GIANLUCA VACCHI FENOMENOLOGIA

| Si spegne tra i debiti lo slogan Enjoy! dopo il sequestro milionario di barche, ville e conti bancari su richiesta della banca Bpm

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Finiscono in mano al Banco Bpm - nato a gennaio dalla fusione tra il veronese Banco Popolare e la Banca Popolare di Milano - beni per 10 milioni di euro, tra yacht, ville, azioni e quote di un golf club, appartenenti a Gianluca Vacchi, 'star dei social network' con 12 milioni di followers e la cui famiglia detiene una importante partecipazione in Ima, colosso del packaging guidato dal cugino, Alberto Vacchi. E' quanto rivela Qn-Quotidiano Nazionale. Secondo il giornale, infatti, sono diventati esecutivi i pignoramenti compiuti tempo fa da Verona per il mancato rimborso di un finanziamento, per una decina di milioni, alla holding First Investments, di cui lo stesso Vacchi è amministratore, finito in portafoglio alla banca dopo il matrimonio tra Milano e Verona. A giudizio del Qn, il prestito originario sarebbe stato vicino ai 30 milioni di euro, ma dopo i primi rimborsi, sarebbe finito nel novero dei crediti deteriorati. Su Twitter l'hashtag #Vacchi è balzato in testa ai trending topic di giornata.
ANSA - EMILIA ROMAGNA
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FENOMENOLOGIA DI GIANLUCA VACCHI 

L'uomo circuito dai social è in fondo, fra tutti i suoi simili, il più rispettato: non gli si chiede mai di diventare che ciò che egli è già. In altre parole gli vengono provocati desideri studiati sulla falsariga delle sue tendenze. Tuttavia, poiché uno dei compensi narcotici a cui ha diritto è l'evasione nel sogno, gli vengono presentati di solito degli ideali tra lui e i quali si possa stabilire una tensione. Per togliergli ogni responsabilità si provvede però a far sì che questi ideali siano di fatto irraggiungibili, in modo che la tensione si risolva in una proiezione au Istagram seguita da milioni di followers adoranti o in uno yacht da 30 metri, e cioè gli si chiede di rimanere com'è aggiungendo agli oggetti che possiede, magari anche un villone da almeno 20 milioni di dollari; in compenso gli si propone come ideale George Clooney o Brad Pitt, un calciatore o un vip dal pedigree "approved". L'ideale del consumatore di ogni tipo di social è un superuomo che egli non pretenderà mai di diventare, ma che si diletta a impersonare fantasticamente, come si indossa per alcuni minuti davanti a uno specchio un abito altrui, senza neppur pensare di possederlo un giorno. La situazione nuova in cui si pone al riguardo di Instagram è questa: i social non offrono, come ideale in cui immedesimarsi, il superman ma l'everyman. Presenta come ideale l'uomo assolutamente medio ma di sicuro circondato da tutte quelle cose che ogni uomo, sotto sotto, vorrebbe avere senza fatica alcuna: donne bellissime, soldi a palate, case da sogno, aerei privati, auto di lusso, yacht grandi come navi.

Il caso più vistoso di riduzione del superman all'everyman lo abbiamo in Italia nella figura di Gianluca Vacchi e nella storia della sua fortuna. Idolatrato da milioni di persone, quest'uomo deve il suo successo al fatto che in ogni atto e in ogni parola del personaggio cui dà vita davanti alle videocamere o microcamere traspare una mediocrità assoluta unita (questa è l'unica virtù che egli possiede in grado eccedente) ad un fascino immediato e spontaneo spiegabile col fatto che in lui non si avverte nessuna costruzione o finzione scenica: sembra quasi che egli si venda per quello che è e che quello che è sia tale da non porre in stato di inferiorità nessuno dei suoi followers, neppure il più sprovveduto. Il follower-tipo vede glorificato e insignito ufficialmente di autorità nazionale il ritratto dei propri limiti. Per capire questo straordinario potere di Vacchi occorrerà procedere a una analisi dei suoi comportamenti, ad una vera e propria «Fenomenologia di Gianluca Vacchi», dove, si intende, con questo nome è indicato non l'uomo, ma il personaggio. Vacchi non è particolarmente bello, atletico, coraggioso, intelligente sia pure se tatuato ovunque ed ebbro di life-style, dal cibo ai vestiti. Rappresenta, biologicamente parlando, un grado modesto di adattamento all'ambiente. Vacchi non si vergogna di essere ignorante e non prova il bisogno di istruirsi. Entra a contatto con le più vertiginose zone della digitalizzazione hi-tech e ne esce vergine e intatto, confortando le altrui naturali tendenze all'apatia e alla pigrizia mentale. Pone gran cura nell'impressionare i suoi followers, non solo mostrandosi all'oscuro dei fatti, ma altresì decisamente intenzionato a non apprendere nulla, continuando a ballare, cantare, flirtare, incurante di tutto, compresi i pignoramenti milionari.

In compenso Vacchi dimostra sincera e primitiva ammirazione per colui che ha la bellezza, i soldi, il talento in qualcosa. Di costui pone tuttavia in luce le qualità di applicazione manuale, la memoria, la metodologia ovvia ed elementare: si diventa glamour studiando i social e il web e ritenendo quello che dicono e scrivono il veltro del vero. Non lo sfiora minimamente il sospetto di una funzione critica e creativa della cultura. Di essa ha un criterio meramente quantitativo. In tal senso (occorrendo, per essere colto, aver letto per molti anni molti libri) è naturale che l'uomo non predestinato rinunci a ogni tentativo. L'ammirazione per la cultura tuttavia sopraggiunge quando, in base alla cultura, si viene a guadagnar denaro. Allora si scopre che la scienza del web serve a qualcosa. L'uomo mediocre rifiuta di imparare ma si propone di far studiare il figlio. Vacchi ha una nozione alto-borghese del denaro e del suo valore e sa molto bene il tenore delle invidiose riflessioni che il follower-tipo sarà portato a fare: «Chissà come sarà contento di tutti quei soldi! Ha davvero così tanti soldi tra le mani?». Vacchi accetta tutti i miti della società in cui vive: alla signorina Arianna Gutierre bacia la mano e dice che lo fa perché si tratta di una miss sì, ma a livello mondiale. La prima del globo. Oltre ai miti accetta dai social le convenzioni. È paterno e condiscendente con gli umili, deferente con le persone socialmente qualificate, arrogante e sprezzante ma solo con i suoi simili, di cui conosce a fondo vizi privati e pubbliche virtù.

Vacchi parla un italian basic e un basic english, con accento emiliano però. Il suo discorso realizza il massimo di semplicità. Abolisce i congiuntivi, le proposizioni subordinate, riesce quasi a rendere invisibile la dimensione sintassi. Evita i pronomi, ripetendo sempre per esteso il soggetto, impiega un numero stragrande di punti fermi. Non si avventura mai in incisi o parentesi, non usa espressioni elittiche, non allude, utilizza solo metafore ormai assorbite dal lessico comune, con una sintesi perfetta nella parola: "Enjoy!". Divertiti nonostante tutto. Sequestri compresi.

Non è necessario fare alcuno sforzo per capirlo. Qualsiasi follower avverte che, all'occasione, egli potrebbe essere più intelligente di lui. Non accetta l'idea che a una domanda possa esserci più di una risposta. Guarda con sospetto alle varianti. Weather Report e Miles Davis non sono la stessa cosa; egli reagisce di fronte ai dati come un cervello elettronico, perché è fermamente convinto che A è uguale ad A e che tertium non datur.

Gianluca Vacchi è privo di senso dell'umorismo. Ride perché è contento della realtà, non perché sia capace di deformare la realtà. Gli sfugge la natura del paradosso; come gli viene proposto, lo ripete con aria divertita, ballando o agitandosi davanti alla consolle da dj, anche quando è spenta, e scuote il capo ritmicamente, a occhi chiusi e ispirati, sottintendendo che l'interlocutore sia simpaticamente anormale; rifiuta di sospettare che dietro il paradosso si nasconda una verità, comunque non lo considera come veicolo autorizzato di opinione. Evita la polemica, anche su argomenti leciti. Non manca di informarsi sulle stranezze dello scibile (una nuova corrente di musica, una moda astrusa... «Mi dica un po', si fa tanto parlare oggi di questa acid music. Ma cos'è di preciso questa roba acida?»). Ricevuta la spiegazione non tenta di approfondire la questione, ma lascia avvertire anzi il suo educato consenso di frrquentare le cose della gente giusta, quella sempre al top del top...Rispetta comunque l'opinione dell'altro, non per proposito ideologico, ma per disinteresse. Di tutte le domande possibili su di un argomento sceglie quella che verrebbe per prima in mente a chiunque e che una metà dei suoi followers scarterebbe subito perché troppo banale: «Cosa vuol rappresentare quel balletto frenetico?» «Come mai si è scelto un hobby così diverso dal suo lavoro?» «Com'è che le viene in mente di occuparsi di disco-music?».

Porta i clichés alle estreme conseguenze. Una ragazza educata a Formentera non è virtuosa, una ragazza con le calze colorate e la coda di cavallo è «out». Chiede alla prima se lei, che è una ragazza così al top desidererebbe diventare come l'altra; fattogli notare che la contrapposizione è offensiva, consola la seconda ragazza mettendo in risalto la sua superiorità fisica e umiliando la rivale. In questo vertiginoso gioco di gaffes non tenta neppure di usare perifrasi. Per lui, lo si è detto, ogni cosa ha un nome e uno solo, l'artificio retorico è una sofisticazione. In fondo la gaffe nasce sempre da un atto di sincerità non mascherata; quando la sincerità è voluta non si ha gaffe ma sfida e provocazione; la gaffe (in cui Vacchi eccelle, a detta dei suoi fans ma sono gaffes volute con elegante nonchalance) nasce proprio quando si è sinceri per sbaglio e per sconsideratezza. Quanto più è mediocre, l'uomo mediocre è maldestro. Vacchi lo conforta portando la gaffe a dignità di figura retorica, nell'ambito di una etichetta omologata dalla totale copertura social e dalle nazioni in ascolto, dalla Russia al Sudamerica.

Vacchi gioisce sinceramente col vincitore perché onora il successo. Cortesemente disinteressato al perdente, si commuove se questi versa in gravi condizioni e talvolta, poichè è generoso e di gran cuore, si fa promotore di una gara benefit, finita la quale si manifesta pago e ne convince i suoi followers; indi trasvola ad altri costosi divertimenti confortato sull'esistenza del migliore dei mondi possibili. Egli ignora la dimensione tragica della vita.

Vacchi convince dunque i milioni di followers, con un esempio vivente e trionfante, del valore della mediocrità. Non provoca complessi di inferiorità pur offrendosi come idolo, e i seguaci, un po' invidiosi e ora finalmente felici dei suoi guai finanziari lo ripagano, grati, fingendo di amarlo e talune o taluni di essere dispiaciuti per le sue disavventure. Egli rappresenta un ideale che nessuno deve sforzarsi di raggiungere perché chiunque si trova già al suo livello, a parte i soldi, le donne, gli yacht, le ville, le macchine, le moto e la Vespa con cui si tuffa rombando in piscina..... Nessuna religione è mai stata così indulgente coi suoi fedeli. In lui si annulla la tensione tra essere e dover essere. Egli dice ai suoi adoratori: "Voi siete Dio, restate immoti. Io però di più".
* Chiediamo umilmente scusa al grandissimo Umberto Eco per il (quasi) furto totale del suo celebre testo "Fenomenologia di Mike Bongiorno". E anche all'immortale Mike, ben lontano da solamente assomigliare al nostro eroe social.

L’Analisi
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