Tecnologia, allarme terrorismo e timori per una ripresa dell'ala violenta No Tav. Il questore Salvatore Longo fa il punto su ordine pubblico e sicurezza a Torino

| La festa per il 165 anniversario della fondazione della Polizia di Stato

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Pubblichiamo il discorso integrale del questore di Torino Salvatore Longo per il 165 anniversario della fondazione della Polizia di Stato.

Nell'anno trascorso la nostra attenzione si è rivolta in particolare al presidio del territorio, proprio come obiettivo strategico - nel cui ambito si sviluppano le attività investigative, informative, preventive, di gestione dell'ordine pubblico - attuando modalità di controllo fondate sulla massima visibilità degli operatori nei luoghi e nelle fasce orarie in cui maggiore è la percezione di insicurezza. Abbiamo quindi ottimizzato le risorse dedicate allo specifico servizio cambiando in parte l'organizzazione dell'Ufficio che funge da cabina di regia per tutto il territorio provinciale ed i risultati ci confortano molto.




Abbiamo inserito nel sistema operativo unità assegnateci quotidianamente dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza che ci consentono una presenza costante nelle zone che via via emergono come problematiche in seguito a valutazioni del Comitato Provinciale per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica o del Tavolo Tecnico Interforze.




E' così che abbiamo aumentato la nostra presenza a Porta Palazzo, a San Salvario e nel quartiere Aurora, aree, segnalate anche dal Capo della Polizia in sede di Commissione di inchiesta sullo stato di sicurezza e degrado delle città, come particolarmente in sofferenza per l'elevato tasso di criminalità e dove lo spaccio di stupefacenti è particolarmente diffuso.




Abbiamo poi attenzionato zone ugualmente problematiche che hanno fatto emergere situazioni di grande disagio. Per esempio: il campo nomadi di via Germagnano e l'attiguo quartiere di Barriera Milano, caratterizzato da un tessuto urbano e sociale altamente degradato con numerose abitazioni fatiscenti ove sono presenti gruppi sociali deboli, con concentrazione di varie etnie extracomunitarie e contestuale impoverimento delle attività economiche.




Tra le risorse strumentali, che la Centrale Operativa gestisce, assumono particolare importanza i sistemi di videosorveglianza.




Come ho già rappresentato lo scorso anno, la videosorveglianza costituisce una risorsa strategica di primario rilievo, in quanto le tecnologie più recenti, attraverso sistemi di riconoscimento automatico, consentono di ottimizzare le risorse nella vigilanza e nel controllo di obiettivi ovvero di aree esposte a specifici rischi, in un'ottica di prevenzione di delittuosità o antiterrorismo, senza decrementare, anzi aumentando, il livello di reattività dei servizi e di sicurezza del territorio.




Lo strumento tecnologico, pertanto, integra validamente l'attenzione e la capacità umana, costituendo nel contempo un idoneo bilanciamento rispetto alla rilevante contrazione, negli ultimi anni, degli organici delle Forze di Polizia (nella nostra provincia registriamo, solo come Polizia di Stato, oltre 600 unità in meno).




Tuttavia, mentre gli impianti di videosorveglianza più recenti si avvalgono di tecnologie di avanguardia per il riconoscimento automatico di persone (nello Juventus Stadium) ovvero di targhe di automezzi (nei parcheggi interrati presso la Stazione di Torino Porta Nuova), gli altri sistemi preesistenti, sia pubblici che privati, risentono di una certa obsolescenza, anche in termini di manutenzione, che richiederebbe immediati ed importanti investimenti da parte dei rispettivi gestori.




Nell'ottica della sicurezza partecipata, pertanto, sarebbe auspicabile uno sforzo complessivo da parte degli Enti locali territoriali e dei soggetti privati cointeressati inteso da un lato all'implementazione del sistema di videosorveglianza cittadino e dall'altro all'integrazione dello stesso su un'unica piattaforma operativa, accessibile in maniera diretta alle Forze dell'Ordine, dalle rispettive Sale Operative.




Potenziare il ricorso alle tecnologie in tutta una serie di attività e di servizi consentirebbe di destinare un maggior numero di operatori al territorio, con un incremento di presenza e di visibilità idoneo ad incidere in maniera significativa sulla deterrenza e sulla sicurezza percepita da parte della collettività, in nome della filosofia della prossimità all'utenza.




Tali intendimenti, del resto, hanno ispirato importanti iniziative, quali quelle messe in campo a favore delle persone appartenenti alle cosiddette "fasce deboli": è stato potenziato il servizio di ricezione delle denunce a domicilio ed è stata intrapresa una capillare iniziativa di divulgazione di "buone pratiche", grazie al coinvolgimento ed al sostegno di partner privati, che hanno consentito, tramite le rispettive strutture sul territorio, di raggiungere in maniera diretta ed immediata l'utenza interessata.




La stessa attenzione verso l'utenza più esposta ad aggressioni si è manifestata attraverso l'oculata sensibilizzazione dei servizi di pronto intervento in relazione alle fenomenologie sociali di grande impatto criminologico rappresentate dalle varie forme di violenza di genere.




In tale ambito sono state affinate le capacità di pronto intervento, attraverso mirate forme di alert preventivo e mediante l'elaborazione di protocolli, intesi da un lato al monitoraggio e contrasto dei fenomeni connotati da serialità ed esponenziale pericolosità, sempre nel rispetto delle prerogative dell'Autorità Giudiziaria, dall'altro ad una fattiva e tempestiva attivazione della rete di sostegno per le vittime.




Sempre nell'ottica del miglioramento qualitativo del servizio, è stata affrontata la recentissima procedura di integrazione nel sistema del "numero unico di emergenza", strutturato in coerenza con la pianificazione del controllo coordinato del territorio, per quanto attiene all'attività di pronto intervento delle Forze di Polizia.




Pur con il limite di un'esperienza ancora breve e limitata, che mal si concilia con l'elaborazione di significativi dati statistici, sembra potersi affermare che il nuovo sistema di governo dell'emergenza, grazie al filtro ed all'indirizzamento delle segnalazioni operato dalla centrale laica di primo livello, consente di concentrare l'attenzione sulle sole reali richieste di pronto intervento, riducendo di oltre il 60% il carico di lavoro del centralino del 113.




E' stata poi recentemente effettuata la distribuzione di apparati tablet a tutti gli equipaggi della Polizia impegnati nel controllo del territorio, nell'ambito di un progetto elaborato dal Dipartimento della P.S. e reso possibile da una partnership privata della Confartigianato di Torino, che ha conferito in comodato d'uso gratuito le apparecchiature necessarie.




Il progetto garantisce la localizzazione degli equipaggi sul territorio, consentendo alla Sala Operativa un migliore coordinamento delle attività di prevenzione, e realizza la possibilità di accesso diretto alla Banca Dati Interforze, da parte degli operatori direttamente su strada, con innegabile incremento delle potenzialità operative







Per quanto concerne la tutela dell'Ordine Pubblico, in occasione dei servizi per pubbliche manifestazioni, gli interventi sono stati sempre improntati al massimo equilibrio, con lo scopo primario di evitare gravi riflessi negativi per la Sicurezza Pubblica e di interrompere situazioni illegali in grado di innescare pericolosi contrasti.




Fra le numerose manifestazioni ed eventi che hanno richiesto l'impegno maggiore, ricordo:

- il vertice Italo-Tedesco del 13 aprile 2016, presenziato dal Presidente della Repubblica Mattarella e dal Presidente della Repubblica Federale di Germania Joachim GAUCK;

- il Salone del Gusto, con oltre un milione di persone e 7000 delegati di "Terra Madre" provenienti da 143 Paesi svoltosi per la prima volta all'aperto in una cornice di massima sicurezza senza particolare ostentazione di forza;

- la tradizionale manifestazione del 1° maggio, partecipata da decine di migliaia di persone e che ha vissuto momenti di criticità quando uno spezzone di antagonisti ha tentato di raggiungere la piazza in cui erano in corso i comizi ufficiali;

- le numerose manifestazioni promosse dalle componenti più radicali dello scenario politico, spesso rese oltremodo complicate per le contro-manifestazioni contestualmente organizzate dagli aderenti a gruppi di opposto orientamento, quali le manifestazioni sulle questioni connesse all'immigrazione, o su sensibili questioni sociali come l'emergenza abitativa, o per la ricorrenza di eventi particolari.




Resta quanto mai alta la tensione relativa alla realizzazione della linea ferroviaria ad alta velocità, che collegherà l'Italia al resto d'Europa e che ha visto qualche settimana fa completare l'opera della galleria geognostica di Chiomonte dopo quasi sei anni di lavoro nel cantiere, ininterrottamente vigilato dall'esercito e dalle forze di polizia e che anche nell'ultimo anno è stato teatro di ripetuti attacchi da parte delle frange più estremiste del movimento di opposizione, che hanno posto in pericolo l'incolumità degli operatori della forza pubblica e degli operai con il lancio di artifizi pirotecnici ed altro materiale esplodente.




Non hanno suscitato criticità significative, nell'area urbana circostante l'ex Villaggio Olimpico nel quartiere Mirafiori, i momenti di attrito all'interno delle strutture che ospitano circa un migliaio di stranieri, per lo più richiedenti asilo, o fra questi e la cittadinanza. L'unico episodio di qualche rilievo si è verificato in relazione ad un'aggressione subita dagli stranieri, da parte di un gruppo di tifosi di una squadra di calcio, in seguito ad un banale litigio. Nell'immediato si è adeguato il dispositivo di sicurezza affiancando militari dell'esercito a personale delle forze di polizia. Contestualmente nell'area è stato organizzato uno speciale servizio di polizia di prossimità, con pattuglie appiedate della Polizia di Stato nei quadranti orari mattutino e pomeridiano, che in qualche modo rievocano il modello del "poliziotto di quartiere", con il precipuo compito di far sentire la vicinanza delle istituzioni preposte alla tutela della sicurezza pubblica e di ascoltare le segnalazioni dei cittadini e degli operatori commerciali, allo scopo di monitorare attentamente e prevenire l'effettiva insorgenza di situazioni di criticità.




Le agitazioni sindacali hanno in particolare coinvolto il vasto settore della distribuzione e delle cooperative di servizi e logistica, con manifestazioni innanzi alla Prefettura, al Palazzo della Regione e al Municipio, nel corso delle quali si sono registrati cortei estemporanei o tentativi di interrompere il traffico veicolare, contenuti dalla reazione del personale intervenuto.




Tra le agitazioni che hanno coinvolto le cooperative operanti nella logistica, la mobilitazione attuata presso l'azienda di distribuzione di cibo surgelato SAFIM di None dalla rappresentativa sindacale autonoma SI COBAS, da sempre contraddistintasi nel sostegno alle rivendicazioni più estreme. Ad oggi, la mobilitazione continua ad essere costellata da frequenti presidi e volantinaggi, con tentativi di blocco del transito dei mezzi, interrotti dal personale intervenuto a tutela dell'O.P.




La rappresentativa SI COBAS è stata particolarmente attiva presso il Centro Agro Alimentare (CAAT). Anche in tali occasioni, i SI COBAS, forti della propria contiguità con ambienti antisistemici, appartenenti alle galassie dell'antagonismo e dell'anarco/insurrezionalismo hanno dato vita a reiterati tentativi di bloccare l'attività distributiva.




Principale punto di riferimento dei fenomeni contestativi nell'area metropolitana è il centro sociale Askatasuna che è riuscito ad inserirsi con efficacia nelle tematiche dell'immigrazione, del diritto all'abitare e del lavoro, puntando alla ricerca del consenso in quelle fasce di nuovi poveri stranieri o connazionali colpiti dalla crisi economica.




A questo protagonismo, in alcune occasioni anche violento, ha fatto da contraltare una puntuale attività investigativa delle collegate fenomenologie delittuose che ha permesso di indagare numerosi appartenenti al sodalizio nei cui confronti pendono diversi procedimenti penali.




Anche il movimento anarco-insurrezionalista si è evidenziato in particolare per l'attività di contrasto al sistema carcerario, al T.A.V., al C.I.E., agli sfratti esecutivi, al ruolo assunto dalle Poste Italiane e dalle forze di Polizia. Numerose le misure cautelari e di sorveglianza speciale eseguite nei confronti di affiliati al movimento ritenuti autori soprattutto di danneggiamenti e violenza privata.




Per quanto concerne il movimento NO TAV, riteniamo che dopo un evidente affievolimento delle protesta, nell'immediato futuro potrà esserci una riproposizione della mobilitazione in vista delle prossime tappe progettuali costituite dallo svincolo autostradale di servizio al cantiere, gli espropri nell'area di Susa-Bussoleno per l'innesto della nuova linea TAV su quella storica e la realizzazione del nuovo autoporto di San Didero.




Nell'ambito dell'antiterrorismo è stata evidenziata l'attività della "FAI - Federazione Anarchica Informale". La complessa ricostruzione investigativa ha consentito di individuare ed arrestare gli autori di alcuni gravi attentati per finalità terroristiche di cui si è reso responsabile il sodalizio in oltre 13 anni di attività criminose sul Territorio Nazionale. Tra questi, oltre agli episodi che hanno visto l'invio di numerosi plichi contenenti ordigni esplosivi a simboli delle Istituzioni e della società civile, gli attentati del 2 giugno 2006 e del 5 marzo 2007, rispettivamente, presso la Scuola Allievi Carabinieri di Fossano e nella zona pedonale del quartiere "Crocetta" di Torino, effettuati mediante più ordigni esplosivi ad alto potenziale dotati di sistemi di attivazione temporizzati, le cui modalità operative evidenziavano il chiaro intento di attentare all'incolumità pubblica con il preciso obiettivo di uccidere gli intervenuti sul posto a seguito della prima deflagrazione.




Sul fronte del terrorismo internazionale è stato ulteriormente elevato il già alto livello d'attenzione verso gli ambienti più estremisti della comunità islamica. Viene costantemente monitorato il web e particolare attenzione è rivolta a quei siti e forum che trattano argomenti di ispirazione islamista e mediante Internet diffondono capillarmente l'ideologia jihadista.




Particolare attenzione viene rivolta a quegli stranieri ritenuti gravitanti nell'area dell'estremismo islamico ed associati al locale CPR in attesa di essere rimpatriati verso i Paesi d'origine, in esecuzione dei relativi provvedimenti di espulsione.




Come noto, questo capoluogo è stato anche interessato, alla fine dello scorso dicembre, dal passaggio dell'attentatore dei mercatini di Natale di Berlino, il tunisino Anis AMRI, poi ucciso a Milano in uno scontro a fuoco con gli operatori di una volante. E' stato ricostruito ogni momento trascorso dal terrorista in questa provincia, fin da subito dopo l'ingresso dello stesso dalla frontiera francese di Modane a quello in cui AMRI ha preso il treno per Milano, escludendo la possibilità che lo stesso avesse avuto contatti con altri soggetti qui dimoranti.




Anche per le manifestazioni sportive, per le quali l'impegno è assai oneroso, possiamo dare un giudizio largamente soddisfacente. Il puntuale monitoraggio delle tifoserie, la continua mediazione, l'attenta pianificazione dei servizi con la fattiva collaborazione di tutti gli attori interessati all'evento, compresi gli steward, ci hanno fatto registrare, con soddisfazione, poche criticità. Singole violazioni della normativa sono state subito evidenziate e stroncate. Sovente alle comunicazioni di notizia di reato inoltrate alla Procura della Repubblica sono seguiti i provvedimenti di D.A.S.P.O., il divieto di accesso ai luoghi dove si svolgono manifestazioni sportive.




Questi provvedimenti, nonostante qualche voce ne contesti l'utilità, continuano a rivelarsi straordinari strumenti soprattutto se adottati congiuntamente a quelli che impongono l'obbligo di firma presso i presidi di polizia, in occasione dello svolgimento delle gare interessate.




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Per quanto riguarda la sicurezza pubblica, l'andamento della criminalità registrato nel corso del 2016 non ha fatto emergere scostamenti rilevanti rispetto ai dati raccolti in ambito nazionale e regionale.

Sostanzialmente, i dati statistici del 2016 uniti a quelli dei primi mesi del 2017 corrispondono con quelli dell'analogo periodo precedente.




Il numero complessivo delle rapine commesse negli istituti di credito e nei confronti di obiettivi sensibili è risultato in netto calo.




Si nota un certo incremento dei reati predatori consumati sulla pubblica via e di quelli commessi in danno di farmacie; un trend in aumento viene rilevato anche per i furti in genere e, in particolare, quelli commessi nelle abitazioni.




È stata focalizzata l'attenzione sul contrasto ai reati commessi da gruppi organizzati e dalle associazioni criminali di etnia albanese, romena e nigeriana finalizzate, in particolare, allo sfruttamento ed al favoreggiamento della prostituzione. Le investigazioni hanno confermato che tali organizzazioni hanno cercato di assumere il controllo di intere porzioni di territorio delle aree periferiche della città facendo esercitare "in via esclusiva" il meretricio su strada o in appartamenti di comodo. In tale ambito sono state condotte operazioni anticrimine anche con Forze di Polizia di altri Paesi europei al fine di sradicare le organizzazioni di nazionalità centro africana dedite al favoreggiamento e sfruttamento dei migranti.




Anche lo spaccio di sostanze stupefacenti e le altre condotte delittuose che generano allarme sociale, sono stati oggetto di una particolare azione di contrasto con il conseguimento di importanti risultati. L'impegno profuso nelle operazioni antidroga ha consentito di eseguire centinaia di arresti in flagranza di reato e ingentissimi sequestri di sostanze proibite (oltre tre tonnellate) con il conseguente indebolimento di importanti organizzazioni criminali distribuite sul territorio nazionale e all'estero.




Particolare impulso è stato dato alle attività d'indagine nei confronti di elementi legati alla criminalità organizzata di matrice calabrese presenti nel territorio piemontese e che facevano capo alle storiche famiglie ‘ndranghetiste ed alle relative strutture di base presenti sul territorio.

In tale ottica rivestono un particolare rilievo le operazioni antimafia condotte anche in province limitrofe, che hanno portato all'esecuzione di provvedimenti restrittivi nei confronti di soggetti che, a vario titolo, operavano in Piemonte e che estendevano i loro interessi dal settore del "movimento terra", alle estorsioni ed agli illeciti guadagni realizzati anche nel settore del bagarinaggio delle partite della Serie A.




Con riguardo alle iniziative intraprese nell'ambito delle misure patrimoniali, sono stati eseguiti 83 accertamenti patrimoniali nei confronti di persone sia fisiche che giuridiche, con la conseguente confisca o sequestro di beni, provento di attività criminose.




Per quanto concerne il fenomeno della "violenza di genere", si è rilevato un decremento delle denunce/querele presentate presso gli uffici delle Forze di Polizia che risultano essere più numerose nel capoluogo rispetto al restante territorio.

Prendendo in considerazione i cd "reati spia", il decremento risulta rispettivamente pari a -2% per i maltrattamenti in famiglia, -9% per gli atti persecutori, -11% per le violenze sessuali, -10% per le lesioni e -42% per le percosse.

In base alla area geografica di provenienza delle vittime emerge chiaramente che il nucleo più consistente è rappresentato dalle vittime di nazionalità italiana cui seguono quelle di provenienza extra U.E. Queste ultime, rispetto all'anno precedente, hanno fatto registrare un sensibile aumento, pari a +74%, anche grazie, riteniamo, all'intensa campagna informativa avviata da anni mediante opuscoli multilingue ed il rilascio del permesso di soggiorno per le vittime (ne abbiamo rilasciati circa 3 al mese).




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Per quanto riguarda l'immigrazione dai Paesi extra UE, sono continuate le collaborazioni con le Scuole, gli Atenei cittadini ed il Centro Internazionale di Formazione dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro delle Nazioni Unite, con cui sono stati intrapresi accordi e progetti legati sia alla gestione delle istanze di soggiorno che più in generale al tema dell'immigrazione. Nell'ambito di detta sinergia, sono aumentate considerevolmente le denunce nei confronti di studenti che hanno falsificato i certificati universitari, degli stranieri che hanno falsificato la documentazione attestante la conoscenza della lingua italiana al fine di ottenere il Permesso di Soggiorno UE per Soggiornanti di Lungo Periodo ed infine di coloro che hanno tentato di regolarizzare la propria posizione contraffacendo i nulla osta di emersione degli Sportelli Unici.

Nel complesso tali attività hanno determinato il respingimento di 1.795 richieste di autorizzazione al soggiorno.




Il Centro di Permanenza per i Rimpatri, che è la nuova denominazione che individua il vecchio C.I.E. di corso Brunelleschi, e che ribadiamo nulla ha a che fare con i centri di accoglienza che hanno ben altra finalità, ospita unicamente cittadini stranieri in attesa di rimpatrio connotati da pericolosità per la sicurezza dello stato o che si sono resi responsabili di gravi reati. L'attuale capienza massima è di 125 posti e 529 sono stati i trattenuti che nel periodo in riferimento sono stati effettivamente allontanati dal territorio nazionale, mentre 259 sono stati i dismessi dal Centro per lo più per mancata identificazione da parte delle Autorità dei Paesi di origine. Proprio per evitare tali situazioni sono stati implementati i rapporti con i Consolati presenti sul Territorio Nazionale e grazie a questi proficui contatti, è stato dato ulteriore impulso all'identificazione degli stranieri ristretti nelle case circondariali.




Nel corso dell'ultimo anno, il Centro è stato visitato 8 volte, sia da rappresentanti della Commissione Internazionale per i Diritti Umani, che dal Garante dei detenuti e non è mai stato formulato alcun rilievo nei confronti dell'Ufficio.




Grazie poi ai fondi stanziati dall'Unione Europea per favorire la scelta di rientrare in Patria degli stranieri che hanno perso le condizioni di soggiorno e che non hanno commesso reati, sono aumentati i Rimpatri Volontari Assistiti.




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Un costante e puntuale controllo è stato esercitato sulle attività soggette ad autorizzazione del Questore, ed in questa ottica, significativi sono stati i controlli alle sale scommesse e alle sale videolottery, in quanto tra le fonti di diffusione della ludopatia: nel corso dei 180 controlli sono state elevate sanzioni amministrative per un totale di circa 363.000 euro. I controlli hanno permesso di accertare la frequentazione delle sale da parte di minori, nonché un incremento del gioco on line, non consentito dalla legge, tramite apparecchi installati anche presso locali ove si esercitano attività autorizzate.




Ancor prima del controllo, efficace è stata l'attività di prevenzione compiuta durante la fase istruttoria del procedimento amministrativo instaurato a seguito di richiesta di rilascio delle autorizzazioni, che ha consentito di "sventare" più di un tentativo di soggetti affiliati alla criminalità organizzata di ottenere il controllo diretto di tali attività, mediante l'intestazione della licenza a familiari incensurati o a terzi compiacenti, aventi la legale rappresentanza in società i cui soci di capitale sono risultati privi dei requisiti soggettivi.




Analogamente si è operato nei confronti del commercio degli oggetti preziosi usati.




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Particolare attenzione è stata rivolta al controllo degli ambiti ferroviari dove sono stati potenziati sia i servizi di scorta a bordo dei treni regionali, specie lungo le tratte critiche, sia i pattugliamenti negli scali, in un'ottica di sempre maggiore prossimità alle esigenze dei passeggeri e del personale ferroviario.




Intensificati anche i servizi straordinari nelle stazioni minori volti a contrastare specifiche dinamiche di microcriminalità ed a prevenire quelle imprudenze e comportamenti anomali che sempre più spesso mettono a rischio l'utenza, oltre che la circolazione ferroviaria.




L'obiettivo strategico è stato conseguito anche con le attività mirate all'innalzamento dei livelli di sicurezza connessi alla circolazione stradale, con particolare riferimento al controllo dei mezzi pesanti e soprattutto quelli deputati al trasporto di persone. I recenti episodi di incidentalità dimostrano, infatti, la necessità di effettuare un'attività preventiva volta ad evidenziare eventuali anomalie dei mezzi di trasporto ovvero delle condizioni psicofisiche del conducente. In tale sede, vengono indicati ai fruitori del servizio i principali strumenti di protezione di cui è dotato il mezzo che devono essere utilizzati per limitare i danni in caso di sinistro.




All'attività di controllo della rete informatica accenno soltanto poiché molto ci sarebbe da dire. Le variegate attività criminali che si sviluppano grazie alla rete necessitano di un contrasto sempre all'altezza della capacità tecnica del criminale, e considerato che sempre maggiore sarà il ricorso ad internet, aumenteranno sempre di più le operazioni

sottocopertura e quindi sempre maggiore sarà la necessità di poter contare su collaboratori specialisti del settore che dovranno aggiornarsi continuamente per poter competere con chi delinque.




 




Quella evidenziata in questa relazione è una estrema sintesi dell'attività svolta dalla Polizia di Stato in questo territorio. Per chi lo desidera rinvio all'opuscolo distribuito in sala, in cui si dà contezza dei risultati operativi delle nostre articolazioni. Si potrà così constatare che veramente tante sono le attività che ci hanno visti protagonisti e che mi hanno consentito, e lo dico con orgoglio, di proporre individualmente 1062 ricompense relative a 270 operazioni di servizio che hanno interessato gli uffici centrali e periferici della Questura e di tutte le Specialità.




Credo che con la nostra azione siamo riusciti ad offrire risposte efficaci, professionalmente ineccepibili, radicando sempre di più nella comunità la certezza di trovare nella Polizia di Stato un sicuro e affidabile punto di riferimento.

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