Quei dati "gonfiati" del mercato auto finito il doping delle Km0 di nuovo crisi?

| L'inchiesta/1 - Allarmante bolla per le politiche di tutti i marchi. Rischio rapida esplosione. Sono numeri, ma anche interpretandoli in modo elementare, dimostrano una realtà sofferente, che sopravvive grazie a potenti sedativi

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(Nostro servizio)
Sono dati esaltanti, quelli del mercato dell'auto, rimbalzati ovunque proprio in questi giorni: li ha diffusi il Ministero dei Trasporti che dopo gli anni della crisi, considerati alle spalle, offrono un quadro della situazione quanto meno confortante. Nel solo mese di agosto, da sempre considerato poco reattivo per via delle vacanze, si parla di 83 mila 363 auto vendute, con una crescita netta del 15,8% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Dati che condizionano pesantemente anche il mercato azionario, è chiaro che un settore (apparentemente) in crescita promuove le azioni dei produttori mondiali, inducendo i broker (e i loro clienti) a comprare e a vendere. Forse dovrebbe essere la Consob, ora, a dare un'occhiata agli ultimi movimenti di borsa, se tutto davvero funziona in modo corretto, se rialzi e ribassi sono veramente dipesi dai numeri economici reali o da altri fattori. E' uno scenario preoccupante, con un cielo carico di nubi nere. Sopratutto per il consumatore. Il ricambio generazionale delle auto anziane che dovrebbe avvenire entro una decina d'anni, tarda a ripartire. E la forsennata politica dei ribassi dal costo di listino sta distruggendo anche il mercato dell'usato, nel senso che se puoi comprare un'auto nuova al prezzo di una usata recente, preferisci - di certo - la prima opzione. E l'auto usata resta lì, a deprezzarsi, mese dopo mese, nei piazzali. Siamo di fronte a sconti che hanno dell'incredibile. C'è poco altro da aggiungere.
DATI VENDITE FUORVIANTI 

Ad essere rincuorati sono soprattutto i brand dell'auto, pronti a snocciolare cifre precedute dal magico simbolo "+" che per tanto tempo è mancato all'appello. Ma al di là dei proclami dei nostri governanti, che a loro volta annunciano "la crisi alle spalle", c'è la quotidiana realtà, come spesso accade ben diversa dalle veline di palazzo. Alzi la mano, prendendosi il tempo che serve per pensarci, chi conosce davvero qualcuno che ha cambiato auto di recente. Qualche eccezione c'è - è ovvio e fisiologico - ma da lì a parlare di ripresa del mercato sembra quanto meno esagerato. Senza fare troppe ricerche basta un'occhiata, anche rapida e distratta, al parco auto circolante fermo ad un qualsiasi semaforo, composto da un mare di veicoli con targhe che denunciano poco meno di dieci anni di vita. Euro 4 quando va bene.

E c'è perfino un altro indizio a minare la veridicità dei dati, piuttosto calzante: le più elementari regole di mercato recitano un'equazione tanto semplice quanto infallibile: quando la domanda cresce, i prezzi salgono. Così non è, e basta poco per rendersene conto. Anzi, malgrado il mercato dell'auto viva una presunta crescita irresistibile, non c'è marchio automobilistico che non pubblicizzi sconti che possono arrivare al 40%. Importa poco fare nomi a questo punto, tanto all'appello non manca nessuno.
IMMATRICOLAZIONI NELLE ULTIME 72 ORE PER DROGARE LE STATISTICHE   

Il problema, o forse la fettina di una verità che ha molti padri, è un mercato automobilistico che continua a vivere grazie all'uso costante di sostanze dopanti. Un paziente in carenza di ossigeno tenuto in vita dalle macchine, è il caso di dirlo. Più della metà delle immatricolazioni a cui si accennava prima, quelle che sembravano regalare un agosto assolato all'intero comparto, sono arrivate a destinazione soltanto gli ultimi tre giorni del mese, mettendo mano all'usanza molto italiana dei "km zero" che i concessionari tengono pronte sotto il cilindro, ma pronti a tirarle fuori quando il mese butta male e gli obiettivi sono troppo lontani. Non è un segreto per nessuno: per tanti anni le km zero hanno rappresentato uno scudo verso i bersagli imposti dalle case che valeva fra il 6, il 7% e perfino l'8%, a volte. Poi la diga si è aperta, salendo solo lo scorso anno fino ad impossessarsi del 13% delle immatricolazioni, e con una stima per il 2017 destinata a superare il 15%. Cosa succederà? Difficile dirlo con precisione, ma la bolla in cui ha imparato a vivere il mondo dell'auto, in un tempo neanche così lontano per l'Italia ipotizzato in 2 milioni di veicoli all'anno, si sta forse avvicinando ad un collasso finora tenuto a bada con i farmaci dell'economia. Perché più km zero arriveranno nelle concessionarie, alterando i dati di acquisto dei privati, meno il mercato ripartirà davvero.
IL COSTO DEL DENARO AUMENTA MA SOLO PER LE RATE DELLE UTILITARIA
Basterebbe un piccolo test che possono fare tutti. Chiedere alla propria cerchia di amici o familiari, chi di loro, in questo periodo, sta per acquistare un'auto. La risposta è facile, nessuno, o quasi. Mancano i soldi, il reddito medio serve a malapena ad arrivare alla fine del mese. Stiamo parlando di chi, le auto, le comprava volentieri, la piccola e la media borghesia. Oggi c'è Equitalia da pagare, le multe, oltre cento tasse, l'assicurazione, il bollo, le bollette, la scuola per i figli, i mutui, le rate. La macchina nuova è l'ultimo dei pensieri. Va bene quella un po' scassata ma ancora funzionante. Lo sanno bene i titolari delle officine che stanno vivendo una specie di imprevedibile rinascimento, con un aumento di affari notevoli, grazie alle riparazioni di vetture già in stato di avanzata senescenza. Se compri un'auto nuova, il cliente meno avveduto, che non sa nulla di come funzionano le finanziarie legate ai marchi, comprano auto con tassi alti, intorno al 7 per cento, senza sapere che quelle di fascia molto più alta, dai 60 mila euro in su, pagano solo, talvolta, il 2,9 per cento. Spesso uno crede di comprare un'auto e invce acquista denaro ad altro prezzo. Quello è il vero business.
INDOTTO E SERVIZI SUL BARATRO
Il settore automotive in Piemonte e nel Torinese dà ancora lavoro a migliaia di persone, e il peggio sembrava passato. Ma gli analisti correggono il tiro e disegnano un futuro in cui la bolla del mercato, ricordate i mutui sub-prime Usa, anno 2009?, potrebbe esplodere con tutte le conseguenze del caso da un momento all'altro. Eppure, guardando le statistiche dell'agosto 2017 vien quasi da investire ancora e magari allargare le linee di produzione. La speranza è che, in qualche modo, il sistema auto tenga ancora per un po'. Tra gli addetti ai lavori serpeggia un allarmato fatalismo: "E' vero - spiega un importante manager con un articolo del Sole24ore sulla scrivania che denuncia con toni misurati la situazione - che la questione dei km0, delle immatricolazioni forzate per raggiungere i traguardi, non è esattamente di oggi e che risale ad anni fa. Ma ora le contraddizioni sono più lancinanti. Molte auto vanno a finire nei piazzali del Rent-A-Car, dimenticate per mesi e forse mai utilizzate. Un altro sintomo della crisi".

 

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