3- La talpa Gea lascia dopo tre anni il tunnel esplorativo della Tav

| Lavori completati in attesa dello scavo della galleria di base, spesi 173 milioni di euro

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"Gea", così fu battezzata nel 2013 per ricordare il familiare di un tecnico, la grande "talpa" ha concluso lo scavo del cunicolo esplorativo della Tav Torino-Lione di Chiomonte raggiungendo 7020 metri dall'imbocco. Alle sue spalle una storia avventurosa, quasi un thriller: furono necessari 126 viaggi compiuti da colonne di tir, passati indenni dalla rete di sorveglianza disposta dal movimento No Tav che voleva a tutti i costi impedire l'arrivo in cantiere. Scrive Telt: "I lavori hanno permesso di raccogliere tutti i dati (geologici, idrogeologici, geomeccanici e di scavo) necessari per affinare il quadro conoscitivo progettuale del tunnel di base del Moncenisio in vista delle opere definitive. Raggiunti gli obiettivi, nel rispetto dei parametri ambientali, contrattuali e di budget, Telt ha deciso di rimodulare le attività del cantiere, utilizzando le risorse degli ultimi 500 metri per alcune opere di finitura che renderanno più agevole l'avvio dell'opera principale. La decisione si inserisce nell'aggiornamento del progetto che prevede l'avvio dei cantieri per il tunnel di base da Chiomonte. Si apre così la ‘fase 3': dopo la preparazione e lo scavo inizia la riorganizzazione del sito per il suo utilizzo futuro. Dei 170 lavoratori attualmente impiegati, cento rientreranno nelle società che avevano vinto gli appalti, 70, tutti residenti in Val Susa, resteranno nel cantiere, in attesa dell'avvio del tunnel di base, 57 km, il più lungo del mondo, che sarà avviato dalla Francia già alla fine del 2018.

Tunnel geognostico

Spiega Telt: "Il cantiere è stato aperto nel 2012, a gennaio 2013 ha avuto inizio lo scavo tradizionale per proseguire da fine 2013 con metodo meccanizzato, utilizzando una fresa Tbm aperta del diametro di 6,30 metri. La finalità dell'opera è conoscitiva. Il suo scopo principale è di indagare il Massiccio d'Ambin, fino alle massime coperture del tunnel di base del Moncenisio oltre 2000 metri. L'uso della Tbm si è rivelato positivo sia per efficienza della macchina, con un avanzamento medio di circa 6 metri al giorno, con il picco di 30 metri, sia per l'assenza di fenomeni di convergenza. Durante i lavori sono stati eseguiti rilievi geologici, idrogeologici e geomeccanici, sondaggi, prove in situ e di laboratorio, monitoraggi geofisici, monitoraggi tensionali e deformativi".

La storia e le ricadute occupazionali

Il cantiere di Chiomonte ha dovuto trasformarsi in una specie di fortino militare per impedire che i segmenti violenti infiltrati nel movimento No Tav, potessero danneggiarlo e mettere così in pericolo l'incolumità dei lavoratori e del personale delle forze dell'ordine. Cos' la ricostruzione di Telt: "Dal 2009 al 2012, a seguito degli innumerevoli attacchi di cui è stato fatto oggetto da parte di oppositori violenti alla Torino-Lione, è stato dichiarato sito strategico nazionale e il lavoro degli operai è stato affiancato dalle forze dell'ordine. Nel cantiere hanno trovato impiego alla Maddalena fino a 170 persone: il 42% di provenienza della Val di Susa e il 14% dal resto del Piemonte (il 44% arriva dall'Italia o dall'estero. Delle 460 imprese coinvolte 211, 43,23% sono della Provincia di Torino e 67 (13,06%) della Valle".

La tutela dell'Ambiente

Il direttore tecnico Maurizio Bufalini è entrato nei dettagli:   "Particolare attenzione è stata riservata al monitoraggio ambientale del cantiere di Chiomonte, cui è stato destinato il 5 per cento del budget dell'intera opera, costata come previsto 173 milioni di euro. I controlli avvengono tramite 66 centraline di misura, di cui 26 all'interno del sito e 40 nel raggio di 15 km. Le verifiche vengono effettuate da ISPRA, ASL e soprattutto dall'Arpa. Sotto esami numerosi parametri, tra cui polveri, biossido di azoto, radiazioni, amianto, acque, rumore, vibrazioni e componenti biologiche. Da oltre 40 mila misurazioni non è emersa alcuna criticità di rilievo". Le valutazioni ambientali: "Un'opera essenzialmente in sotterraneo, la conoscenza precisa del contesto idrografico, idrogeologico e i controlli sulle risorse idriche, sorgenti, pozzi, piezometri, corsi d'acqua assumono un'importanza fondamentale per l'intera sezione transfrontaliera. Il monitoraggio delle acque è iniziato ben prima dell'avvio dei lavori e viene realizzato mensilmente da molti anni lungo tutta la tratta interessata dal progetto, per essere intensificato in corrispondenza delle sezioni interessate dallo scavo. La rete monitorata è composta da 180 punti d'acqua in Francia e 170 in Italia. I numerosi controlli effettuati ha evidenziato che lo scavo del cunicolo non ha interferito con l'andamento del regime caratteristico di ciascuna risorsa idrica.

Come ulteriore prova di attenzione al territorio TELT ha affidato all'Università di Torino una Valutazione di Impatto sulla Salute  relativa ai comuni limitrofi all'area di scavo del cunicolo esplorativo della Maddalena i cui risultati saranno presentati nelle prossime settimane.

Severe misure Anti-mafia: "infiltrazioni fallite"

Telt: "Grazie al Protocollo antimafia sottoscritto in Prefettura a Torino nel 2012 sono state eseguite fino ad oggi 1190 richieste antimafia per gli appalti italiani dell'opera, di cui 840 per il solo cantiere di Chiomonte. La Prefettura ha emesso finora due "interdittive", ovvero l'esclusione delle aziende non idonee. Tutte le attività sono sottoposte ai controlli della Prefettura e del Gitav (Gruppo Interforze Tratta Alta Velocità), struttura investigativa specializzata a composizione interforze istituita per prevenire e contrastare la criminalità organizzata nella Torino-Lione. La sentenza del processo San Michele sulla presenza della ‘ndrangheta nel torinese, giugno 2016, ha confermato che la criminalità organizzata ambiva a mettere le mani sui lavori ma non è mai riuscita a infiltrarsi nei cantieri della Torino-Lione né con Ltf, la società precedente, né tantomeno con Telt". Tutti gli ultimi "via libera"Infine: "Nel giugno 2016 la Commissione Via ha espresso la positiva conclusione delle attività di verifica di attuazione rispetto al Progetto esecutivo ed alle prescrizioni della Delibera CIPE 86/2010. Si tratta in particolare di 128 prescrizioni e tre raccomandazioni, in alcuni casi da completare al termine dell'opera, che riguardano per lo più adeguamenti dei monitoraggi ambientali, alcuni approfondimenti del progetto o l'esecuzione di studi su vari fattori".

Cantiere, visite da tutto il mondo e street art

Secondo Telt, "il sito di Chiomonte ha suscitato molto interesse da parte dei visitatori: dal 2014 a oggi si sono superate le duemila presenze. Sono principalmente tecnici e professionisti del settore edile, geologi, studenti, ma anche molti cittadini che hanno voluto vedere da vicino i lavori e la fresa Gea. Poi delegazioni da Teheran, Benin, Repubblica democratica del Congo, Mali, Madagascar, dalla Cina e dal Giappone. 

Fase 3: il futuro dei lavori

Per Chiomonte si apre dunque ora la "fase 3": dopo la preparazione e lo scavo inizia la riorganizzazione del sito per il suo utilizzo futuro. Il nuovo assetto del cantiere a opera finita e prima dei grandi lavori del tunnel di base mantiene fino al 2018 il 92% dei lavoratori di provenienza locale. Una volta completata la galleria servirà come accesso al cantiere del tunnel di base e, quando questo entrerà in funzione, come condotto di ventilazione, manutenzione e passaggio di sicurezza. L'area si preparerà ora ad accogliere il grande cantiere italiano del tunnel di base. La variante del progetto del 2013 che verrà pubblicata in primavera prevede lo scavo dell'opera principale Torino-Lione a partire dalla Maddalena. Conclusione: "Telt sta compiendo tutti gli ultimi passi necessari: è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell'Ue il bando da 110 milioni di euro per la direzione lavori lato Francia. Entro l'anno verrà assegnata anche la direzione lavori in Italia. Entro il 2019 saranno realizzati lavori per 1,9 miliardi di euro, finanziati per 813 milioni dall'Europa, rispetto a un costo totale certificato di 8,6 miliardi. I primi cantieri quest'anno saranno quelli dello svincolo autostradale dell'A32 Torino-Bardonecchia, che darà accesso diretto al cantiere della Maddalena, e la rilocalizzazione dell'autoporto di Susa a San Didero per lasciare spazio alle aree che ospiteranno la nuova stazione internazionale.

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