Crollano dati economia, gelo sul governo giallo-verde

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Non si era ancora spento il sorriso trionfante del premier Conte e dei due azionisti di maggioranza, i vice Salvini e soprattutto Di Maio, che arriva la doccia fredda: gli ultimi drammatici dati sull'economia italiana. Li ha diffusi Bankitalia. Magari Visco farà la fine di Boeri e degli altri manager invisi alla maggioranza giallo-verde che va scardinando, giorno dopo giorno, la fascia alta della burocrazia. Il trionfo sta nel decreto in cui vengono varate le due colonne del programma del "governo del cambiamento", quota 100 per le pensioni e il Reddito di cittadinanza, una specie di inutile mancia destinata a milioni di disoccupati, (giustamente) stranieri compresi. Costoro avrebbero bisogno di cantieri e di iniziative produttive concrete, non di una card con 780 euro pagati da tutti gli italiani, soprattutto dai lumbard. 

Ma ecco i dati: riportiamo integrale il testo dell'Ansa, senza commenti. Perché non ne ce n'è alcun bisogno.

Doccia fredda di Bankitalia sulla crescita

La proiezione centrale del Pil - si legge nel bollettino economico - è pari allo 0,6% quest'anno, 0,4 punti in meno rispetto a quanto valutato in precedenza. Le previsioni sono nel 2020 e nel 2021 rispettivamente dello 0,9 e dell'1%, ma i rischi per la crescita sono al ribasso.

"In Italia, dopo che la crescita si era interrotta nel terzo trimestre, gli indicatori congiunturali disponibili suggeriscono che l'attività potrebbe essere ancora diminuita nel quarto", dice ancora Via Nazionale. E se si verificasse, una simile possibilità equivarrebbe a una recessione tecnica.

Giù anche i conusumi delle famiglie: "Nel terzo trimestre, in graduale rallentamento dall'inizio dell'anno, sono scesi dello 0,1 per cento rispetto al periodo precedente". Banca d'Italia aggiunge che "gli indicatori congiunturali più recenti suggeriscono che negli ultimi tre mesi dell'anno l'andamento dei consumi si sarebbe confermato debole, in linea con le più recenti dinamiche del mercato del lavoro".

Col segno meno anche gli investimenti diminuiti dell'1,1% nel terzo trimestre e si aspetta un rallentamento dei piani d'investimento delle imprese anche per il complesso del 2019.

In occasione della presentazioni all'Abi del volume sugli scritti di Guido Carli, lo stesso governatore, Ignazio Visco, ha detto che la corsa del debito "ci rende oggi molto difficile la possibilità di manovra sugli investimenti che servono alla crescita"

L'EDITORIALE