Amore ed erotismo tra la donna con il velo e il figlio del leader della destra xenofoba

| Nel libro della scrittrice egiziana Rania Ibrahim "Islam in love" una chiave per superare diversità e pregiudizi

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di GERMANA ZUFFANTI
Rania Ibrahim è autrice di un romanzo " Islam in love"  che racconta d'Islam, di amore e sesso. Rania è italo-egiziana, è nata in Egitto,ed è  arrivata in Italia con i suoi genitori all'età di due anni. Oggi vive a Milano con suo marito, che è italiano,  che ha conosciuto durante gli studi universitari e i suoi quattro figli. 
Il suo romanzo racconta la storia d'amore tra Laila, una donna anglo-egiziana che indossa il velo, e Mark, figlio di un importante esponente di estrema destra, nella città di Dover nel Regno Unito. Attraverso l'amore ed il sesso, i due superano le diversità ed i pregiudizi.
Rania, da dove nasce l'idea di raccontare l'Islam attraverso una storia d'amore? Come è nata l'ispirazione?
Sinceramente non lo so. Ho iniziato a scrivere appunti di questo ipotetico romanzo circa 7 anni fa. Avevo solo voglia di raccontare una storia d'amore, in effetti il romanzo non parla di religione in senso stretto, ma di come spesso può condizionare le relazioni interpersonali, tra adolescenti che appartengono a mondi culturalmente lontani. Il romanzo parla di attualità: immigrazione, integrazione, multiculturalismo, amori misti, sesso, verginità, tutte tematiche che ho trovato semplici da inserire nel racconto.
Quanto c'è di autobiografico nel racconto?
Di autobiografico ci sono i ricordi, gli odori e l'Egitto. Ovviamente ho vissuto una storia analoga a quella di Laila e Mark, ma decisamente differente.
Tu dici "L'Islam e le religioni dovremmo indossarli come un tubino che sta bene con tutto. Ci deve far stare bene. A volte lo si carica ma la religione ci deve far sentire comodi e a nostro agio". E' proprio vero che la l'Islam è un abito?
Non abito nel senso di indumento. Ma semplicemente come fede che ci deve far sentire in pace dentro e con gli altri. Senza compromettere ogni volta le nostre azioni per il solo fatto di aver paura di compiere atti proibiti.
Hai scritto il tuo libro qui in Italia ed è stato pubblicato. In Egitto forse non sarebbe stato possibile. Che messaggio vuoi lanciare attraverso questa storia?
Non credo che in Egitto lo avrebbero pubblicato. Nel romanzo mi sono divertita a descrivere l'amore che sboccia tra una musulmana e un non musulmano e già questo è vietato, in più ho raccontato a modo mio, la passione che nonostante i pregiudizi e le paure iniziali abbatte ogni tipo di preconcetto.
Il romanzo è una storia d'amore e di passione. E' un libro per le donne?
Si, per le donne, per le ragazze, ma lo stanno leggendo anche tanti uomini. Questa cosa la trovo molto stimolante.
Sei una giornalista, una scrittrice, una mamma. Ai tuoi figli cosa racconti di te?
I miei figli sanno tutto di me. Da piccoli raccontavo loro le mie avventure da bambina sotto forma di fiabe. Riesco a parlare con loro di tutto, anche di argomenti difficili, come l'immigrazione, le guerre, i profughi, insomma di tutte quelle tematiche che amo analizzare per lavoro. Oggi i miei figli sono i miei più grandi sostenitori. Ed è a loro che ho dedicato il mio primo romanzo.
Chissà se un giorno lo leggeranno!!

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