125 anni di comodità

| Sono gli anni trascorsi dall’introduzione delle prime scale mobili, invenzione nata mutuando il meccanismo del nastro trasportatore. Nel mondo intero oggi sono in funzione oltre 800mila, per 3 miliardi e mezzo di passeggeri ogni anno

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Si celebra la vita dei grandi personaggi, ma ogni tanto va riconosciuto un certo valore anche alle cose di tutti i giorni. Quegli oggetti meccanici a cui siamo talmente abituati da capirne l’importanza solo quando non funzionano. Un elenco che potrebbe essere lunghissimo, certo, ma che in questi giorni celebra uno degli accessori pubblici più utili, indispensabili e comodi che ci siano: le scale mobili.

La nascita si deve a Jesse W. Reno, newyorkese di nascita e di mestiere imprenditore, che il 15 marzo del 1892 ideò “l’ascensore inclinato”, rielaborando i principi del nastro trasportatore. Una trovata che aveva uno scopo preciso: facilitare l’accesso all’Old Iron Pier di Coney Island. La scala mobile entrò in servizio alla metà di gennaio del 1893: aveva i gradini in legno, era inclinata di 25 gradi e poteva portare 5.350 persone al giorno ad una velocità di 2,1 metri al secondo. Poco, ma molto meglio che salire a piedi.

I gradini in legno restarono una costante per lungo tempo in paesi come la Gran Bretagna, sostituiti dal metallo soltanto nel 1987, dopo il tragico incendio della stazione della metropolitana di King’s Cross St. Pancras, a Londra, che per colpa di un fiammifero causò la morte di 31 persone.

Oggi, per quasi tutto il mondo, le scale mobili sono le “escalator”, in realtà marchio registrato dalla “Otis Elevator Company”, società americana nata nel lontano 1853 e destinata a diventare leader assoluta del mercato mondiale.

L’evoluzione tecnologica ha fatto molto in questi 125 anni, rendendo le scale mobili sempre più sicure, anche se il funzionamento non è molto differente dalle prime: gradini trascinati meccanicamente e un corrimano rivestito in gomma che procede in modo solidale, alla stessa velocità.

Da lì in poi, tutto si è trasformato in una sorta di gara mondiale alla più lunga, più ardita e ripida scala mobile possibile. Oggi, si calcola che le “elevators” siano circa 800mila in tutto il mondo, sufficienti per muovere 3 miliardi e mezzo di persone: in Italia se ne contano circa 10mila, contro le 135mila di tutta Europa.

Fra i record quello della più breve, 84 cm, installata in Giappone del “More’s Department Store”, e la più lunga, in Colombia: 384 metri per un dislivello di 70 metri. In Norvegia esiste una scala mobile studiata per i ciclisti, mentre il re saudita Salman ne ha pretesa una per salire e scendere dai propri aerei. La più antica scala mobile ancora in funzione è quella del “Macy’s Herald Square” di New York.

E proprio nei giorni in cui celebra l’invenzione che ha sconfitto la fatica delle scale, arriva anche uno studio che sfata l’usanza, molto anglosassone, di tenere la destra per favorire il passaggio di chi ha fretta. Secondo un test realizzato dal “Guardian” nella stazione Holborn di Londra, sulle scale mobili è meglio non camminare: ne guadagna sicurezza e velocità. In verità, una ricerca precedente commissionata dall’Università di Greenwich aveva fotografato i comportamenti dei passeggeri: solo il 25% cammina, mentre il 75% si lascia trasportare. Vuoi mettere?

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