Giustizia-'ndrangheta, ucciso il boss Nirta

| Freddato da tre incappucciati a Murcia, in Spagna, coinvolto nella strage di Duisburg e nell'inchiesta del gip di Milano sull'ex procuratore Longarini

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La giustizia dell'ndrangheta non perde tempo in processi, appello e Cassazione. Quando decide di uccidere, agisce. Così i sicari del racket hanno ucciso poche ore fa nella città di Murcia, in Spagna, il boss Giuseppe Nirta, 52 anni, originario di San Luca (Reggio Calabria), già condannato a tre anni e 8 mesi nell'operazione Minotauro del pm Roberto Maria Spargna e dei carabinieri, condanna poi annullata dalla suprema Corte. Era un narcos ben agganciato ai cartelli sudamericani in contatto con le cosche calabresi. Indirettamente, era finito anche nell'indagine del gip di Milano Giuseppina Barbara che il 30 gennaio scorso aveva portato all'arresto del pm di Aosta, ora sospeso, Pasquale Longarini e del suo amico imprenditore Gerardo Cuomo. Avrebbe avvisato l'amico di un'inchiesta della Dda sul clan Nirta esubito si era allontanato da quelle amicizie pericolose. Gli inquirenti della Dda di Torino stanno ora cercando di valutare il significato di un'esecuzione che potrebbe essere collegata ai verbali resi in questi mesi da alcuni pentiti, in qualche modo in contatto con il boss che da San Luca si era radicato con la sua famiglia in Val d'Aosta.
Il delitto è avvenuto, secondo L'Opinion de Murcia, un giornale locale, nel quartiere di El Charcon, nella zona costiera. Una donna, l'altra notte ha dato l'allarme al 112: "Uomini incapucciati stanno uccidendo il mio uomo". Incapucciati forse per salvarla dalla stessa fine, un modo scelto dai killer per non farsi riconoscere dai testimoni. Al contrario avrebbero ucciso anche lei. La donna non è stata in grado di dare altre notizie utili agli investigatori; quando s'è accorta di cosa stava succedendo è fuggita il più distante possibile. Nirta aveva una casa nel quaritere e lì si incontravano da qualche tempo. Ls Polizia locale di Aguillas e la Guardia Civil, più una unità del Servizio Sanitario di Murcia sono intervenuti in pochi minuti dalla segnalazione. Hanno tentato di rinanimare Nirta ma invano. Colpito dai 6 proiettili all'addome, l'ultimo in testa. I testimoni hanno sentito gli spari e visto fuggire i tre incappucciati: "Pensavamo fossero cacciatori di conigli", hanno detto alla polizia. La casa del boss, isolata rispetto alla città, aveva sistemi di sicurezza per controllare le vie d'accesso. I detectivestanno interrogado la donna da ore ma per ora senza risultati positivi. Pensano a una vedetta legata alla strage di Duisburg, quando sei calabresi di San Luca furono uccisi davanti alla porta di una pizzeria nel 2008. Nelle faide calabresi, la parole oblio e perdono, non esistono. Se devi morire ucciso, prima o poi, accadrà. E Nirta, di questo, era assolutamente certo. La polizia, comunque, indaga anche nell'ipotesi di una rapina finita male. Ma la pista è assai labile.
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