Le vittime del serial-killer vivono ancora nei social

| I genitori di Maelys e Arthur, uccisi da Nordhal Lelandais, affidano a Facebook immagini e messaggi commoventi rivolti ai loro cari. E la solidarietà diventa virale. I familiari dell'assassino: "E' malato". L'avvocato tace

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Maelys e Arthur, la bimba e il soldato uccisi da Nordhal Lleandais in circostanze ancora misteriose, continuano a vivere sui sociale, grazie ai loro genitori. La madre di Arthur, a un anno esatto dalla sua sua scomparsa ha scritto poche righe commosse sul suo profilo Facebook: “…Questa notte è piena di emozioni ancora più vivaci e intense. I nostri cuori pieni d'amore, i nostri pensieri teneri, i nostri ricordi di felicità, volano a Te.

Ci manchi, ci manchi così tanto…!". E Jennifer, la mamma di Maelys ha invece una pubblicato una foto della sua bambina con uno dei suoi tre cani, che risale al maggio 2017. “Ogni giorni tutti i pensieri sono per te…”. Mentre i genitori e familiari delle prime due vittime di quello che si appresta a diventare - con altri sei fascicoli di scomparsi - un serial killer, si struggono in un dolore indescrivibile con parole umane, gli investigatori dell’unità Ariane, che lavora esclusivamente su Lelandais e sulle altre presunte vittime, escludendodi volta in volta  quelle a cui l’ex militare è estraneo, continuano a incrociare dati sui movimenti e sulla vita dell’ex istruttore cinofilo cacciato dall’Esercito nel 2009 per i suoi problemi di incompatibilità ambientale e per l’uso di droghe. Lelandais è sempre a rischio suicidio ed è ricoverato dal 14 febbraio in una cella singola di un istituto psichiatrico giudiziario nei dintorni di Lione. Le sue condizioni mentali sono sempre compromesse, secondo i medici, dopo avere confessato una parte dei suoi delitti. Sforre di ansia, di insonnia ed è preda di uno stato depressivo curato con psicofarmaci e sedute terapeutiche.

Secondo indiscrezioni, si sarebbe rifiutato di incontrare la madre e il fratello che, dopo averlo difeso sino all’ultimo istante, sembrano inclini a credere che il congiunto soffra di una malattia mentale che lo ha trasformato in un assassino; danno la colpa all’uso di droghe e di alcol, contratto nel periodo militare; ma “Nono”, come è chiamato sin da piccolo affettuosamente in famiglia, negli ultimi tempi aveva una doppia vita. Gentile e premuroso nella casa di Domessin, violento e cacciatore di prede sessuali di notte. Il mistero dei suoi profili sui siti di incontri gay, con le stesse foto e con nomi diversi, i video pedo-pornografici sul suo pc, l’omosessualità nascosta a tutti, l’ex fidanzata che lo aveva lasciato a dicembre perché aveva paura di lui, tracciano un ritratto diverso da quello della madre Christine, del fratello Sven e del padre Jean Pierre. Il suo avvocato, Alain Jakubowicz, in questo periodo, dopo una serie di comparse in tv, tace su tutta la linea, pur confermando l’intenzione di sostenerlo ancora nella difesa.

Il caso Maelys
"Nono" implicato in un'altra misteriosa sparizione
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Il nome di un familiare di Eric Foray, 48 anni, un omosessuale sparito 18 mesi fa nella Drome era in un'agenda di Nordhal Lelandais. Subito aperto un nuovo fascicolo. Riaperte le indagini su altri 6 scomparsi
La scomparsa di Lucie, amica del killer
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Lucie Roux, 43 anni, scomparve non lontano da Chambery nel 2012. Era stata ricoverata nella stessa clinica con Lelandais. La denuncia della madre: "Erano amici, pranzavano sempre assieme". Inchiesta riaperta?
Arrestato l'ammiratore social dell'assassino
Arrestato l
Un uomo aveva dedicato un profilo Fb a Nordahl Lelandais: "Una grande persona da ammirare" e insulti alle sue vittime. Segnalato da internauti, arrestato dalla polizia
"Non volevo uccidere Maelys"
"Non volevo uccidere Maelys"
Concluso l'interrogatorio a Grenoble dell'assassino che ha risposto per 6 ore alle domande dei procuratori. Nordhal Lelandais ha ribadito che fu "un incidente". Gli investigatori non gli credono. L'avvocato non parla
Maelys, gravi lesioni al volto
Maelys, gravi lesioni al volto
Le analisi dello scheletro rivelano le cause della morte: mascella fratturata. Assassino cultore di arti marziali. Video pedopornografici nel suo pc. La chiave in una sessualità deviata e nascosta
"Odio quel mostro
resti in carcere per sempre"
"Odio quel mostro<br>resti in carcere per sempre"
A sei mesi esatti dalla morte di Maelys, la madre Jennifer affida a Facebook un messaggio di dolore e di rabbia contro Nordhal Lelandais, sempre ricoverato in clinica per un grave stato depressivo
Non è stato "Nono" ad uccidere il cuoco belga
Non è stato "Nono" ad uccidere il cuoco belga
L'unità della Gendarmerie dell'unità Ariane che indaga sui fascicoli delle persone scomparse negli ultimi 10 anni esclude che l'ex militare possa avere ucciso un giovane cuoco scomparso ad Annecy
"Ho dato un passaggio al caporale ma non l'ho ucciso"
"Ho dato un passaggio al caporale ma non l
INCHIESTA/1 Svolta nell'omicidio del caporale Noyer, Lelandais ammette di avere incontrato la vittima la notte della scomparsa. Impressionanti analogie con Maelys. Le strategie di "Nono" per evitare l'ergastolo
Lelandais estraneo a due casi di scomparsi
Lelandais estraneo a due casi di scomparsi
Conclusi gli accertamenti su Lucas Tronche, 15 anni, ed Estelle Mouzin, 9 anni. Nonostante sorprendenti coincidenze la Gendarmerie ha accertato che l'ex militare non è coinvolto nelle sparizioni. Aperti ancora 9 fascicoli
"Le ho dato uno schiaffo e Maelys è morta"
"Le ho dato uno schiaffo e Maelys è morta"
Filtrano i primi agghiaccianti dettagli dall'ultima confessione dell'ex militare. Le ha fratturato una mascella e "il polso non batteva più". Ma i pm non sono convinti su orari e percorsi. La piccola lo aveva graffiato per difendersi