Anarco-terroristi "Basta con bombe carta, alzare il livello dello scontro"

| Riprende a Torino il processo ai 7 anarchici Fai/Fri accusati di una serie di attentati ma si apre una spaccatura tra i militanti. "Stop ai petardi che valgono anni di galera, selezionare obiettivi e usare strumenti davvero devastanti"

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di MASSIMO NUMA

Riprende lunedì in Assise a Torino il processo a 7 anarchici della Federazione Anarchica Informale accusati di una lunga catena di attentati con eplosivo (e feriti) dal 2003 a oggi in Piemonte e nel Centro Sud. In un crescendo di tensioni e di pericolosi nuovi attentati, anche se recentemente è accaduto un fatto nuovo nella galassia che teorizza eversione e terrorismo. Si sarebbe infatti verificata una profonda spaccatura tra il gruppo che fa a capo ad Anna Beniamino ed Alfredo Cospito, torinesi, e una parte non secondaria dei compagni del Centro Sud, sino a ieri coesi nel sostenere la linea della violenza anti-sistema. 



Una divisione netta, che va al cuore del problema: da una parte di ha proseguito sulla strada degli attentati con esplosivo utilizzando ordigni “sostanzialmente inefficaci, se non ridicoli” ma in grado, se gli autori venissero mai individuati, “di ricevere egualmente decenni di galera con imputazioni aggravate dal 270, la matrice associativa-terroristica”,  segnalerebbero i “dissidenti”. E allora perché insistere con le bombe-carta, che fanno un botto e un po’ di fumo, davanti alle caserme dei carabinieri”? “Se dobbiamo mettere in gioco la nostra vita dobbiamo farlo con mezzi veramente distruttivi e mirati con precisione su bersagli veri: giudici, politici, giornalisti, nemici della marginalità nel suo complesso”. E ancora: “Questo essere né carne né pesce è inutile e controproducente”. Questo, in sintesi, il senso della discussione in atto.



Ignote le risposte agli inquietanti interrogativi mossi dall’ala degli irriducibili che rivendicano la linea rossa di collegamento con le estinte formazioni armate degli Anni ’70 e ’80. Per ora, a quanto pare, non c’è stata una presa di posizione chiara e netta da parte dei destinatari del messaggio, proveniente dal gruppo di anarchici che hanno scelto la clandestinità anche attraverso la cancellazione dall’anagrafe. Sarà interessante, in aula, vedere chi è presente tra i sostenitori di Beniamino-Cospito nel settore riservato al pubblico. Nell’ultima udienza si erano materializzati alcuni esponenti dell’ala più radicale ma con vuoti assai significativi. Beniamino, che ha il carisma e l'intelligenza da leader, di sicuro, ha valutato con attenzione questo nuovo quadro e sarà interessante se affiderà una risposta ai siti di riferimento della sua area. Il problema che porrebbero i dissidenti è semplice: “Onore ai compagni che, nonostante la durissima repressione, pongono in essere azioni contro i simboli del sistema ma è sbagliato il modo e gli obiettivi sono troppo circoscritti e riduttivi”. Poi: “L’imprevedibilità sui tempi, i modi e i mezzi dell’azione rivoluzionaria è un punto di forza e di incisività a cui non si può rinunciare…che senso ha tentare invano di colpire un obiettivo scortato e super-protetto quando ci sono soggetti analoghi facilmente raggiungibili e con le stesse infami responsabilità delle figure apicali della repressione?”. Le caserme sono videosorvegliate, s’è alzato il livello di sorveglianza. Se vuoi colpire, e non con uno “stupido petardo”, è il senso dell’analisi, devi usare fantasia e la decisione di attuare un “alto e adeguato livello di devastazione”. Senza porsi limiti. E’ una riflessione severa: “Se ci poniamo lo scrupolo degli effetti collaterali legati a un’azione, ebbene, allora lasciamo perdere. Le azioni rivoluzionarie hanno, da sempre, un loro costo”.



Nel corso delle prime udienze torinese, uno speaker della Fai/Fri si era espresso così: «Distruggere questo mondo di m… è bello. Sparagna, prova anche tu. Penso che venti litri di benzina per distruggere il tuo ufficio possono bastare. E se dentro bruci pure tu saremo ancora più contenti». I timori sono legati agli attentati esplosivi avvenuti (alcuni sventati dai controlli nelle Poste) attraverso l’invio di buste esplosive molto più sofisticate e pericolose dei modelli precedenti. L’ultima era scoppiata il 25 maggio ad Atene nell’auto del premier greco Lucas Papademos, ferito al volto, poi ordigni a Roma a Parigi. Destinatari figure istituzionali e altre persone nel mirino della Fai/Fri.  E’ uno scenario in continua evoluzione, mentre una parte non secondaria di esponenti di rilievo s’è trasferita dal Cuneese in Alta Val Susa, in una comunità anarchica un tempo molto legata al movimento No Tav, partecipando in prima persona alla fase violenta della vertenza.

In un documento acquisito dalla Digos è scritto testuale: “E’ una vera gioia vedere saltare in aria caserme, tribunali, rappresentanti el potere..il sistema è le sue strutture non sono astratte e i responsabili hanno nomi e cognomi sono facilmente individuabili…".



Dal 2003 le cellule della Fai-Fri hanno realizzato decine di azioni dirette in tutta Italia. Furono perquisite decine di abitazioni e case occupate in Piemonte, Liguria, Lazio, Emilia Romagna, Lombardia, Sardegna, Abruzzo, Campania e Umbria. Il reato contestato è l’associazione con finalità di terrorismo. Tre gli attentati oggetto dell’indagine. Il primo alla Crocetta, il 5 marzo 2007, poi i due ordigni davanti alla caserma dei carabinieri di Fossano, il 2 giugno 2006. L’indagine è partita nel 2012, a Genova, dopo l’attentato al manager Ansaldo Roberto Adinolfi. Cospito e Gai, del Nucleo Olga, gli spararono alle gambe con una pistola Tokarev, ferendolo in modo serio. I due furono arrestati pochi mesi dopo e infine condannati in via definitiva a 10 e 9 anni di carcere. Al pm Roberto Sparagna erano stati indirizzati numerosi insulti. «i nostri padri e i nostri nonni - aveva aggiunto lo speaker - ci hanno insegnato come si trattano i nazisti. Vai a piazzale Loreto, e medita la fine che fanno».  E ordigni eplosivi. Le due buste (la seconda al pm Antonio Rinaudo) contenevano polvere da sparo, fili elettrici e batterie. Avrebbero potuto esplodere. 

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