Quei segreti blindati nella tomba

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Se Carlo Maria Maggi sia innocente o colpevole delle stragi commesse durante gli anni della strategia della tensione non lo sapremo mai. E’ morto portandosi nella tomba i segreti che avvolgono ancora il nostro Paese. Chi crede nella giustizia divina, può anche ritenersi pago. Chi ha deliberatamente ucciso degli innocenti, in nome di ideologie e di teorie salvifiche (dello status quo) deliranti, se Dio esiste, pagherà il fio delle sue colpe. Ma la giustizia terrena ci lascia con l’amaro in bocca. Nessuna critica ai magistrati, perché sono tecnici che devono prendere le decisioni, una volta in camera di consiglio, in base agli elementi raccolti nell’indagine. Anche se intimamente sai che uno è colpevole, senza prove non puoi condannarlo. Per cui i protagonisti, con ruoli istituzionali o no, sono passati pressoché indenni in decine di processi, nell’arco di oltre quarant’anni. Maggi ha taciuto, ha sempre raccontato una parte della verità, lasciando nel buio il resto. Un’assicurazione sulla vita che non ha scadenza, nemmeno dopo la morte.

L'EDITORIALE