L'Austria (di destra) protegge Israele

| Il premier Kurtz ammonisce l'Iran: "Il diritto all'esistenza di Israele non può essere messo in discussione". Imbarazzo delle cancellerie europee, alle prese con la real politik e dalla tutela di interessi strategici

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di DAVIDE RICCARDO ROMANO

Sempre più spesso vediamo Capi di Stato occidentali baciare la pantofola dei dittatori mediorientali (e non solo quelli). Ci si giustifica dicendo: "hanno il petrolio e il gas, dobbiamo farlo". 
L'altro giorno il premier austriaco ha dimostrato che sono solo giustificazioni, dettate da una debolezza morale che rasenta il cinismo. Sebastian Kurz ha detto chiaro e tondo, durante un incontro con il premier iraniano:"Per noi è inaccettabile che il diritto all'esistenza di Israele sia messo in questione. La sicurezza di Israele, per noi, non è negoziabile".
L'Austria è un piccolo Paese che non ha giacimenti di petrolio, eppure ha saputo parlare chiaro e forte contro un regime che dichiara esplicitamente di volere spazzare via lo Stato ebraico. E' la dimostrazione che i regimi che opprimono e torturano i propri popoli possono essere affrontati a muso duro. E' un atto forte quello di Kurz, che mette in imbarazzo l'ipocrisia delle cancellerie di mezzo mondo. E' come il bambino della favola che grida "il re è nudo". Il primo a dirlo c'è stato. Ora potranno farlo tutti gli altri, se lo vorranno. 
Lo so, ora qualcuno dirà:"ma Kurz fa parte di un governo molto spostato a destra". Vero. Ma allora la domanda si fa ancora più inquietante: visto che abbiamo assistito alla dimostrazione pratica di come sia possibile dire la verità in faccia ai dittatori, perché ora non lo fanno tutti gli altri? cosa blocca i politici democratici e benpensanti dal farlo? La risposta la lascio a voi, cari lettori. Io non ho la forza né il coraggio di darvela.


 
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