25 novembre: le donne dicono basta

| È la data in cui ogni anno in tutto il mondo si celebra la "Giornata Internazionale contro la violenza sulle Donne". Un fenomeno in leggero calo ma ancora troppo preoccupante, fra vuoti legislativi, vergogna ed omertà

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Di Davide Cucinotta

"La violenza è l'ultimo rifugio degli incapaci", diceva il grande scrittore russo Isaac Asimov. Aveva ragione, senza sapere che un giorno la sua frase avrebbe colpito un vero popolo di maschi incapaci che, nei primi 10 mesi del 2017, soltanto in Italia hanno decimato 114 donne. Sono le drammatiche cifre del rapporto di "Eures" sulla preoccupante escalation di femminicidi nel nostro paese, diffuso in occasione del 25 novembre, "International Day for the Elimination of Violence against Women".

E malgrado le prese di posizione, l'inasprimento delle pene e le numerose campagne di sensibilizzazione, tra il 2015 e l'anno successivo il numero delle vittime in Italia è addirittura cresciuto, passando da 142 a 150. Secondo le statistiche è la Lombardia, con 25 vittime, la peggior regione italiana, seguita dal Veneto con 17 casi, la Campania ferma a 16 e l'Emilia Romagna con 13 vittime. Va ben peggio, raccontano le statistiche, scendendo nel dettaglio: per il 76,7% dei casi, la violenza si è scatenata nell'ambiente familiare.

Dura il Presidente della Camera Laura Boldrini, che annunciando l'apertura straordinaria dell'aula di Montecitorio alle donne, ha invitato chi subisce una violenza a denunciare, "Perché siamo in uno Stato di diritto e possiamo difenderci con le leggi".

Al gelido delle statistiche, risponde l'analisi di una commissione parlamentare d'inchiesta istituita lo scorso gennaio per fare luce su un fenomeno dilagante. I risultati sono tutt'altro che confortanti: problemi, vuoti legislativi, misure cautelari insufficienti e assenze di coordinamento non si contano, a cominciare dalla carenza di figure professionalmente preparate che siano in grado di capire la gravità di ogni singolo episodio denunciato, richiedendo o meno l'intervento della giustizia.

Ancora una volta, le cifre lasciano senza parole: due milioni e 800mila donne sono state vittime di violenze, e una su dieci denuncia di averle subite prima dei 16 anni di età. In Italia, è una rincorsa al rimedio, come sempre tardiva. Basta un dato per spiegare tutto il resto: il reato di "feminicidio", riconosciuto da una sentenza per la prima volta solo nel 2009.

La Giornata Internazionale contro la violenza sulle Donne segna l'inizio di 16 giorni di attivismo, incontri, spettacoli e dibattiti che si concluderanno, non a caso, il 10 dicembre, Giornata dei Diritti Umani.

La giornata, nata nel 2008 sotto la spinta del segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki Moon, si celebra ogni anno il 25 novembre, data scelta da un gruppo di donne colombiane in ricordo delle tre sorelle Mirabal, brutalmente assassinate nel 1960 per essersi opposte al regime del dittatore dominicano Rafael Trujillo.

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