ALDO E ANTONIO LA SPERANZA VIVE
dispersi in Atlantico dal 2 maggio

| La disperata battaglia della moglie Rosa Cilano per non dimenticare lo skipper e il marinaio della vela Bright, sparita alle Azzorre. "Hanno azionato manualmente l'Epirb, sono sulla zattera"

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di MASSIMO NUMA

Che fine hanno fatto lo skipper 51enne Aldo Revello (nella foto in apertura) e il marinaio di origine romena Antonio Voinea di 31. Il 29 giugno in Veneto ci sarà una fiaccolata per tenere viva la speranza e per chiedere che vengano riprese le ricerche in quel tratto di mare non distante da Gibilterra, dove la loro barca, il 14 metri “Bright", è scomparso nel nulla.

Antonio Voinea


Aldo Revello è un marinaio esperto e anche l’ultimo gesto compiuto, quello di azionare manualmente l’Epirb, il sistema di allarme radio, è un segno coerente e in linea con il resto della sua vita. Al momento dell’Sos, quando è accaduto qualcosa di molto grave durante la navigazione, un’avaria improvvisa, una collisione con una nave, un colpo di vento o di mare, lui ha fatto in automatico quello che prevedono i protocolli di emergenza. Poi i due potrebbero essere saliti sulla zattera di soccorso che assicura almeno 70 giorni di sopravvivenza, con lenze e ami da pesca, serbatoi per raccogliere l’acqua piovana, teli per proteggersi dal sole e dal freddo. Ma da allora a oggi nessun segnale, nessun avvistamento, niente. Le autorità portoghesi hanno avviato le ricerche con navi e aerei per il periodo standard previsto in casi come questo e, nonostante le richieste della Farnesina, le hanno poi sospese. Una nave della Marina Militare italiana ha incrociato per quelle acque alcuni giorni per poi rientrare a sua volta. 

E oggi Rosa Cilano, la moglie di Aldo Revello, un torinese originario di Lanzo che ha scelto di trasferirsi in Liguria, nello spezzino, tanti anni fa, non è la sola che spera ancora di riabbracciarlo. Con lei la piccola Kimberley e tutta le comunità di mare che hanno risposto all’appello di aiutarla a tenere alta l’attenzione sugli uomini dispersi in Atlantico. Se mai accadesse, di riabbracciare Aldo, non chiamatelo miracolo. Perché lo skipper e il suo amico-marinaio sono gente molto esperta, che hanno affrontato più e più volte situazioni di pericolo e ne erano usciti sempre senza danni, con paura magari, ma felicemente rientrati in porto. 

L’ultimo messaggio inviato al cellulare Rosa risale alla mezzanotte e 16 minuti del 1° maggio: «Va tutto bene, meteo buono». Il giorno dopo l’allarme lanciato dal dispositivo di soccorso satellitare del Bright, raccolto dal centro di coordinamento di soccorso marittimo portoghese Delgada. Sette unità navali e un aereo hanno invano cercato i naufraghi per giorni. Rosa e Aldo sono soci nella società Bright Charter con sede a Bocca di Magra. i genitori di Antonio, proprietario di una vela di 7 metri che era la sua casa sul mare, vivono in Veneto.

Revello organizza tour nelle isole dei Caraibi tra fine primavera ed estate. Poi rientro alla base a fine settembre. In aprile, dopo le mini-crociera, era rientrato nell’isola di Martinica per riportare la Bright, una Oceanis 473 di 14 metri, alla Spezia. Antonio era emozionato e felice, per la sua prima esperienza in Atlantico. Il 7 aprile avevano lasciato la Martinica, dal 25 al 28 tappa d’obbligo, per questa rotta, alle Azzorre per poi riprendere il mare con direzione Gibilterra. L’ultimo tratto nell’Oceano prima di entrare nel Mediterraneo e da lì, senza altre soste, sino a casa. Alle 15.48 del 2 maggio il Centro Delgada ha ricevuto un messaggio di allarme e la richiesta di soccorso. Che è di fatto implicita. Posizione, 330 miglia a Est delle Azzorre e 410 miglia dalle coste europee.  Nell’area delle operazioni sono stati trovati i resti di una barca, 3 giubbotti di salvataggio, taniche e altri oggetti. I portoghesi ne sono convinti, il Bright è stato investito e distrutto da una nave, senza dare tempo ai velisti di salvarsi. Ma Rosa Cilano non ci crede. La manovra manuale di lanciare l’Sos dimostra invece che Aldo e Giovanni erano vivi e che “sono di sicuro a bordo della zattera”.  Il 29 giugno, a Bovolenta in Veneto, dove abitano i genitori di Antonio, un altro corteo-fiaccolata per i marinai dispersi e l’indomani anche a Porto Levante, vicino a Chioggia. Allegati il video con l'appello di Rosa Cilano e una foto che la ritrae assieme al marito. 

 

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ALDO E ANTONIO LA SPERANZA VIVE<br>dispersi in Atlantico dal 2 maggio - immagine 1
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