Sogni (e incubi) di Zuffanti nelle sue "Storie Notturne"

| ESCLUSIVO Il libro del musicista genovese raccontato dall'artista, la musica sempre in primo piano ma un angolo importante per poesia e prosa. Il suo sito è un punto di riferimento per molti giovani. Tra Borges, Buzzati e Poe

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Di Germana Zuffanti
Fabio Zuffanti,  genovese classe ’68, un nome (e un caso di omonimia con chi scrive) importante nel panorama musicale Italiano. E' considerato uno dei musicisti italiani più eclettici e rappresentativi. Nella sua carriera ha lavorato da solista e collaborato con molti gruppi (Finisterre, Maschera Di Cera, Höstsonaten e molti altri), pubblicando numerosi album e ottenendo numerosi riconoscimenti internazionali. Sulla sua opera, in Canada, nel 2016, è uscita Jeux de Miroirs, una biografia scritta da Michel Bilodeau. Come autore di libri ha pubblicato diversi saggi tra cui O casta musica (2012), Ma che musica Suoni? (2014) e Prog, 101 dischi al 1967 al 1980 (2016, scritto in collaborazione con Riccardo Storti) e una raccolta di poesie, Il giorno sottile(2016). Storie Notturne è il suo esordio nella narrativa. Il suo sito internet è: www.fabiozuffanti.com è molto visitato e apprezzato…
Quale è la sua storia? quale le sue origini e la formazione ? Come è nata l’idea di un libro di racconti?
Ho passato gli ultimi vent'anni della mia vita dedicandomi alla musica; affrontando molti generi, esibendomi in tutto il mondo e lavorando in svariati campi (produzione, registrazione, organizzazione concerti, ecc.). Dal 2012 l'altra mia grande passione, la scrittura, ha cominciato a prendere sempre più piede fino a portarmi alla realizzazione di tre saggi di argomento musicale e di una raccolta di poesie. La scrittura è per me una felice oasi a qualsiasi tipo di tensione. La musica è la mia vita ma è un qualcosa che quasi sempre metto in atto con il supporto di altre persone, nella scrittura invece posso isolarmi da tutto e tutti e immergermi completamente in me stesso. Riguardo a "Storie notturne" è successo che lo scorso anno, nelle settimane tra maggio e giugno, sono stato colpito da una sorta di raptus, sentivo di avere molte cose che si erano accumulate e che dovevo esternare. Così, sera dopo sera, uno alla volta, sono nati questi racconti. La passione per la musica nonché la mia vivacità personale mi hanno portato a misurarmi prima con svariati generi come prog, elettronica, pop, folk, jazz, classica, cantautorato, psichedelia, postrock, industrial, dark-gothic. Ho cantato dal  vivo in tutta Italia, Francia, Spagna, Svizzera, Belgio, Olanda, Portogallo, Stati Uniti, Canada e Messico. Mi sono lanciato nel mondo della produzione, delle colonne sonore e della pubblicità, ho condotto trasmissioni radio-televisive  ed ho organizzato il festival annuale Z-Fest, collaborando con un gran numero di musicisti e produttori.
Le collaborazioni letterarie per me non sono un caso, da sempre ho alternato la passione musicale a quella dello scrivere, passione che mi ha portato a pubblicare tre saggi di argomento musicale, pubblicati dagli editori Vololibero e Arcana,nonchè una raccolta di poesie. Da ultimo, mi sono concesso un libro particolare “Storie Notturne” edito da Ensemble, a testimonianza della mia passione per la scrittura e le poesie, i racconti di Buzzati, di Borges e di Poe nonché i romanzi gialli di importanti scrittori italiani .
Fabio, cosa racconti in questo libro?
Racconto di mondi in bilico tra il sogno e la veglia. Potrei definirli racconti fantastici, ma c'è di più; non è solo fantasia quanto una trasfigurazione della realtà in senso onirico, una sospensione del reale che però, paradossalmente, aiuta a scavare ancora più nel tessuto del quotidiano. Nei miei racconti parlo a volte di vicende surreali e misteriose, a volte scavo nell'essenza dell'amore, del desiderio, altre volte mi interrogo sulle occasioni perse nella vita o, semplicemente, mi lascio trasportare dalla voglia perdermi in universi dove non si comprende dove sia finito il senso comune delle cose. Tutto questo e molto altro è il tipo di sensazione che ho voluto trasferire nei miei racconti che sono al tempo stesso realisti e irreali.Il 3 marzo prossimo (ore 18) nella Sala gioco del Circolo dei Lettori di Torino Via Bogino 9 presenterai  il tuo libro accompagnato da un giovane attore di Teatro torinese, Raimondo Livolsi, che ne leggerà alcune parti. Un attore, un cantante- scrittore, voce e scrittura si uniscono ed evocano emozioni su più piani: credi che l’arte si possa esprimere in più modi contemporaneamente? Può un bravo cantante essere un bravo scrittore? Premetto che l'essere cantante è qualcosa di solo sporadico, in realtà mi sono sempre concentrato più sull'essere musicista e compositore. Per il resto sono assolutamente convinto che chi ha qualcosa da dire debba farlo in tutti i modi che gli possono essere congeniali. Amo molto quegli artisti che riescono ad affrontare più discipline per donare la loro arte al mondo. Certo, personalmente non mi metterei mai a dipingere o scolpire, ma ci sono altre arti, come scrivere o lavorare nel campo del cinema, che sento vicine, quindi perché non provare a usufruirne? Credo inoltre che l'esperienza che sto facendo con la scrittura sarà assai benefica per la mia musica e viceversa.

Il tuo sito è molto visitato e apprezzato, pensi che i giovani si possano approcciare facilmente ad una musica ricercata quale la tua o preferiscano canzoni one-shot su you-tube? Quali sono le tue impressioni?Sono venuto spesso in contatto con giovani che apprezzano ciò che faccio, ma sono persone particolari che hanno voglia di leggere o ascoltare cose più impegnative, che non si fermano all'apparenza della canzone "one-shot", come giustamente la chiami tu. Mi auguro che nel nostro, e soprattuto nel loro, mondo ci sia sempre spazio per tutti e che i "one-shot" non finiscano per fagocitare tutto e tutti.

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