Il sacrificio di Lele e la memoria corta

| Mentre infuria il caso Cucchi, muore intanto un altro carabiniere in servizio, travolto da un treno. Doveva arrestare un rapinatore che cercava di fuggire. E sullo sfondo la scarsa attenzione dello Stato nei confronti dell'Arma

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di MASSIMO NUMA

Gli audio e i verbali dell'inchiesta sulla tragica morte di Stefano Cucchi, laddove si scopre che ci fu un vero tentativo di nascondere quanto era accaduto, cioè il feroce pestaggio di un cittadino italiano fermato per spaccio di droga e quindi affidato alla custodia dello Stato, occupa da mesi le prime pagine dei media mainstream. Sia fatta finalmente giustizia, nell'interesse di tutti. Che nel frattempo muoia un altro carabiniere in servizio è invece una notizia, per alcuni, di serie B. Si chiamava Emanuele "Lele" Reali, aveva 34 anni, sposato con due figli piccoli. Ebbene, Emanuele, vicebrigadiere del Nucleo Operativo di Caserta, stava inseguendo sui binari di una linea ferroviaria un rapinatore che doveva essere arrestato ed è stato travolto da un treno. Era già accaduto molti anni fa a Torino, allora morì un brigadiere del 112. Uno dei tanti Caduti presto dimenticati.

“GLI EROI SON TUTTI GIOVANI E BELLI”

A Emanuele l'Arma ha dedicato un breve messaggio. "Non avrà strade né piazze, ma per noi è un eroe. È morto schiantato da un treno Emanuele Reali, figlio di genitori che non è naturale siano destinati a sopravvivergli, marito di una donna a cui mancherà come l’aria, padre di due bimbe così piccole che a stento lo ricorderanno. È morto schiantato da un treno a Caserta, mentre inseguiva il quarto autore di un furto, l’ultimo ancora da arrestare. La sua fine richiama alla mente La locomotiva di Francesco Guccini, anche se è proprio un’altra storia. Ma c’è un verso di quella canzone che recita: ‘Gli eroi son tutti giovani e belli. Era giovane il 34enne Emanuele Reali, quanto l’entusiasmo che lo ha spinto a rincorrere un reo senza preoccuparsi delle conseguenze, al buio lungo il binario di una ferrovia. Ed era bello quanto il suo atto coraggioso, unicamente dedito al dovere. Non avrà strade né piazze Emanuele Reali, perché è 'solo' l’ennesima vittima di una guerra combattuta tutti i giorni, quella silenziosa contro il crimine. E perché, anche se qui lo scriviamo quattro volte, il suo nome a breve non lo ricorderà nessuno. Per noi però Emanuele Reali, Vice Brigadiere dei Carabinieri, sarà eternamente giovane e bello. Sarà per sempre un EROE”.

DENUNCIA COCER: “ABBANDONATI”

Ma non è in atto solo una massiccia e pervasiva campagna d’odio contro l’Arma, attraverso l’amplificazione, e spesso la distorsione, di gravi episodi di cronaca nera in cui sono rimasti coinvolti carabinieri, ma la sensazione è che lo scopo sia un tentativo di delegittimare e depotenziare le forze dell’ordine. Anche attraverso una mancata tutela e valorizzazione da parte di alcuni segmenti istituzionali. "La Legge di Bilancio appena licenziata dal Governo non soddisfa in alcun modo il personale dell'Arma dei Carabinieri. Un’attenta analisi del provvedimento fa emergere l'inesistenza di importanti investimenti per il comparto sicurezza e difesa". Questa la denuncia contenuta, riporta l’agenzia Adn Kronos, in una nota del Consiglio Centrale di Rappresentanza Militare dei Carabinieri (Cocer) che, dati alla mano, indica le "cifre che offendono la dignità del personale in uniforme: 500 milioni per un piano assunzionale distribuito su cinque anni; circa 60 milioni l’anno per gli aumenti stipendiali dei soli Carabinieri, con cui peraltro assurdamente si ritiene di poter rivedere parte delle indennità accessorie; 70 milioni sul progetto del futuro riordino delle carriere, con la pretesa che possano, insieme agli altri 20 milioni - stabilizzati nel decreto sicurezza - risolvere le richieste di 450.000 operatori di sicurezza". 

“CIFRE RIDICOLE, AUMENTI INESISTENTI”

Il Cocer evidenzia che "il valore medio dell’aumento contrattuale che avete previsto, non si avvicina minimamente al debito che il Governo ha nei nostri confronti: mediamente 800 euro lorde annue pro-capite di straordinario non pagato, per un importo complessivo di circa 80 milioni di euro. Leggiamo di riforme pensionistiche sbandierate come la risoluzione delle problematiche di tanti cittadini, ma nessuno ha pensato di dirci come sarà applicata a noi. Infatti, la quota 100, con i principi enunciati dei 62 anni di età, penalizza chi come noi ha limiti ordinamentali di 60 anni, almeno con riferimento ai contrattualizzati. Non abbiamo una previdenza complementare e per finire i coefficienti di trasformazione non sono adeguati alle nostre esigenze pensionistiche, bensì tarati sui 67 anni del pubblico impiego",

"SCHIACCIATI DALLE TASSE"

"Leggiamo ancora - lamenta il Cocer - di reddito di cittadinanza e abbiamo sperato che si sarebbero trovati i soldi anche per coloro che pur avendo il lavoro, sono soggetti a impieghi gravosi. Coloro che vantano un credito verso lo Stato di 80 milioni l’anno. Per ultimo, ma non per importanza, non possiamo non parlare della flat-tax, al momento sembrerebbe essere ad appannaggio delle sole partite iva fino ad un certo reddito. Sembra paradossale, ma è vero: giustamente un privato con un imponibile di 30.000 € netto rap, pagherà di tasse 4.500 €, peccato che un Carabiniere, con lo stesso imponibile, pagherà 7.000 €. Come non criticare una manovra economica che continua a penalizzare le forze dell’ordine? L’amarezza è tanta ed è percepibile e lo è ancor di più in questo periodo storico dove la parola d’ordine è ridiamo l'Italia agli italiani". 

FLAT TAX ANCHE PER IL COMPARTO SICUREZZA

Il Cocer suggerisce al Governo di "applicare la flat-tax anche al personale del Comparto difesa sicurezza; incrementare i fondi sulla specificità, per aumentare quelle indennità accessorie che gridano vendetta da 16 anni; finanziare con almeno 500 milioni di euro il nuovo riordino delle carriere; approvare una riforma previdenziale dedicata al nostro settore, partendo dalle categorie più basse, per consentirci di percepire delle pensioni decorose. Ci permettiamo di suggerire tutto questo, perché o il governo è effettivamente quello del cambiamento, oppure non potrà non essere catalogato come i governi che lo hanno preceduto". 

 
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