Abusi e violenze in famiglia, ora puoi difenderti

| Intervista a Maurizio Cardona, presidente di DiAction, un progetto che ha al centro la tutela delle vittime sotto ogni profilo

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(Nostro Servizio)
di GERMANA ZUFFANTI
Aumentano i casi violenze e abusi. C'è un'associazione torinese, la DiAction (Associazione Divorzisti Italiani) che si occupa proprio di assistere le vittime di abusi avvenuti in ambito familiare. Un tema - purtroppo - quanto mai attuale. Il  presidente è l'avvocato torinese Maurizio Cardona.
Avvocato, lei è un noto avvocato divorzista, impegnato nella difesa dei minori. Com'è nata DiAction? Qual'è l'idea ispiratrice?

"Posso dire che è un progetto recente ma che l'ispirazione affonda le radici nel profondo disagio di questo Paese. Siamo un grande Popolo, ma altamente conflittuale. Con l'aggravante che non sappiamo litigare in modo costruttivo. In tanti anni di attività ho raccolto e sentito numerose storie e ho cercato di fare la mia parte. Così è nata l'idea di una grande organizzazione nazionale capace di raccogliere i saperi e le conoscenze di chi per lavoro affronta quotidianamente storie di conflitti familiari, storie di violenza, di chi le sente, di chi le ha vissute sulla propria pelle, di tutti quei professionisti che sono in prima linea nel cercare di affrontare la sofferenza delle vittime della violenza domestica. Così è nata DiAction! Questo Paese è in difficoltà e non ha ancora risolto tutti i problemi della Giustizia. Credo ci sia ancora bisogno di mobilitare la coscienza collettiva e di far sentire la voce di tutte le vittime silenziose che sono state messe ai margini, che non riescono più a farsi ascoltare e che spesso hanno rinunciato a combattere per far valere i propri diritti.  

DiAction - Associazione Divorzisti Italiani - è un'organizzazione multidisciplinare di professionisti e cittadini che si occupa di aiutare e garantire il diritto di difesa delle persone che vivono situazioni di conflitti.

Ma gli italiani sono davvero così litigiosi tra le mura domestiche?

"La verità è che di conflitti familiari si continua a morire e nonostante ultimamente se ne parli di più, probabilmente non è ancora abbastanza. I tribunali sono intasati e per quanto ciascuno sia impegnato a fare la propria parte occorre fare di più, fare ascolto, dare la giusta attenzione alle storie, ai tanti drammi umani che si verificano ogni giorno. Occorre fare prevenzione, stare accanto alle persone e soprattutto ai bambini, spesso vittime sacrificale di una giustizia che non vede o sente abbastanza, una giustizia tardiva che diventa ingiustizia. I dati sui minori poi sono decisamente allarmanti! Attualmente sono 91.272 i minori maltrattati in Italia, e il 52,7% per trascuratezza materiale e/o affettiva (52.7%), per non parlare poi dei casi di violenza assistita (16.6%) e maltrattamento psicologico (12, 8%). DiAction da un lato vuole essere un aiuto concreto, assistenza legale, psicologica, tributaria, e dall'altro è impegnata sul lato della prevenzione dei conflitti, sul piano dell'educazione civica, sull'educazione sentimentale e sul rispetto delle regole. Mi piace l'idea di lavorare per una società più sensibile e rispettosa dei diritti civili e soprattutto dei soggetti più deboli.

Prendere in carico una vicenda, un conflitto familiare è qualcosa che ci sentiamo di fare, non possiamo rimanere indifferenti di fronte a questo, siamo parte integrante dei processi di cambiamento della società e non possiamo rimanerne fuori, le sfide si corrono insieme.

DiAction è un'associazione no profit, come funziona concretamente?

"Siamo all'inizio del progetto e stiamo lavorando per strutturarci a livello nazionale. I professionisti sono avvocati, psicologi, psichiatri, commercialisti, e altre figure che danno assistenza convenzionata. In particolare gli avvocati si impegnano a fare anche il gratuito patrocinio (gratuito patrocinio a spese dello Stato) perché i più sofferenti sono proprio quelli che si trovano in gravi difficoltà economiche e non possono permettersi i costi di un legale. Ma un altro obiettivo (non secondario) è di raccogliere fondi per finanziare progetti importanti di utilità sociale".

Ho sentito che avete già fatto alcune iniziative con la Guardia di Finanza? Cosa c'è in programma?

"Con la Guardia di Finanza è una collaborazione ormai consolidata da tempo, ci siamo occupati di truffe sentimentali ma soprattutto recentemente abbiamo svolto attività formativa mettendo al centro i conflitti familiari, i relativi costi e le ripercussioni in ambito lavorativo e sociale.  Abbiamo raccolto studi che evidenziano come la propensione al conflitto sui luoghi di lavoro sia influenzata dal conflitto familiare e viceversa. Abbiamo notato una sensibilità e un'apertura su queste tematiche che non ci aspettavamo e questo significa che c'è una grande attenzione e la possibilità di sviluppare iniziative e progetti condivisi. E poi ci sono state iniziative di sensibilizzazione sul tema dei diritti dei bambini e ci stiamo muovendo per una grande campagna contro la cd "violenza assistita" contro ogni forma di maltrattamento dei minori. Se è vero che in famiglia una discussione o una lite non è sempre una tragedia, molto spesso un bambino ne soffre molto e non bisogna sottovalutare le conseguenze che possono anche essere importanti.   Credo che non si faccia abbastanza e non si possa lasciare che un minore assista ripetutamente a litigi o a ripetute scene di violenza. Lo Stato deve intervenire e deve farlo tempestivamente. Da un lato sappiamo che  l'"interesse del minore" deve realmente essere messo al centro ma dall'altro constatiamo tutti i giorni le inefficienze strutturali della macchina della giustizia. Non si può lasciare che l'azione propulsiva di un genitore finalizzata a tutelare un figlio sia poi di fatto sfiancata e vanificata da uno Stato che sembra non essere più in grado di svolgere una funzione di tutela effettiva e di prevenzione".

E su Torino come vi state muovendo? 

"Torino è una grande città viva e sicuramente coglierà l'opportunità di raccogliere le sfide che si presenteranno anche sul tema dei diritti civili e sul welfare sociale. Abbiamo in programma un grande evento che spero coinvolgerà le Istituzioni e tutte le altre grandi associazioni impegnate sul tema della difesa dei soggetti più deboli. Il 25 novembre ne parleremo al Circolo dei Lettori nella Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne .   Quello che bisogna fare è parlarne. Parliamone. Perché parlando, i conflitti si iniziano ad affrontare".


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