Informali: "Fateci rientrare nel movimento"

| Operazione Scripta Manent: in cella gli arrestati da procura e Digos. I dossiers

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Di Germano Longo
Gli anarchici della Federazione Anarchica Informale ora cercano di legittimarsi, con le loro azioni di natura eversiva, con il resto del movimento, anche con l'odiata e derisa Federazione Anarchica Italiana, anche l'ala insurrezionalista con capitale Trento e sub-capitale Torino. Non sono più "anarchici da operetta", "cittadinisti alla ricerca di inutili consensi" ma di nuovo "compagni" o "compas" con cui condividere un percorso comune. Tanto evidente, questa nuova linea, che i redattori di Croce Nera, il sito di riferimento degli Informali, hanno tolto i post più critici mentre sono pronti a cambiare gli avvocati della difesa, scegliendo proprio quei legali che seguono le vicende degli anarchici e degli antagonisti di area autonoma, senza ulteriori irrigidimenti ideologici. Non sono più, loro, gli unici rivoluzionari in circolazione. Hanno capito che, da soli, non vanno da nessuna parte, al massimo in galera. E per anni e anni.
I sette arrestati dalla Digos di Torino nel corso dell'operazione Scripta Manent, - infatti - coordinata dal pm Roberto Sparagna, sono tutti militanti della Federazione Anarchica Infomale. E' quanto afferma la sentenza della Cassazione nel rigettare le istanze di scarcerazione avanzate nei confronti dei sette arrestati. Alcune le ha ritenute "inammissibili". Gli anarchici che teorizzano l'uso della violenza per sostenere le proprie tesi anti-sistema, sono ritenuti responsabili di una lunga serie di attentati. 

Restano in cella i torinesi Alfredo Cospito, Anna Beniamino, Nicola Gai, Danilo Cremonese e Valentina Speziale. I primi tre sono torinesi, gli altri del Centro Sud, compresi Alessandro Mercogliano e Marco Bisesti. Una decisione, quella della Cassazione, passata totalmente sotto silenzio lungo gli infiniti nodi della rete web anarchico comunque di contro-informazione. Neppure il sito Croce Nera Anarchica, il sito di riferimento degli informali, ha riportato un rigo di una decisione che mantiene in carcere tutti gli arrestati. E' un colpo a sopresa, mentre  si delineano le linee di comando a livello europeo, saldamente nelle mani degli scarcerati Gabriel Pombo da Silva, ex convivente di una delle fiure femminili più importanti della Fai Informale italiana, e di Marco Camenisch, il terrorista che ha scontato una lunga pena in Svizzera per omicidio. segnale di un'operazione di riavvicinamento dei vari segmenti del movimento anarchico europeo, deciso a superare quella monocoltura filo-terrorista, espressa dall'area informale e in particolare da Cospito, Gai e Beniamino. Alcuni post pubblicati su Croce Nera, critici nei confronti degli ideologi torinesi, sono stati rapidamente cancellati. Anna Beniamino invece accredita la tesi, a proposito di Scripta Manent, di un'operazione volta a reprimere l'intero movimento anarchico: "Questo procedimento - scrive - mira a reprimere sul nascere qualsiasi espressione del sentire anarchico e non rappresenta altro che la guerra che l'autorità porta avanti contro il connubio di pensiero ed azione che sta alla base dell'anarchismo". 

Ma, osservano gli investigatori, queste voglie matte di unità, "mal si conciliano con le precedenti accuse di immobilismo rivolte negli ultimi mesi contro altri settori dello stesso movimento anarchico di matrice insurrezionalista". I riferimenti erano contenuti nei documenti di rivendicazione dell'attentato contro il manager Ansaldo Roberto Adinolfi, e su un testo comparso appunto su Croce Nera: "Su etica, sabotaggio e terrorismo". Oggi la cellula Fai/Fri informale vuole presentarsi, con il capo cosparso di cenere e in ginocchio sui ceci, secondo la definizione di un anarco-insurrezionalista torinese, come rappresentante di un'intera area politica "per assumere la veste della sete di vendetta dello Stato". La lunga catena di attentati, sinora a bassa intensità, sembra far capire che gli anarchici hanno almeno in parte accolto questa nuova posizione. Per capire se, anche se solo in parte, questo processo di riunificazione tra la Federazione Informale e il resto del movimento, s'è davvero realizzato, si vedrà sui siti di riferimento delle aree anarchice coinvolte. Questione di giorni. Il tempo di consentire a Cospito-Beniamino di elaborare il lutto per una Fai/Fri che di fatto non c'è più.





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