Big Sandy Shoot: dove l'America si allena a spararle grosse

| Mentre l'America si interroga sull'uso delle armi, è tutto pronto per il più grande raduno del mondo per gli amanti delle armi da fuoco. Un evento in cui non ci sono limiti e restrizioni: due volte all'anno, l'aria dell'Arizona si ri

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Di Davide Cucinotta

Sembra un week end di quelli veri, con il cane e la nonna, i camper e le station wagon, le sdraio, la birra e le salsicce. Ma insieme ai sacchi a pelo e all'antizanzare, due volte all'anno migliaia di americani si precipitano a Wikieup, ridente nulla piantato nel mezzo del deserto dell'Arizona, dopo aver oliato pistole, fucili, mitragliatori, bombe a mano e qualsiasi altra delizia faccia fuoco, compreso - chi magari li tiene in garage - il carro armato o l'elicottero. Non importa e soprattutto non c'è limite, perché il "Big Sandy Shoot" non è un raduno per boy scout o per pacifisti con il fiore in bocca, ma il più grande appuntamento del mondo dedicato ai cultori delle armi, passione che in America è da sempre eletta a sintomo di libertà, malgrado i morti si contino ormai a centinaia.

Chi non ha quel chiodo fisso, come gli europei, trova tutto un po' esagerato, perfino barocco, ma dall'altra parte dell'oceano il "boom-boom weekend" è di quelle cose da non perdere: chi spara paga 250 dollari di iscrizione a patto di portarsi l'arma da casa, ma i pochi che per caso ne fossero sguarniti possono avvicinarsi al piacere noleggiando in un apposito stand la sputafuoco che più gradiscono, dalla pistola al bazooka al lanciafiamme, tanto per vedere l'effetto che fa. Oppure, perché no, scegliere semplicemente di gustarsi lo show da spettatori, pagando un biglietto di 25 dollari che vale tre belle giornate rilassanti.

Il risultato è un tranquillo fine settimana di follia, dove alla fine restano a terra circa 3,5 milioni di bossoli, sparati verso bersagli fissi o in movimento da cecchini di ogni età, dal prototipo americano con la pancia grossa e il colesterolo a palla, ai ragazzini, maschi e femmine, che prima di dar fondo al caricatore posano per le foto ricordo imbracciando il fucile da assalto, senza pensare alle imprese di alcuni loro coetanei che hanno insanguinato la storia d'America. Gli organizzatori - perché il raduno non è autogestito, ma c'è alle spalle un vero comitato - pensano a tutto, curando ogni rivolo del divertimento: si può sparare, tanto per cominciare, di giorno o di notte, usando mirini a infrarosso e proiettili traccianti, stando tranquillamente seduti sotto una tettoia oppure strisciando sul terreno, per simulare i soldati in prima linea, o ancora salire a bordo di pick up che saltano fra le dune o per finire alzandosi in volo. E per rendere indelebile la giornata, gran finale con fuochi artificiali, rappresentati da una buona dose di esplosivo al plastico sistemato sui bersagli, da far esplodere proprio alla fine, quando tutti si sono sfogati e anche l'ultimissima pallottola è stata espulsa dall'ultimo otturatore. Il prossimo appuntamento è in programma dal 20 al 22 novembre: chi sente che sta per esplodere, faccia la valigia.

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