Caso Battisti, la giustizia non è uno show

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La giustizia non è spettacolo. Questa rivista, ISM, da quando è nata si è battuta perché Cesare Battisti fosse assicurato alla giustizia. Per le sentenze passate in giudicato è responsabile di quattro omicidi, dunque deve scontare i due ergastoli a cui è stato condannato. Dopo 37 anni, grazie al nuovo governo brasiliano, al governo boliviano che ha ignorato la scontata richiesta d’asilo politico di Battisti, alle nostre forze dell’ordine, tutte nel loro complesso, agli ultimi governi, compreso il giallo-verde, giustizia è stata fatta. L’ex terrorista dei PAC, dopo quasi 40 anni di latitanza è ora finalmente ospite del carcere di Oristano, in Sardegna. Ma condannare un uomo, anche se colpevole, non dà alcuna esultanza, né ai giudici, né agli accusatori, né ai parenti delle vittime. Che sono sì in qualche modo ripagati del sacrificio dei loro congiunti ma - in teoria - senza alcun spirito di vendetta. Perchè la nostra è una repubblica democratica e non una società tribale dominata dall’odio, da ogni genere di odio. Dunque sentiamo di avere quasi concluso il nostro lavoro di cronisti curando al meglio possibile le notizie dell’arresto e quello che è la nostra cifra, l’approfondimento e l’analisi. Ma gli show in tv e sui social dei politici, che litigano per arrogarsi il merito dell’arresto o per farsi riprendere esultanti dalle tv, no, non ci interessano. Ci uniamo nel ricordo delle vittime di Battisti e dei suoi complici, vicini ai loro familiari, a chi ha sofferto a causa di una sanguinosa stagione che sconvolse il nostro Paese. Con rispetto.

L'EDITORIALE