Alex Zanardi entra nella leggenda l'Ironman di Barcellona è da record

| A cinquant'anni suonati, il grande atleta è riuscito a scendere sotto la soglia delle 9 ore: una nuova impresa "impossibile" per tanti, ma non per lui

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Di Davide Cucinotta

Quello che il destino gli ha tolto, lui ha deciso di riprenderselo, con i dovuti interessi. È difficile non provare ammirazione per Alex Zanardi, forse perché è davvero un esempio vivente di quanto la forza di volontà permetta di superare qualsiasi cosa, basta trovare ogni mattina la voglia di darsi un traguardo nuovo. O forse, nell'animo di ognuno c'è la sensazione che qualcosa di devastante potrebbe succedere, ed è un conforto sapere che rialzarsi è possibile.

L'ultima impresa di Alex, o meglio la più recente, ha avuto come scenario Barcellona, a poche ore di distanza dal tanto discusso referendum. Per la terza volta quest'anno, Zanardi ha preso parte alla devastante prova "Ironman" in scena nella città spagnola, riuscendo a superare sé stesso: 3,8 km in acqua, 180 in bici e 42,5 nella maratona in appena 8 ore, 58 minuti e 59 secondi. Il tutto alla "tenera" età di cinquant'anni, lasciandosi dietro altri 102 atleti italiani.

La storia di Alex

Alex, e la sua parlata emiliana che nel tempo si è smorzata senza andare via del tutto, com'è giusto che sia, ha avuto un'esistenza, la prima, che si è cristallizzata nel pomeriggio di sabato 15 settembre 2001 sul circuito di Lausitzring, in Germania. A undici giri dal termine, dopo essere uscito dai box, perde il controllo della sua Reynard Honda nell'esatto momento in cui arriva la Ford pilota italo canadese Alexander Tagliani, lanciata a 320 km/h. Il resto sono i contorni di una storia drammatica: trasportato in condizioni disperate in ospedale subisce l'amputazione di entrambe le gambe, ma nessuno sa dire se passerà la notte.

È lì, dopo mesi di ospedale e 14 interventi, che inizia la seconda vita di Alex Zanardi, figlio di un operaio e di una camiciaia di Bologna, cresciuto e allenato a pensare che una soluzione c'è sempre, e piangersi addosso non serve.

Il suo ritorno, gentile e mai sopra le righe, commuove il mondo intero: dove il corpo non gli permette più qualcosa, lui rimedia mettendoci forza, volontà e determinazione, perché non accetta l'idea di avere limiti, non è da lui. Alex ama lo sport, è proprio lì che vuole vivere, trasformandosi in un supereroe senza poteri, sempre che avere un cuore grande non lo sia.

Da allora, le sue imprese non si contano più: nel 2007, sei anni dopo l'incidente, partecipa alla Maratona di New York finendo al quarto posto, nel 2010 è ai nastri di partenza dei Campionati Italiani di Ciclismo, l'anno dopo ai mondiali in Danimarca. Dal nulla in cui il destino sembrava averlo relegato, Zanardi diventa un insaziabile consumatore di primati, imprese e adrenalina: torna al volante sui Kart e su una BMW Sauber riprova l'emozione della pista a Valencia, doppia uno dei personaggi di "Cars", la saga Disney e perfino la televisione lo vuole: nel 2010 conduce su Rai3 "E se domani", un programma di divulgazione scientifica, seguito due anni dopo la "Sfide". Nel 2016 è protagonista alle Paralimpiadi di Rio de Janeiro, portandosi a casa due ori e un argento nelle diverse discipline della Handbike.

Cos'abbia ancora in mente Zanardi nessuno lo sa, ma sanno tutti come andrà a finire: Alex ce la farà. Ce l'ha sempre fatta.

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