"Giovani in Italia, futuro incerto ma la speranza resta"

| Il libro dell'ex sottosegretario Mino Giachino "Nel tuo voto l'Italia di domani". Lunedì al Diplomatic la presentazione con il prof. Forte e il direttore di Cronaca Qui Beppe Fossati

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Di Germana Zuffanti

I giovani e l’Italia di domani. Quale futuro? Bella domanda, in tempi come questi e prima delle elezioni politiche e di un'aspra campagna elettorale. Prova a rispondere a questo e altri quesiti, non meno importanti, Mino Giachino con il suo libro per i Millenials “Nel tuo voto, l’Italia di domani” (presentazione lunedì 12 febbraio 2018, ore 17, nell l’Hotel Diplomatic di Via Cernaia 42 a Torino con il prof. Francesco Forte e e il direttore di Cronaca Qui Beppe Fossati), l'ex sottosegretario del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dal 12 maggio 2008 al 16 novembre 2011, che ha messo al centro della sua zione politica economia, logistica e dinamiche economico-sociali, sempre all'interno del centro-destra.

L’Italia di oggi. Può ancora crescere?

Per ritornare a crescere l’Italia deve fare cose molto più consistenti di quelle fatte negli ultimi 5 anni. Deve investire di più nelle infrastrutture , dai porti agli aeroporti alle reti ferroviarie che ci collegano al più grande mercato di consumi del mondo, l’Europa. Deve continuare gli investimenti nella Manifattura 4.0, deve cioè rafforzare il proprio sistema economico-produttivo anche attraverso la FLAT TAX. Poi bisogna aumentare gli interventi per quelli che non c’è la fanno ad arrivare a fine mese, sapendo che questo farà aumentare la domanda di consumi .

Lei pensava a una Torino Internazionale, ad una metropoli centro dei trasporti e snodo logistico. A che punto siamo? 

Il ritmo di crescita della città si è affievolito e da anni cresciamo meno della media nazionale: si sono viste aziende morire sul territorio, poi le iniziative che hanno incontrato un momento di stallo  quali la costruzione della TAV o della Linea 2 della Metro. E’ aumentato il disagio della periferia e la città si è frantumata a livello sociale. Quello che urge è recuperare il patrimonio umano legato alle scuole ed all’università nonché alle aziende che danno lavoro ai giovani.

Il suo impegno è stato caratterizzato da continui e accorati appelli a Governo e Regione, purche facessero qualcosa di utile, spesso inascoltati. Va un po' meglio? Che dire ai giovani?

Dico che si debbono sentire come degli azionisti di un’azienda nella quale credono e pertanto usino il voto per rilanciare economia e lavoro sotto qualsiasi colore si schierino. L’interesse al miglioramento deve essere univoco e migliorare un’Italia oggettivamente “cambiata”. Noi siamo ciò che leggiamo e pertanto leggere quello che ho scritto fornisce ai giovani la realtà vera della politica e del Governo. Vedranno i risultati raggiunti e le tantissime cose da fare. Ma potranno anche vedere che la politica “buona” c’è e capiranno che mentre le aziende operano in tutto il mondo la politica ha come interesse , l’interesse delPaese.

 

 

 

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