Dopo il sequestro la rabbia dei Riina

| Nei giorni scorsi sono stati sequestrati beni per 600 mila euro al fratello dello scomparso Totò Riina. Operazione dei Ros. La rabbia dei familiari: "Lo Stato si vendica"

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Dopo il sequestro per 600 mila euro a Gaetano Riina, ottantaquattrenne fratello del defunto capo di Cosa nostra Salvatore Riina, recluso nel carcere di Torino dal 2011, quando fu arrestato per associazione a delinquere di stampo mafioso ed estorsione aggravata, sale la rabbia dei familiari: "Sono beni acquistati tanti anni fa, decenni...lo Stato si vendica dei sopravvissuti, la mafia non c'entra niente". Il provvedimento, emesso dal tribunale di Palermo – sezione misure di prevenzione, è stato eseguito dai carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Trapani e fa seguito al sequestro effettuato nel luglio 2017 a Salvatore Riina. E’ stato richiesto dalla Procura Distrettuale Antimafia di Palermo e si inserisce nella manovra investigativa finalizzata a disarticolare le famiglie mafiose di Corleone e di Mazara del Vallo. I I carabinieri hanno sequestrato un appartamento di 10 vani a Mazara del Vallo e 7 rapporti bancari ed assicurativi riconducibili al nucleo familiare, per un valore complessivo di 600 mila euro. L’indagine patrimoniale ha consentito di accertare un’evidente sperequazione tra i redditi dichiarati da Gaetano Riina ed il valore dei beni a lui intestati o comunque a lui riconducibili, da cui può dedursi che negli anni si sia avvalso di mezzi e di disponibilità finanziarie illecite, derivanti dalla sua appartenenza a Cosa nostra. E’ stata in particolare accertata la derivazione illecita dell’abitazione a Mazara del Vallo, acquistata nel 2005 da Maria Concetta Rita Riina (figlia di Giuseppe) "ed è risultata ingiustificata la disponibilità della provvista necessaria ad effettuare le ingenti spese per i lavori di ristrutturazione dell’immobile".

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