L'ex nunzio ultra-moralizzatore
castigato dai giudici

| L'arcivescovo Carlo Maria Viganò,il severo accusatore di Papa Francesco, condannato in primo grado a versare metà dell'eredità al fratello don Lorenzo, pure disabile. Storia di fratelli-coltelli finita in Tribunale. Somme ingenti

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Don Lorenzo Viganò disabile da decenni, aveva già rotto ogni rapporto con il fratello, l'ex nunzio Carlo Maria, il moralizzatore della Chiesa, l’acerrimo nemico di papa Francesco. Poi, dopo anni di richieste inattese, s’è ritrovato costretto, molto a malincuore, ad adire alle vie legali contro di lui nel lontano settembre del 2010. A ottobre il giudice monocratico Susanna Terni, un giudice monocratico civile di Milano l’ex nunzio in Usa, lo condannato a risarcire fratello con 1 milione e 800 mila euro, oltre agli interessi legali e alle spese processuali, la metà 3.649.866,25 che costituivano l’eredita familiari che andava divisa a metà. Dalle carte giudiziarie emerge unarealtà, se vera, sconcertante anche se il fratello soccombente ha presentato appello contro la sentenza. 

I due sacerdoti  avevano deciso di mantenere la cointestazione dei beni loro assegnati alla morte del padre, un imprenditore lombardo, con Carlo Maria nel ruolo di amministratore unico. Don Lorenzo avrebbe chiesto per molte volte alleo un resoconto del dare e avere. L'eredità, al 30 settembre del 2010, scrive l’Hffington Post “comprendeva numerosi immobili per un valore stimato di quasi 20 milioni e mezzo di euro, oltre ad una rilevante somma di denaro, oltre sei milioni e settecentomila euro”. L’ex nunzio avrebbe inoltre trattenuto i proventi dei beni immobili, e “detenendo la liquidità facente parte della comunione, beneficiando complessivamente di operazioni per un importo netto di euro 3.649.866,25".

Eppure vigano aveva inviato alcune lettere a papa Benedetto XVI nel 2011 in cui chiedeva di non essere inviato a Washington, così da poter dare la “necessaria, doverosa e diretta assistenza al fratello Lorenzo disabile, allora residente a Chicago. Ma il giudice non gli ha creduto. Il detto che ogni moralizzatore, alla fine trova uno sempre più moralizzatore di lui è stato ancora una volta confermato.

 
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