Rom, dalla ruspa al reddito di cittadinanza

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Riesce ancora a stupire lo show hollywoodiano della creatura della Casaleggio Associati e del comico Beppe Grillo, il vice-premier Di Maio, colui "che ha sconfitto la povertà" bloccando decine di cantieri, le infrastrutture e tutto quello che ha a che fare con il lavoro, quello vero, in favore del Reddito di Cittadinanza, l'RdC. Una specie di paghetta per nullafacenti indotti a restare poveri per sempre, con una legione di "navigator" che si dovranno dannare - da precari - di trovare un lavoro che non c'è a chi non ce l'ha o non lo vuole per niente, ma che ora rivela un sorprendente aspetto da brividi per i lumbard vecchia maniera, fans del "capitano" Salvini. Lui teorizzava di abbattere i campi Rom con la ruspa, ma ora apprendiamo che migliaia di Rom, con uno status perfettamente in linea con i contorti requisiti degli aspiranti "divanisti", sono allegramente pronti a compilare il modulo online per ottenere la sospirata card finanziata dagli italiani che, invece, si spaccano la schiena per mantenerli. Quei soldi li avranno e già vien da ridere vederli alle prese con i "corsi di formazione", le "otto ore settimanali a favore della comunità", i colloqui con il "navigator", i deliri su emigrazioni di massa per un posto da stradino dalla Sicilia alla Valcamonica. La sciagurata creatura dice orgoglioso che l'idea arriva dal Mississipi, USA. Resta una sola speranza a cui aggrapparsi, quella che gli italiani siano finiti per sbaglio in un film di Checco Zalone.

L'EDITORIALE