"Maelys, intervenga il presidente Macron"

| Petizione sul web di una donna di Limoges per sollecitare il presidente a intervenire "direttamente" sull'inchiesta. Cartelloni sulle strade francesi e svizzere per convincere i testimoni a collaborare. Famiglia all'oscuro

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Da due settimane sul sito web change.org, una petizione proposta da una donna di Limoges. Vuole che i genitori della bambina scomparsa si incontrino con il presidente Emanuel Macro. E’ un’iniziativa autonoma, li genitori non ne sapevano nulla e lo fa perché scrive di essere “Profondamente toccata dalla scomparsa di Maëlys”. Quindi una lettera aperta al presidente perché si interessi dell’inchiesta giudiziaria. Vogliono che il maggior numero possibile di persone la firmi. Fabien Rajon, avvocato della famiglia, è cauto su questa iniziativa, che non è la prima a sostegno del caso Maelys. Intanto sono comparsi grandi cartelloni sulle strade francesi ed anche in Svizzera per convincere eventuali testimoni a presentarsi dalla Gendarmerie per aiutare a individuare il colpevole o i colpevoli.
"NONO" SI AUTOINVITO' ALLA FESTA
Le Monde, nel dossier pubblicato in esclusiva sabato, ricostruisce anche la dinamica che portò Lelandais alla festa di matrimonio di quella notte di agosto del 2017 dove poi sarebbe scomparsa la piccola Maelys. Stando alla sposa, che lo conosce da anni ma non lo frequenta, lui l'avrebbe chiamata praticamente per farsi invitare: «Prima non ho risposto alla chiamata, mi ha scritto un Sms: "Sono Nono, rispondi". Mi ha fatto gli auguri per il lieto evento e io ho finito per invitarlo all'aperitivo», ricorda, «più tardi il pomeriggio delle celebrazioni mi ha chiesto se poteva tornare, magari più tardi, io gli ho detto di sì... tipo verso mezzanotte o la una, per mangiare una fetta di torta». all'inizio, la donna neanche ricordava chi fosse, poi le era tornata la memoria. All'aperitivo aveva invitato anche tante altre persone che conosceva appena di vista, per cui non diede alcuna importanza alla richiesta dell'ex militare, Uno dei 180 invitati, niente di PIù.
NEL TRISTE PASSATO DI LELANDAIS LA CHIAVE DEI DELITTI?
Ma chi è, veramente, Nordahl Lelandais, accusato di avere sequestrato e ucciso Maëlys e Arthur Noyer, tra aprile ed agosto? Cosa può avere trasformato questo ragazzo di buona famiglia in un potenziale serial killer? I suoi parenti e i suoi amici sono stati lungamente interrogati per ricostruire infanzia e adolescenza. Così alcuni di loro hanno rievocato un episodio delicatissimo che avrebbe segnato l'adolescenza di Nordahl Lelandais. Lo rivela Le Monde, che ha consultato i verbali in esclusiva, pubblicandoli poi in parte sull'edizione di sabato. "Negli studi medi voleva frequentare - racconta una persona molto vicina a lui e che tuttora crede alla sua innocenza - corsi di studi di Scienza dello Sport ma alla fine frequentò solo un anno. Qualcosa di grave è successo, ma non ha mai voluto dire qualcosa".
E' la madre Christiane che lo riferisce, allora, ai familiari. Una testimonianza confermata da un amico dell' indagato, identificato come David G., e da una donna, Anouchka A., che è stata l'ultima fidanzata-amica dell'ex istruttore cinofilo. "Qualcosa di davvero grave sarebbe accaduto in quel periodo della sua , ma Nordahl non ci ha mai raccontato nulla di preciso, nè ha mai fatto riferimento all'istituto di scienze dello Sport che aveva iniziato a frequentar. È una parte della sua giovinezza che è un punto interrogativo per noi", hanno detto al team di psicologi-consulenti degli investigatori. Anouchka A., ha spiegato che "aveva forti sospetti" su abusi che potrebbero essere stati commessi su Nordahl durante la sua infanzia. "L'ho chiesto a sua madre una volta, mi ha detto che anche lei si era posta la stessa domanda". Secondo sua madre, Nordahl, a un certo punto rifiutò di farsi iscrivere di nuovo in quella scuola. "Ebbe una crisi nervosa, urlò contro i genitori e si rifiutò di rientrare alla classe di quella scuola che aveva scelto lui con entusiasmo". Secondo Le Monde, Anouchka A. riferisce ancora che i familiari le rivelarono che "il guardiano della scuola era stato poi licenziato perchè colpevole di abusi sessuali nei confronti degli allievi...Ecco perché anche òa madre di Lelandais ha questo dubbio", cioè che anche Nordhal su una delle sue vittime.
Ma l' ex militare congedato nel 2009 per "comportamenti non equilibrati” e per l'uso di stupefacenti,  non ha precedenti per reati di natura di natura sessuale, nè compare nella lista di giovani abusati. Gli investigatori, nel suo passato, non hanno trovato"nessuna prova di tendenze pedofile”. Ma in una chat su  Facebook aveva cercato di convincere una una ragazza di 14 anni, nel 2012, ad incontrarlo di persona. Per gli piscologi, analizzando le frasi scambiate con la minore, stava cercando di sedurla".
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Il caso Maelys
"Ho incontrato un uomo
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"Ho incontrato un uomo
non un mostro"
L"Ho incontrato un uomo
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Alain Jakubowicz, il difensore dell'assassino di Maelys, lo assisterà ancora. "Le sue bugie erano una strategia difensiva". Minacce alla famiglia, protetta la casa di Domessin. La Gendarmerie: "Così lo abbiamo incastrato"
Nordhal, le radici del male
nell'ambiguità sessuale
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Ritratto dell'assassino di Maelys ora ricoverato in un reparto di psichiatria. L'infanzia con i genitori e i fratelli a Domessin, gli abusi subiti a scuola, cacciato dall'esercito, piccolo spacciatore e pregiudicato. Ma ancora zone d'ombra
"La prego di confessare
come è morto Arthur"
"La prego di confessare<br>come è morto Arthur"
Dopo la confessione su Maelys, la famiglia del caporale ucciso in aprile lancia un drammatico appello a Nordhal Lelandais, arrestato a dicembre anche per questo caso: "La famiglia è nel dolore, solo lei più aiutarla"
Uniti nel dolore ma l'assassino deve ancora parlare
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I genitori di Maelys commentano l'appello dei genitori del caporale Arthur Noyer a Nordahl Lelandais: "Dì la verità, se l'hai ucciso il suo volto di tormenterà ogni minuto". La mamma della bimba: "Deve dire ancora molte cose"
Chambery, in pochi per ricordare Maelys
Chambery, in pochi per ricordare Maelys
Solo una trentina di persone nei giardini di Chambery per Maelys ma la famiglia della bambina uccisa aveva chiesto di annullare la manifestazione in vista di un appuntamento a Pont-de-Beauvoisin, dove scomparve una notte di agosto
LASTORIA3/Cellula Ariane a caccia del serial killer
LASTORIA3/Cellula Ariane a caccia del serial killer
E' l'unità speciale della Gendarmerie che, attraverso il software Anacrim, sta ricostruendo vita, spostamenti, case, movimenti bancari, reti familiari e degli amici, dell'assassino di Maelys. Per scoprire i collegamenti con altri delitti
LASTORIA/1"E' lei! Su quell'auto c'era la mia Maelys"
LASTORIA/1"E
Jennifer De Arauyo ha di nuovo ribadito, osservando nuove immagini della "silhouette blanc" fotografata dalla video camera di sicurezza del Comune, l'identificazione della figlia scomparsa. "Nessun dubbio"
LA STORIA/2"Tenera Maelys, così difficile vivere senza te"
LA STORIA/2"Tenera Maelys, così difficile vivere senza te"
Un commovente messaggio su Facebook della zia Severine destinato alla piccola sparita nel nulla. "Non avevi il diritto di vivere, tu?". Ogni giorno orsacchiotti, poesie e fiori donati da sconosciuti: "Gli unici che ci aiutano".
MINUTO PER MINUTO LA CONFESSIONE DEL KILLER DI MAELYS
"Non volevo ucciderla, è stato un incidente". Poi accompagna i gendarmi nel posto dove l'aveva sepolta. Sangue sull'Audi: è di Maelys. Recuperati i resti in un burrone di Saint Franc. Al pm: "Voglio parlare"
La disperazione di "Nono", tentato di morire
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Il reo-confesso dell'omicidio di Maelys è in preda un fortissimo stato depressivo, di notte urlava invocando la madre. Aveva retto per 5 mesi fingendosi innocente. Il suo suicidio sarebbe gravissimo per l'inchiesta. Sorvegliato a vista