"Non portate Francesco in ospedale, basta l'omeopatia" ma il bambino è morto

| L'assurda fine di Francesco, 7 anni, morto a Pesaro per un'otite trascurata. Genitori disperati, il nonno accusa l'omeopata: "Ci ha convinti a non curarlo"

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Antibiotici. Principio attivo ceftriazone. Cortisone. E' semplice. L'otite, anche nei bambini, si cura così. E non con l'omeopatia, una pratica che con la scienza medica non ha nulla a che fare e che, al massimo, può essere un placebo, una cosa che agisce sulla mente delle persone, ma non su batteri e infazioni. Può servire e nemmeno sempre ai malati immaginari, agli ipocondriaci. Non chi ha una grave infezione. Oggi i genitori del piccolo Francesco di 7 anni di Cagli (Pesaro) morto nel reparto di rianimazione dell'ospedale Salesi di Ancona per un'otite curata con l'acqua contenuta nelle accattivanti confezioni della "medicina" omeopatica, sono disperati. Se la prendono, assieme ai nonni, troppo tardi, con un medico omeopatico che, secondo le prime indagini, avrebbe pervicacemente insistito di non curare francesco con i farmaci veri, mentre aveva da giorni la febbre e le terapie alternative non facevano alcun affetto. Quando l'hanno finalmente portato in ospedale, il piccolo aveva  un ascesso che ha danneggiato il cervello in modo irreparabile. Gli antibiotici a largo spettro che i medici del Salesi gli hanno immediatamente somministrato non hanno fatto il miracolo, nemmeno un intervento chirurgico, per limitare le dimensioni dell'ascesso. Poi hanno convocato la commissione apposita per l'accertamento della morte cerebrale. I genitori "hanno congiuntamente dato il consenso al prelievo degli organi".

La famiglia aveva scelto di curarlo con farmaci omeopatici, perché gli antibiotici "fanno male". Le solite teorie assorbite dal web, con il corredo di accuse alle multinazionali del farmaco, descritte come mostri crudeli e voraci. Dopo 15 giorni di farmaci omeopatici, Francesco era già incosciente, con febbre e un ascesso cerebrale, provocato dal pus che era arrivato alle pareti del cervello.   

Maurizio Olivieri, il nonno, accusa invece senza mezzi termini il medico omeopata il vero responsabile di questa assurda tragedia. L'omeopata avrebbe consigliato la famiglia di non portare il piccolo in ospedale nonostante la febbre a 40.

La procura di Ancona , dopo la segnalazione dei medici del Salesi, ha aperto un'inchiesta per omicidio colposo a carico di ignoti. Gli atti sono stati trasmessi per competenza alla Procura di Urbino.

Il bollettino medico del dr. Fabio Santelli, direttore della Sod di Anestesia e Rianimazione Pediatrica del Presidio di Alta Specializzazione 'G. Salesi' di Ancona, lascia poco spazio ai dubbi dei e alle convinzioni dei seguaci delle terapie alternative, che si sposano, spesso, con quelle contro i vaccini: "Nella prima mattinata  il quadro clinico del paziente F. si presentava con una stabilità cardio-circolatoria, parametri ventilatori e della diuresi validi. Persistenza del quadro neurologico di coma irreversibile. Effettuato un nuovo controllo elettroencefalografico che risultava con assenza di attività elettrica, contattata la Direzione medica si è provveduto a convocare la Commissione per l'accertamento della morte cerebrale". Garattini, presidente dell'agenzia del farmaco, propone la misura più semplice: radiare dall'ordine dei medici chi si ostina a prescrivere preparati che non servono a guarire ma solo a fare guadagnare somme spaventose e a costo zero a chi li produce.


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