Militari italiani uccisi da negligenze e silenzi

| Drammatico documento finale della commissione parlamentare. I gravi danni alla salute provocati dall'uranio impoverito e dall'amianto nei mezzi di tutte le armi. Oltre mille morti per absestosi solo in Marina

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Un quadro di “sconvolgente criticità” che, “in Italia e nelle missioni all’estero”, ha “seminato morti e malattie tra i lavoratori militari del nostro Paese”, con un “risultato devastante”. Criticità “alimentate da un problema irrisolto”, che “l’universo della sicurezza militare non è governato da norme e da prassi adeguate”, ed aggravate da un certo “‘negazionismo’ dei vertici militari” e dal fatto che “nell’Amministrazione della Difesa continua a diffondersi un senso d’impunità quanto mai deleterio per il futuro: l’idea che le regole c’erano, ci sono e ci saranno, ma che si potevano, si possono e si potranno violare senza incorrere in effettive responsabilità. E quel che è ancora peggio, dilaga tra le vittime e i loro parenti un altrettanto sconfortante senso di giustizia negata”.

Sono le accuse lanciate dalla Commissione parlamentare di inchiesta sugli effetti dell’utilizzo dell’uranio impoverito (la quarta costituita nella storia del Parlamento italiano) che, concluso il suo mandato, ha presentato una relazione finale nella quale si fa un bilancio delle indagini sulle questioni che concernono l’utilizzo dell’uranio impoverito e su altri fattori patogeni incidenti sulla salute dei militari, dei dipendenti civili dell’Amministrazione della Difesa e delle popolazioni residenti nei territori su cui insistono i poligoni e le installazioni militari.

Le criticità affrontate dalla Commissione, spiega la relazione, “sono alimentate da un problema irrisolto: l’universo della sicurezza militare non è governato da norme e da prassi adeguate. Restano immutate le scelte strategiche di fondo che attualmente ispirano la politica della sicurezza nel mondo delle Forze Armate. Quelle scelte strategiche che paradossalmente trasformano il personale della Difesa in una categoria di lavoratori deboli”.

La Commissione parlamentare ha accertato che “la presenza di amianto ha purtroppo caratterizzato navi, aerei, elicotteri” che “solo nell’ambito della Marina Militare 1.101 persone sono decedute o si sono ammalate per patologie asbesto-correlate”. Sono inoltre “molteplici e temibili” i rischi “a cui sono esposti lavoratori e cittadini nelle attività svolte dalle Forze Armate, ma anche dalla Polizia di Stato e dai Vigili del Fuoco” per l’utilizzo o la presenza di uranio impoverito o amianto: “Basti pensare ai poligoni di tiro presenti sul territorio nazionale nei quali la mancata o tardiva bonifica dei residui dei munizionamenti impiegati nelle esercitazioni ha prodotto rischi ambientali in danno di quanti sono chiamati ad operare o a vivere nel loro ambito”.

Infine per la Commissione “le reiterate sentenze della magistratura ordinaria e amministrativa hanno costantemente affermato l’esistenza, sul piano giuridico, di un nesso di causalità tra l’accertata esposizione all’uranio impoverito e le patologie denunciate dai militari o, per essi, dai loro superstiti” e, “sulla scorta della documentazione acquisita, raccomanda al prossimo Parlamento di vigilare con il massimo scrupolo sulle modalità di realizzazione della missione” italiana in Niger, “anche per quanto attiene alla valutazione dei rischi, all’idoneità sanitaria e ambientale dei luoghi di insediamento del contingente, alla congruità delle pratiche vaccinali adottate e alle pratiche di sorveglianza sanitaria”.

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