesa è ancora molto aperta. L'avvocato Alain Jakubowicz non ha mai detto una sola parola dal giorno in cui ha rilevato il collega Bernard Meraud nel difficile incarico. Dal suo punto di vista, il silenzio è l'arma migliore. Lelandais si guarda bene dal chiedere un nuovo interrogatorio: il primo, in 31 agosto, non potrà essere usato in un eventuale processo perchè non fu, per errore, registrato, come prevedenono le procedurte d'Oltralpe.
LE OMBRE NEL PASSATO DI LELANDAIS
Episodi inquietanti emergono dal passato di Nordhal Lelandais, ora molto più definito nel profilo elaborato da un team di crimonologi e psichiatri su incarico dei magistrati di Grenoble che coordinano l'inchiesta. Istruttore cinofilo nel 132° Battaglione Fanteria La Marne per cinque anni, tra il 2002 e il 2007, tentò di dedicarsi alla gestione di un ristorante. L'unità militare era specializzata nella ricerca di esplosivi e nel rilevamento di armi o stupefacenti, anche con unità cinofile. Fu riformato a causa del "comportamento psicologico instabile". E' stato condannato a un anno di carcere nell'aprile 2009 per l'incendio del ristorante "La Plage" a Paladru, in isère, che avrebbe commesso nell'ottobre 2008 con due complici per vendicarsi di un presunto torto subito da quello che era un suo socio nella gestione del locale. 
RIPRENDONO LE RICERCHE DEI LAGHI DELLA SAVOIE
I sommozzatori della Gendarmerie di Valence et d'Aix-les-Bains hanno controllato il lago di Saint-Felix nel Comune di Saint-Didier-de-la-Tour. Intanto le ultime perizie perizie sulle tracce di Dna chiariscono il punto esatto in cui è stata trovata la traccia del profilo genetico di Maelys, che si confonde e si sovrappone con quello di Nordhal Lelandais. Esattamente sull'interruttore della luce, tra il cruscotto e la portiera sinistra. Per gli investigatori è la prova che erano sull'Audi A3 nello stesso momento. Un macigno per la posizione dell'ex militare. Un testimone ha poi affermato che, quella notte, poco prima dell'arrivo dei gendarmi (dopo l'allarme per la scomparsa di Maelys) avrebbe incrociato Lelandais in bagno mentre "simulava" un malore dovuto a un abuso di alcol, poichè subito dopo lo aveva visto allontanarsi velocemente e dirigersi verso il parcheggio. Poi, un altro teste, a proposito del secondo telefono, quello che ne ha tracciato i movimenti, ha detto di averlo chiamato domenica proprio su quella utenza ma che fu risposto di "non usarlo mai più che quel numero corrispondeva a un telefono rotto e di chiamarlo solo sul vecchio". Come se fosse stato colto di sorpresa, poichè il contratto di quella scheda era stato annullato il venerdì prima e lui era convinto che non fosse più attivo, tanto da lasciare il secondo telefono acceso nel cruscotto. Una distrazione che potrebbe essergli fatale.

L'ALIBI DI LELANDAIS LEGATO A UNO SPACCIATORE
I gendarmi sono tornati a Saint-Albin de Vaulserre, un paese di che conta 386 abitanti non molto distante da Pont-de-Beauvoisin, dove è scomparsa Maelys la notte del 27 agosto. Perchè, in questi giorni di calma apparente, gli inquirenti hanno deciso di approfondire le dichiarazioni di Nordhal Lelandais che, nell'interrogatorio del 3 settembre, ha detto di essersi assentato, attorno alle 2,30 di quella notte, dalla Sala delle feste, per "andare a comprare dosi di cocaina" da cedere infine a dieci ospiti che sapevano della sua attività di spacciatore occasionale. E' un aspetto forse decisivo dell'inchiesto. Perchè Saint Albin dista una trentina di minuti dalla discoteca. Dice di avere incrociato lo spacciatore per farsi consegnare la droga. Ma nel gioco dei se, se non fosse andato a Saint Albin, avrebbe avuto il tempo per rapire, aggredire sessualmente e uccidere Maelys, il cui corpo - in questa fase - sarebbe stato nadcosto nel bagagliaio dell'Audi A3, per poi essere nascosto da qualche parte o affidato a un complice, o ai complici, per questa macabra operazione. Alle domande precise degli inquirenti per conoscere l'identità del pusher di Saint Albin (non dovrebbe essere difficile individuarlo in una comunità tanto piccola) Lelandais non ha saputo dare una benchè minima indicazione utile per identificarlo. Eppure, per lui, sarebbe importante. E' il suo alibi. Ma gli investigatori sono convinti di un altro fatto. Che in quei minuti si è decisa la vita e la morte di una bimba di 9 anni, attirata nella trappola con la scusa di portarla a vedere i suoi cani.
GRAFFI E FERITE "COMPATIBILI CON UN'AGGRESSIONE"
I graffi scoperti sulle braccia, il dorso delle mani e sul ginocchio sinistro di Nordhal Lelandais sono "compatibili con un'aggressione". Se fosse lui il colpevole, quelle "lievi lesioni" raccontano gli ultimi minuti, gli ultimi istanti di vita di Maelys, l'ultima disperata e inutile difesa, oggetto di un raptus omicida da parte di un uomo che aveva assunto cocaina e bevuto alcol, ubriaco ma lucide quel tanto che è bastato a fare sparire il corpo dopo l'omicidio. Un uomo esperto di arti marziali, fanatico di culturismo, definito "violento e manipolatore" dalle sua ex compagno. Con un semplice e chiaro movente: nascondere le tracce di un'aggressione a sfondo sessuale. Le ferite, concentrate in particolare su avambraccia e mani, erano state giustificate, il 29 settembre, durante il primo fermo (poi fu rilasciato due guorni dopo, per essere riarrestato il 3 settembre) da Lelandais in due modi: "Mi sono accidentalmene ferito nell'orto del giardino di casa, stavo piantando delle fragole e altro". Ma la madre, Christiane, interrogata separamente , lo smentì in modo netto: "In questi giorni, soprattutto domenico, nessuno ha lavorato nell'orto o in giardino". E delle piante indicate dall'ex militare, nessuna traccia. Informato della grave contraddizione, aveva rettificato, sempre calmo e gelido: "Mi sono ferito raccogliendo frutti da un roveto, mi sono graffiato con le spine", indicando in modo generico una zona dove, effettivamente, ci sono frutti selvatici. Il tema delle ferite, esaminate dai medici nominati dalla procura, sarà al centro del prossimo interrogatorio, ormai imminente. Il cerchio sta per chiudersi attorno all'ex istruttore cinofilo militare. E di Maelys nessuna traccia.
"LIBERATELO, NON CI SONO PROVE"
Gli investigatori ne sono convinti: le contraddizioni di Nordhal "Nono" Lelandais a proposito della notte della scomparsa di Maelys sono sufficienti a mantenerlo in carcere. Ma l'avvocato Jankowitz, uno dei più conosciuti del foro di Lione e non solo, non s'è ancora pronunciato sulla situazione dell'inchiesta ma, secondo indiscrezioni, è pronto a chiedere la scarcerazione dell'ex militare "per mancanza di indizi", in vista della scadenza dei termini per la carcerazione preventiva.. Anche perchè Maelys sembra sparita nel nulla, le ricerche non hanno dato per ora alcun esito. Sul ricorso dovrà pronunciarsi il Tribunale, valutando così le richieste di accusa e difesa. Ma anche i procuratori di Grenoble, nel mese appena trascorso, hanno raccolto altri elementi, ancora coperti dal segreto, che potrebbero imprimere, se non una svolta, un "consolidamento significativo" del quadro dell'accusa, tuttora convinta di un ruolo chiave di Lelandais in tutta la vicenda. Intanto oggi, nella sala delle feste di Pont-De-Beauvoisin dove oltre mese fa sparì nel nulla Maelys, si celebra la prima festa di matrimonio. Tra le polemiche. Il sindaco ha risposto così: "Vicini alla famiglia, ma la vita continua".
RICERCHE MAI INTERROTTE
Ancora ricerche di Maelys. Ora squadre di commozzatori, gendarmi con unità cinofile stanno controllando centimetro per centimetro i dintorni del camping Belmont-Tramonet, una zona abitualmente frequentata da Nordhal Lelandais, anche in tempi assai recenti. Ma forse il nuovo impulso nasce anche dall'esame delle tracce lasciate dai telefoni nelle celle della zona e dalle immagini del satelliti, i cui esiti erano attesi già da qualche giorno. Gli investigatori hanno precisato che comunque le ricerche della bambina non erano state mai interrotte e che continueranno sino a quando non sarà ritrovata. Le speranze di ritrovarla in vita, realisticamente, sono quasi nulle ma, osservano i gendarmi, è un'ipotesi che non si può "escludere sino a prova contraria". Intanto una notizia sconcertante, la prossima domenica, nella sala da ballo al centro celle indagini, e da cui Maelys è scomparsa nel nulla la notte del 27 agosto, si celebrerà una festa di matrimonio. Per molti, una scelta inopportuna e una mancanza di rispetto. Per il sindaco di Pont-De-Beauvoisin, per ribadendo la vicinanza alla famiglia della piccola", è un segno della volontà di tutta la comunità di "superare la tragedia" che ha colpito così profondamente gli abitanti del paese. La notte del 27 agosto, "Nono" uscì tre volte dalla discoteca: una volta per cambiarsi gli short bianchi (una foyto lo ritrae durante la serata) sporchi di vino e vomito; una seconda e una terza volta. l'ultima dopo le 3, per acquistare dosi di eroina in un paese vicina da un pusher di non sa nè il nome, nè altre indicazioni per identificarlo.
INUTILE COLLOQUIO TRA MADRE E FIGLIO
Secondo indiscrezioni, il colloquio tra madre e figlio non ha avuto l'esito che i genitori di Malys avevano sperato, lanciando un appello, drammatico, nei giorni scorsi, rivolto proprio all'uomo in carcere dal 3 settembre. Christiane, la madre di Nordhal detto Nono Lelandais, è andata - come promesso ai genitori di Maelys - a trovare il figlio in carcere e ha rivelato in parte  il contenuto del colloquio anche se l'avvocato Jankowitz di Lione, il difensore di fiducia, non è ancora uscito dal silenzio. Solo indiscrezioni. Avrebbe detto: "Mi ha assicurato di non sapere nulla, di essere innocente, e lo ha fatto guandandomi negli occhi, occhi negli occhi". Per gli inquirenti le dichirazioni del sospetto alla madre non hanno alcun peso e continuano a lavoroare nel più stretto riserbo. L'inchiesta sembra finita in un impasse. Da una parte gli inquirenti che, nel riserbo, vanno consolidando il quadro dell'accusa; dall'altra Lelandais chiuso nel silenzio, e sempre in una cella di isolamento del carcere massima sicurezza Saint-Quentin-Falavier dove è stato trasferito in seguito alle minacce di morte ricevute dagli altri reclusi, sorvegliato 24 su 24 per timore possa compiere gesti auto-lesivi, in attesa del secondo interrogatorio dopo il primo del 3 settembre.Quello forse decisivo. In un'intervista alla tv francese Rtl, Christiane Lelandais va oltre e racconta: "Non può mentire a una madre sino a questo punto, occhi negli occhi mi ha detto 'mamma nono sono innocente, te lo giuro te lo assicuro', sino a prova contraria io gli credo. L'ho stretto tra le braccia, ho capito che è sincero. Una mamma certe cose le capisce". 
LO SPACCIATORE? NON SO CHI SIA
"No, non sto adattando le risposte alle domande, sto cercando solo di ricordarmi al massimo di quella serata...". E' il 3 settembre, Lelandais è appena tornato in carcere. Fermato una prima volta il 29 agosto, Il venerdì precedente era stato scarcerato, e credeva ormai di avere allontanato i sospetti ma ora è di nuovo davanti ai giudici di Grenoble. "Quando vide il mio tablet con le foto dei miei cani, ho parlato per per la prima volta a quella bambina...era la prima volta che la vedevo...". Nel primo confronto aveva nascosto questo dettaglio. Ma ora spiega: "C'era anche la madre...". Jennifer De Aruyo nega e dice che la bambina aveva usato due parole per definirlo: "Il mio fidanzatino", "il mio amico". "...Maelys insisteva voleva vedere se i miei pastori Malinois erano sull'auto, allora siamo andati nel parcheggio...Con lei c'era un bambino biondo con un pallone da calcio ma non ricordo il suo nome...Ho aperto la partiera del passeggero, i due bambini sono entrati, non più di cinque o sei secondi. Ma lei ha toccato Maelys? "Non mi ricordo, può essere che l'abbia aiutata a scendere dalla macchina che è una tre porte, non mi ricordo se l'ho presa tra le braccia...il suo dna l'ho captato sfiorandola con le mani poi l'ho trasferito sul pulsante del tergicristallo...non c'è altra spiegazione". "Le ho detto io entro di qua, tu dall'altra parte...ho taciuto subito perchè ero turbato dal fatto che una bambina sparita era entrata, volontariamente, nella mia auto...Mi sono impaurito, sul momento...Ero pieno d'alcol, ora ripensandoci ho dei flash...la prima volta che sono uscito dalla sala erano la mezza...Sono tornato a casa, ci vogliono 10 minuti..da mia madre per cambiarmi i miei short bianchi sporchi di vino e di vomito, nel tragitto li ho buttati in un contenitore dei rifiuti perchè non volevo che mia madre sapesse che ero alla guida dell'auto ubriaco....sono rientrato e uscito di nuovo...". Alle 3 di notte il secondo telefono di Lelandais aggancia una cella non lontana dalla sala da ballo: "...Sono andato a Saint-Albin a cercare dosi di cocaina...non ricordo il nome dello spacciatore...". Nè è stato in grado di aiurare gli inquirenti a identificarlo, non ricorda nessun particolare utile. Alle 3.55 il suo telefono viene di nuovo geolocalizzato nei dintorni della sala. I testimoni dicono che non partecipava alla ricerche. "Non ho partecipato in modo attivo", ha ammesso. Infine un altro testimone dice di averlo visto, all'inizio delle ricerche, entrare nei bagni. Gli avrebbe detto che stava di nuovo per vomitare ma Lelandais lo smentisce: "Non capisco perchè lo sostenga, ero entrato solo per un bisogno fisiologico...". Alle 4 i gendarmi iniziano i controlli nella discoteca. "Ero stanco e sono rientrato a casa per dormire...". Ma non è possibile verificare questo fondamentale aspetto della notte maledetta. I suoi telefoni risultano spenti dalle 4 alle 7."Avevo problemi di segnale ma prendo atto che gli investigatori mi dicono che non c'erano problemi di copertura di linee". L'indomani, domenica, alla guida dell'Audi, Lelandais va a lavare l'auto dalle 17,28 alle 19.45. in un lavaggio dalla parte opposta da casa sua: "...La cera è migliore, per questo sono andato lì...è vero, ho usato dei prodotti chimici per riportare il colore originale dei tappeti che da grigio era diventato marrone...". I cani-poliziotti, annusando le sostanze, vengono colti da intossicazione. "...ho impiegato tanto perchè dovevo vendere l'auto a un amico e volevo togliere i peli dei cani...ho insistito sul sedile anteriore perchè aveva segni di graffiature delle zampe dei cani...non mi ricordo per quanto tempo...". L'interrogatorio è finito e lui non aggiunge una parola di più. Ora le ipotesi, come scriverebbe Georges Simenon, o Lelandais è vittima di sorprendenti coincidenze, tutte negative, o è l'assassino. Il suo nuovo avvocato, il noto Alain Jakubowicz del foro di Lione, in passato protagonista di cause famose in Francia, contro i nazisti e i collaborazionisti in merito alle stragi della seconda guerra mondiale, per ora - in attesa del secondo interrogatorio - non si pronuncia. 
I CANI POLIZIOTTO INTOSSICATI DAI VELENI USATI PER LAVARE L'AUTO
I cani-poliziotto della Gendarmerie, durante l'ispezione dell'auto di Nordhal Lelandais che, dopo il sequestro, l'aveva lavata a fondo per due ore, sono stati vittime di un'intossicazione causa da sostanze chimiche che, nei confronti degli animali, hanno non solo un'azione repellente ma anche fortemente tossica. L'ex militare, istruttore cinofilo, le avrebbe usate, secondo l'accusa, sia per far sparire le tracce di Maelys, sia per scongiurare il pericolo che i pastori belgi Malinois, potessero completare l'analisi dell'abitacolo. "Solo un esperto di questo settore - osservano gli investigatori - poteva agire in modo così preciso e tutto sommato efficace per danneggiare le indagini". E' un ulteriore indizia che va ad aggiungersi agli altri. I cani hanno vomitato manifestando i sintomi di un lieve avvelenamento e il loro lavoro è stato immeditamente sospeso. Nella prima fase delle indagini icani molecolari, dopo avere annusato un pupazzo di Maelys, qualche minuto  dopo la sua scomparsa, la notte del 27 agosto, avevano seguito una traccia che, dall'interno del locale, portava al parcheggio. Proprio nella zona in cui era parcheggiata l'auto di Lelandais. Avevano iniziato a guaire, poi si erano fermati. La bambina era salita a bordo di un'auto e non è stata mai più rivista viva.
LA MADRE, MIO FIGLIO HA UN CUORE BUONO, A ME DIRA' LA VERITA'"
"Andrò in carcere a parlargli, se sa qualcosa lui me lo dirà, è sempre stato sincero con me, a me non può mentire..". Ad un mese di distanza dal sequestro di Maelys, i genitori, in una conferenza stampa con il loro avvocato Fabien Rayon, avevano lanciato un appello ai testimoni e anche al sospettato del delitto perche "dicano tutto quello che sanno alla polizia". E subito la madre di Nordhal Lelandais, Christiane, ha risposto: "Capisco e condivido il loro dolore, perdere una bambina così è atroce, spero tanto la trovino ancora in vita. Chiederò a Nordhal, quando lo incontrerò in carcere, cosa sa veramente della sparizione di Maelys. Mio figlio ha un cuore, è sempre stato un ragazzo sensibile...". Nei giorni scorsi lo aveva difeso: "Non può aver fatto del male alla bambina, non è nella sua natura, in quei giorni era assolutamente tranquillo, una madre intuisce suvbito quando c'è qualcosa che non va, è sempre stato un buono, uno che ama gli animali, che non farebbe male neanche a una mosca, figurarsi ad una bambina così piccola". Era stata fotografata, dopo un'intervista in tv, con una banconota da 500 euro in mano, come se fosse stata pagata. "Non è vero, erano soldi miei, nessuno me li ha dati, non sfrutteremo mai questa tragica vicenda per specularci". E il fratello Sven: "E' in atto un accanimento mediatico  giudiziario contro di lui, solo vittima di circostanze sfortunate". C'è la sensazione che, a causa dello spaccio di cocaina all'interno del locale, proprio quella notte, molti abbiano timore a entrare nei dettagli delle ore decisive, mentre nella sala da ballo circolavano dosi di stupefacente. E in particolare padre e madre si erano rivolti in modo accorato direttamente a Nordhal Lelandais, affinchè riveli ciò che sa agli investigatori, visto che ha mentito più volte su particolari molto importanti. Insistono: "Quella notte ha avuto un comportamento molto strano con la nostra bambina, di questo deve comunque rendere conto". 
LAVATI SEDILI PORTIERE E  BAGAGLIAIO PER DUE ORE
Gli analisti dell'IRCGN (i Ris d'Oltralpe) della Gendarmerie stanno analizzando immagine per immagine il lungo fimato videoregistrato dall'impianto di sicurezza dell'autolavaggio nei dintorni della casa di Lelandais, mentre l'ex militare lava accuratamente la sua AudiA3 poche ore dopo il rapimento. Oggi sappiamo che ha una durata di un'ora e 56 minuti ma soprattutto rivela molti dettagli inquietanti in più. Lelandais ha dedicato più di un'ora per lavare il posto anteriore destro, vicino al guidatore. S'è concentrato sul sedile, le maniglie interne ed esterne, il cruscotto. La Scientifica ha però trovato tracce di Dna di Maelys sul tasto dell'autoradio e sulla leva dei tergicristalli, evidentemente sfuggite - se le ipotesi dell'accusa sono quelle giuste - al suo meticoloso lavoro per cancellare i segni del passaggio della bambina rapita e portata via dalla discoteca di Pont-de-Beauvoisin la notte di sabato 27 agosto, un mese fa, forse a bordo della sua AudiA3. Poi altre decine di minuti per il bagagliaio posteriore, lavato con prodotti chimici in grado di cancellare tracce di sangue o di liquidi biologici di qualsiasi genere. Lui s'è giustificato, doveva vendere l'auto, su cui spesso viaggiavano i suoi cani, da qui l'esigenza di pulire a fondo. Per attirare la bambina, appssionata di cani, sull'auto le aveva detto che nel bagagliaio c'erano isuoi due lupi, poco prima le aveva mostrato foto e video, contenuti nella memoria del suo smartphone.

Il caso Maelys
MAELYS PICCHIATA PRIMA DI MORIRE
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Dall'autopsia la conferma che l'assassino mente. Aveva detto di avere ucciso la bambina "accidentalmente" con un solo pugno, invece ci sono altre fratture avvenute prima della morte
Finite le vacanze, il killer di nuovo in cella
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Nordhal Lelandais, l'assassino reo confesso della piccola Maelys e del caporale Noyer lascia l'istituto psichiatrico di Lione dov'era ricoverato dal 14 febbraio per rientrare in carcere. Familiari delle vittime "soddisfatti"
A giugno i funerali della piccola Maelys
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La Gendarmerie ha concluso gli accertamenti medico-legali sui resti della bimba uccisa da Nordhal Lelandais ad agosto. Il corpo restituito presto alla famiglia
"Maelys brutta, assassino grande uomo"
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Rischia dieci mesi di carcere un uomo di Sarreguemines (Mosella), scrisse sul suo profilo Fb che Maelys non meritava alcun rispetto e che il suo assassino invece sì. I genitori della bimba uccisa in aula
Nella vita dei killer tracce di altri omicidi
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La cellula Ariane della Gendarmerie sta vivisezionando il passato di due possibili assassini seriali, Nordhal Lelandais e David Ramault, il killer della 13enne Angelique. Nuovi metodi d'indagine
Associazioni parte civile contro il killer di Maelys
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Potrebbero accedere al cd delle indagini, tuttora segreto e i magistrati temono fughe di notizie sull'omicidio di Maeylis. Respinta anche l'istanza di "Innocence en Danger". Perplessità e polemiche
"Quel mostro che ha preso la tua vita..."
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La madre e la zia di Maelys celebrano nel dolore il triste anniversario della morte della piccola. Lui intanto studia come evitare l'ergastolo. Un suo ex comandante: "Regge bene alla pressione, frutto dell'addestramento"
"Nono" implicato in un'altra misteriosa sparizione
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Il nome di un familiare di Eric Foray, 48 anni, un omosessuale sparito 18 mesi fa nella Drome era in un'agenda di Nordhal Lelandais. Subito aperto un nuovo fascicolo. Riaperte le indagini su altri 6 scomparsi
Prima di Maelys violentò un'altra bimba
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L'assassino ha aggredito, una settimana prima del delitto, anche la figlia di 10 anni dei suoi cugini. Tradito da un video recuperato dalla polizia sul suo telefono. L'autopsia non chiarisce le cause della morte di Maelys
Arrestato l'ammiratore social dell'assassino
Arrestato l
Un uomo aveva dedicato un profilo Fb a Nordahl Lelandais: "Una grande persona da ammirare" e insulti alle sue vittime. Segnalato da internauti, arrestato dalla polizia